INTERVISTA TC - Marcolini: "Alessandria? No contatti, Gregucci può riscattarsi"

22.10.2020 11:40 di Raffaella Bon   Vedi letture
Michele Marcolini
TMW/TuttoC.com
Michele Marcolini
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Negli ultimi giorni, a seguito della posizione sempre più instabile di Angelo Gregucci sulla panchina dell'Alessandria, è tornato prepotentemente di moda il nome di Michele Marcolini, già alla guida dei grigi nella stagione 2017/18. L'ex tecnico del Chievo è quindi intervenuto ai microfoni di TuttoC.com per commentare le sirene che sembrano provenire da Alessandria: "Non ho sentito nessuno, sicuramente là ho fatto una stagione molto positiva, ero arrivato in un momento difficile ed abbiamo vinto un trofeo importante. Per me è un posto particolare, ma Angelo è un ottimo allenatore e può riscattarsi".

Da marzo, dopo l'esonero al Chievo, è senza panchina: di cosa si sta occupando?
"Si fa quello che ogni allenatore fa in questi casi, cioè guardare più partite possibili al pc, visto che in questo momento è difficile spostarsi. L'obiettivo è vedere giocatori che già conosci e soprattutto gli altri, quelli che ancora non conosci. Ed ora si può fare solo via pc".

E' rammaricato per quanto successo coi clivensi?
"Alla fine è stata una esperienza positiva, quindi voglio prendere le cose buone. Ho esordito in un campionato importante come la Serie B. L'unico dispiacere e non aver potuto portare a termine il campionato. Ma ho avuto piacere di allenare un gruppo importante con cui ho condiviso tanti aspetti ed aver lavorato con uno staff ottimo. Nel Chievo ho fatto 5 anni importanti, ho dato tanto da giocatore ma a livello professionale bisogna anche guardare le cose in modo pratico".

Le situazioni di Trapani e Livorno come le si vive da allenatore?
"Si era detto mai più situazioni come Pro Piacenza, ma purtroppo si ripetono continuativamente. E' un grande problema e si fa fatica trovare società serie. Serve trovare regole definitive per evitare di nuovo queste situazioni. Troppe società si iscrivono facendo fatica a presentare la fideiussione e poi si presentano situazioni paradossali. Le società non devono presentare la fideiussione ma devono garantire di continuo la loro solidità. In questo momento la realtà economica è che siamo in difficoltà e sono preoccupato da uomo prima che da allenatore. C'è crisi in molti settori  ed è normale che ne risenta anche il calcio".