INTERVISTA TC - Morrone: "Rieti, il destino era già scritto a luglio"

17.11.2019 07:30 di Raffaella Bon   Vedi letture
© foto di Dario Raimondi
INTERVISTA TC - Morrone: "Rieti, il destino era già scritto a luglio"

Alfonso Morrone, presidente dell'Adicosp, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com per commentare la situazione in casa Rieti. Gli amarantoceleste schiereranno la formazione Berretti questo pomeriggio, nella gara interna contro la capolista Reggina da disputare a porte chiuse per l'impossibilità di reperire steward allo stadio. 

La situazione fa tornare alla memoria quanto vissuto lo scorso anno a Piacenza, sponda Pro. 
"Le analogie ci sono, ma pa aradossalmente a Rieti si poteva presagire qualcosa già a luglio perché  forse già sapevano che le esigue casse societarie non permettevano di programmare un campionato di serie C. A Piacenza invece il progetto iniziale era molto solido ed ambizioso che solo la Seleco ha voluto far crollare per poi adottare una gestione scellerata nota ormai alle cronache calcistiche."

Come è possibile che in Serie C esistano ancora situazioni simili?
"Queste situazioni ci saranno finché taluni presidenti fanno i conti senza l’oste. Se si adempiono tutte le prescrizioni in sede di iscrizioni poi la Lega non può arbitrariamente escludere club. Fortunatamente la nuova governance della Figc e il presidente Ghirelli hanno posto in essere misure tali che casi come Pro Piacenza e Matera, solo per citarne alcune, non si ripetano mai più. In caso di cessione di quote societarie gli acquirenti dovranno poi depositare garanzie atte a certificare la bontà dell’operazione. Inoltre alla seconda mancata presentazione in campo ed alla seconda infrazione nel pagare gli emolumenti e contributi le società sono fuori, vengono estromesse dai rispettivi campionati."

Cosa si può fare per prevenire questi eventi?
"Tutto è migliorabile ma almeno ora si può lavorare su norme più certe. Noi potremmo attuare tutte le misure di questo mondo ma credo che poi oltre alla black list c’è bisogno di più etica che nel calcio è ormai merce rarissima. Sovente si affacciano sedicenti imprenditori accompagnati da faccendieri che con questo bellissimo sport non hanno nulla a che fare. Magari i presidenti prima di formalizzare eventuali cessioni farebbero bene ad accertarsi su chi hanno di fronte. A volte squalifiche o fedine penali macchiate fanno più curriculum di chi ha competenze e professionalità. Naturalmente il mio discorso è a carattere generale e non mi riferisco al Rieti."

Intanto Pavarese ha deciso di lanciare un segnale forte e ha rassegnato le dimissioni dalla carica di direttore sportivo
"Sui social ho già manifestato la mia solidarietà al collega Pavarese, tra l’altro iscritto Adicosp. So cosa si passa in questi frangenti perché noi direttori siamo ancor più vittime. Noi siamo coloro che con molta passione siamo delegati a costruire un progetto e se poi non ti permettono di realizzarlo lo sconforto prende il sopravvento. Ho apprezzato le sue dimissioni anche perché era doveroso da parte sua prendere le dovute distanze. Come sempre l’Adicosp offre a titolo gratuito ai colleghi la tutela legale."