INTERVISTA TC - DG Piacenza: "Bisogna preservare le società"

03.04.2020 18:00 di Raffaella Bon   Vedi letture
Marco Scianò
Marco Scianò

Questo l'intervento ai microfoni di TuttoC.com del direttore generale del Piacenza Marco Scianò dopo l'assemblea di oggi: “È stata una assemblea a tratti anche toccante, nella quale ci sono state molte testimonianze tra cui quella del presidente della Pergolettese a cui va il nostro abbraccio che è stato toccato dalla perdita di persone care. Sono stati analizzati tre punti, il primo legato alla prosecuzione o meno del campionato. Le società hanno preso coscienza che ci sono obbligazioni nei confronti dei giocatori per cui in caso di stop si potrebbero creare dei contenzioni ma dal punto di vista etico riteniamo che non possa essere presa in considerazione altra soluzione che lo stop. Per questo abbiamo dato mandato al presidente Ghirelli di riferire a FIGC e al Governo che è inammissibile tornare a giocare con tutti i problemi che ciò comporterebbe. Non ci sono le misure minime di rientro, se torneremo piano piano a riavvicinarci lo dovremo fare con le massime precauzioni del caso. Penso che sia una scelta poco responsabile e che non tiene conto di un altro aspetto fondamentale, ovvero che la Serie C non è la Serie A, non ha gli stessi interessi economici. Nessuno mette in discussione il primato in classifica delle squadre ma dal punto di vista morale la grande tragedia che stiamo vivendo. Il Governo deve essere cosciente della gravità della situazione. Le società oggi non hanno il potere di sospendere il campionato, perché non rientra nei loro diritti. Oggi le fideiussioni sono vitali per le aziende dei presidenti, poiché il sistema bancario richiama all’ordine alla necessità di non impegnare risorse in favore dello sport ma per il salvataggio di queste e la Lega Pro ha al suo interno più di 60 aziende di livello nazionale la cui continuità è messa a repentaglio e di conseguenza quella delle migliaia di lavoratori che impegnano. Abbiamo preso atto della presa di posizione dell’AIC sul punto del distanziamento dall’istituto della cassa integrazione alla quale i calciatori hanno diritto essendo lavoratori, serve un emendamento da inserire nel prossimo decreto Cura Italia. Inoltre si mette in discussione il fatto che le società vogliono risparmiare, non si capisce che le società non hanno soldi per andare avanti perché da febbraio a giugno hanno visto vanificati la quasi totalità dei ricavi che avevano a disposizione. Le parole che abbiamo letto ci hanno lasciato molto perplessi. L’Assemblea ha fatto una controproposta relativa all’elargizione degli stipendi sulla base di quella che è la effettiva disponibilità dei club. Bisogna capire che il mondo è cambiato, bisogna preservare le società altrimenti le vedremo scomparire. Non si possono chiedere cose che non esistono più. Non possono essere accusate di voler risparmiare, visto che tutte tranne tre hanno assolto i propri impegni fino allo scoppio di questa bomba a orologeria”.