INTERVISTA TC - DG Rende: "Basta danni arbitrali. Ormai è un copione"

11.11.2019 18:00 di Sebastian Donzella Twitter:    Vedi letture
© foto di Uff. Stampa Rende Calcio
INTERVISTA TC - DG Rende: "Basta danni arbitrali. Ormai è un copione"

Un ultimo posto che va un po' troppo stretto al Rende. Soprattutto perché giunto in mezzo a tante polemiche arbitrali. TuttoC.com ha intervistato Giovanni Ciardullo, direttore generale dei biancorossi, per capirne di più sulla delicata situazione dei calabresi, fanalino di coda del Girone C.

Direttore, non un bel momento per voi. E anche un po' di sfortuna dal punto di vista arbitrale...
"Con il Monopoli settimana scorsa (ovvero un gol non visto con la palla che supera la linea di diversi centimetri) e ieri a Francavilla (ossia rigore inventato per un tocco di mano inesistente), senza dimenticare le clamorose parentesi di Bisceglie, Caserta e Avellino, il copione dei danni arbitrali sempre contro il Rende è scientificamente confermato.
Decisioni arbitrali che mortificano i nostri sacrifici societari, la sportività degli straordinari fedelissimi che ci seguono ovunque, la straordinaria professionalità di un gruppo di ragazzi che stanno dando tutto per tirarsi fuori da una classifica che sicuramente non rispecchia i valori espressi in campo. Trovare oggi le parole giuste con i ragazzi che ci chiedono il perché di questo strano ostracismo non è semplice. Non abbiamo più argomenti credibili per definire una situazione che ogni domenica si allontana dal “normale”, rendendo ogni episodio arbitrale subìto privo di qualsivoglia giustificazione che non sia, ferma restando la sacrosanta buona fede arbitrale, l’inconscio condizionamento di decidere, nel dubbio, a favore di chi sta giocando contro l’ultima in classifica".

Si potrebbe pensare che potreste individuare nell'arbitro il 'nemico' per distrarre da una classifica deficitaria.
"A chi maldestramente e strumentalmente volesse leggere in questo sfogo il tentativo di giustificare la posizione in classifica, dico che non immagina quanta lucidità guida i nostri giudizi e le nostre scelte, quanta obiettività c’è nel valutare anche i nostri errori e con quale spirito autocritico siamo abituati a valutare il nostro operato.
Di fronte a tante “disattenzioni” arbitrali unilaterali, non sbattere i pugni (come fanno in tanti), non gridare al complotto (com’è di prassi in questi casi), non fomentare gli animi dei sostenitori (in modo opportunistico) non significa essere passivi, o peggio ancora rassegnati. Significa un’altra cosa: voler alzare l’attenzione, la giusta attenzione, su quel che sta succedendo a danno di un patrimonio sportivo che si chiama Rende calcio nei modi che ci appartengono, cioè dicendo le cose con chiarezza e fermezza ma ribadendo nello stesso tempo l’integrità morale degli organi interessati.
E il patrimonio Rende calcio non può, non deve, per postulato, valere nemmeno una virgola in meno di realtà più grandi e blasonate. Se solo ci facessimo prendere dal dubbio che non è così, non avrebbe alcun senso continuare a fare grandi sacrifici, e vedere sui campi del nostro centro sportivo centinaia di bambini sorridenti, non riconoscendoci più nella mission di quella Lega nella quale noi ci siamo, incondizionatamente, affidati".