INTERVISTA TC - Maxi-sequestro Virtus, Fresco: “Una cosa assurda. Come Lucano? Non abbiamo fatto casini”

05.11.2021 21:30 di Ivan Cardia Twitter:    vedi letture
INTERVISTA TC - Maxi-sequestro Virtus, Fresco: “Una cosa assurda. Come Lucano? Non abbiamo fatto casini”
TMW/TuttoC.com
© foto di Flavio Mazzoleni

Prendi una società storicamente “di sinistra”. Un presidente come Luigi Fresco, talmente unico da fare anche l’allenatore. Un club che fa del sociale la sua forza, e al calcio affianca l’attività di accoglienza dei rifugiati. E poi aspettati l’inatteso. In giornata la Serie C è stata scossa da una notizia che nessuno avrebbe potuto prevedere, anche se affonda le sue radici in un’indagine di tre anni fa, per fatti avvenuti sei anni fa. Un sequestro preventivo da 12 milioni di euro nei confronti del presidente della Virtus Verona, al quale la Guardia di Finanza di Verona contesta il reato di truffa aggravata nei confronti di un ente pubblico, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e turbata libertà degli incanti. In sostanza, Fresco avrebbe partecipato a bandi a cui non aveva il diritto di partecipare, peraltro con una società sportiva (la Virtus, appunto) e non avente quale oggetto sociale l’accoglienza. Accuse gravi, alle quali la Virtus ha già risposto con una nota. Raggiunto da TuttoC, Fresco racconta la sua versione.

Come risponde alle accuse?
“Anzitutto, non è una vicenda che riguarda la società di calcio, ma la società che si occupa di accoglienza, che è un’altra cosa”.

Però questo è proprio uno degli aspetti che vi contestano.
“Guardi, è essenzialmente un problema di tipo burocratico, di documenti. La Prefettura aveva insistito perché facessimo questo bando, noi non avevamo particolare interesse, anche perché avevamo già accolto dei rifugiati con affidamento diretto. Hanno insistito affinché partecipassimo e la documentazione l’ha controllata tutta la Prefettura. Ora ci contestano il fatto che non potevamo partecipare al bando, per loro sarebbe una truffa. Anche se il servizio l’abbiamo svolto e anche molto bene, nessuno ci dice nulla a tal proposito”.

C’è stato un guadagno?
“Diciamo che è pur sempre un’attività di impresa, ma non ci siamo mai tirati indietro. Per esempio gran parte dei fondi li abbiamo reinvestiti sul campo, quindi in sostanza restituiti al Comune. Avremmo potuto non farlo. Poi ci contestano delle assurdità, tipo che nel bando abbiamo messo delle case e non le abbiamo assegnate, ma molto spesso in quei casi si entra in questioni politiche. E comunque sul servizio in sé non ci sono contestazioni. Il problema, ripeto, nasce dal fatto che abbiamo fatto il bando e la nostra documentazione secondo gli inquirenti era debole; secondo me non era debole”.

A livello personale e come società avete sempre prestato attenzione ai temi sociali. Teme che questa vicenda possa sporcare la vostra immagine? 
“Sicuramente lo farà. Vede, tutti gli accusati dicono di essere innocenti. Poi chi ascolta può crederci oppure no. Di sicuro le posso dire che è una cosa pazzesca. Per tutto quello che abbiamo fatto a livello sociale e di volontariato negli anni, è assurdo trovarsi protagonisti di una vicenda così. La mia opinione è che queste indagini siano state fatte da persone che, seppure in buona fede, non conoscono i rapporti che abbiamo avuto con la Prefettura. Ci chiamavano di notte, ci chiedevano appartamenti per la gente: non ci siamo mai tirati indietro”.

È convinto di poterne uscire respingendo tutte le accuse?
“Intanto al momento non siamo rinviati a giudizio, siamo solo indagati. Ci hanno bloccato i conti, spero ce li sblocchino a breve”.

Ai tifosi, che magari pensano al campionato, che messaggio manda?
“I tifosi mi hanno mandato loro messaggi di solidarietà. Ci conoscono, è chi non ci conosce che può avere dubbi. Anche perché noi avevamo partecipato a un bando che non ci era indispensabile per poter accogliere dei rifugiati, avanzavano sempre 7-800 posti. Se non avessimo partecipato ne sarebbero avanzati mille e quei duecento di differenza li avrebbero comunque assegnati a noi”.

È una vicenda che ricorda quella di Mimmo Lucano.
“Non la conosco personalmente, non mi esprimo. A me sembra che lui, che è una bravissima persona, abbiamo fatto un po’ di casino a livello burocratico. Noi non l’abbiamo fatto, secondo me, e per questo sono fiducioso”.