INTERVISTA TC - Costantino: "Ecco le mie favorite per la promozione in B"

20.01.2020 16:00 di Luca Esposito Twitter:    Vedi letture
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INTERVISTA TC - Costantino: "Ecco le mie favorite per la promozione in B"

L’esperienza di Messina non si è conclusa nel migliore dei modi, ma 19 anni di carriera sono sufficienti per poterlo definire un allenatore di spessore e che, in Lega Pro, si è tolto tante soddisfazioni soprattutto ai tempi della Vigor Lamezia, laddove la sua squadra giocava davvero un bel calcio. Oggi si aggiorna, segue partite e aspetta l’occasione giusta e il progetto ambizioso per rilanciarsi e dimostrare le sue competenze. Ai microfoni di TuttoC è intervenuto il tecnico Massimo Costantino, addentratosi in un’analisi a 360° del campionato di terza serie.

Lei conosce bene la serie C. La lunga pausa di tre settimane e il mercato possono spostare gli equilibri?

“Ho visto in tv la partita tra Cavese e Reggina, è evidente che uno stop influisce specialmente in quelle squadre importanti che erano reduci da un lunghissimo periodo di imbattibilità. Allo stesso tempo il 3-0 dei metelliani conferma che il girone C è assolutamente imprevedibile e tutti possono perdere contro chiunque. Anche quando sei in testa alla classifica con un certo margine di vantaggio non puoi mai cullarti sugli allori, a maggior ragione se alle spalle hai club blasonati come Ternana, Bari e Potenza. Non sarà facile, ma a mio avviso gli amaranto non falliranno gli obiettivi”.

Lei ha vissuto gli spogliatoi. Le voci di mercato possono infastidire e distrarre un gruppo e un singolo giocatore?

“Sicuramente condizionano tanto, gennaio è sempre un mese particolare per la serie C. Faccio ancora l’esempio della Reggina, però: è capolista, ha dovuto fare soltanto pochi ritocchi e ha la possibilità di collocare altrove giocatore che non trovano spazio e potrebbero manifestare un certo dispiacere. In questo caso l’incidenza negativa del mercato è inesistente. Certo, aggiungere Sarao ad un attacco già prolifico è una scelta importante e deve essere bravo l’allenatore a mantenere gli equilibri in un reparto già molto competitivo. Evidentemente è consapevole di trovare la concorrenza di gente come Denis e Corazza, ma allo stesso tempo sa che con ogni probabilità giocherà in B tra pochi mesi. In generale dico che chi vuole vincere non deve mai porre limiti alla provvidenza e assicurarsi le prestazioni di giocatori di livello non può mai fare male”.

Paganese rivelazione?

“Sono assolutamente d’accordo, sta andando ogni aspettativa. C’è il mix giusto tra esperti che vogliono rilanciarsi e giovani affamati. Va dato merito al direttore sportivo, sia all’allenatore. Non c’è bisogno di spendere budget importantissimi per fare dei buoni campionati, è un bel messaggio a tutto il calcio italiano”.

Vicenza, invece, capolista nel raggruppamento B. Campionato equilibrato anche grazie alla presenza di Reggiana, Padova e altre belle realtà. E’ d’accordo?

“Il Vicenza ha una rosa importantissima, con un attacco formato da Arma, Guerra, Marotta e Giacomelli. Saraniti, che stimo tanto,gioca di meno e questo fa capire che potenziale abbia a disposizione mister Di Carlo. Mi ha sorpreso molto il Carpi. Dovevano fare un campionato tranquillo, ma pian piano gente come Vano e Jelenic ha preso per mano il gruppo trascinandolo verso i playoff da protagonista. Rispetto all’organico, molto giovane, è andato oltre le aspettative, ad ora ha fatto meglio di Piacenza, Feralpi ed altre realtà che ambivano alla promozione diretta”.

Monza, invece, ormai in serie B anche per assenza di concorrenti di livello…

“C’è poco da dire. Il Monza non ha rivali, però c’è da fare un plauso al Pontedera. Non tanto per la classifica, ma perché assieme al Renate ha tenuto testa ai brianzoli spendendo cifre normali e dando sempre uno sguardo al bilancio. Gli investimenti sono inferiori rispetto ad altre 6-7 squadre che stanno nettamente sotto. Stiamo parlando di due piazze senza seguito importantissimo, ma è la provincia che vince e ciò può fare soltanto piacere. La programmazione conta, il calcio non è soltanto esoneri e rivoluzioni di gennaio per fortuna”.

Quanto possono incidere le nuove regole per restituire credibilità al campionato dopo tante vicende abbastanza tristi? Quest’anno sembra che le cose vadano meglio, caso Rieti a parte…

“Effettivamente tutto quello che è successo in tempi recenti ha rappresentato una sconfitta per il calcio, è importante che chi governa la Lega Pro sappia che ci sono realtà importanti e società che investono e vanno tutelate. Sembra si stia andando nella direzione giusta”.