INTERVISTA TC - Pagni: "Taranto, riscatto sportivo e sociale. Bravi tutti"

16.06.2021 17:30 di Dario Lo Cascio Twitter:    vedi letture
INTERVISTA TC - Pagni: "Taranto, riscatto sportivo e sociale. Bravi tutti"

Danilo Pagni, direttore sportivo dal lungo curriculum, dalla prima categoria alla Serie A, di recente a Viterbo e Terni passando per le esperienze al ChievoVerona e al Milan, protagonista di alcune remuntade storiche e collaborazioni con manager del calibro di Lotito, Mirabelli e Sartori, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com per un commento sulla promozione del Taranto in Serie C e non solo:

Il Taranto negli scorsi giorni ha festeggiato il ritorno in Serie C.
"La mia prima esperienza a Taranto è stata a dir poco avvincente e magica. Sono subentrato il 6 gennaio con la squadra penultima e il presidente contestato. Siamo arrivati ottavi pareggiando il mercato uscite-entrate, finendo a Sorrento con sorrisi e abbracci. C'è stata una ricostruzione con Braglia allenatore. L'estate successiva il club ha cambiato proprietà, la squadra è stata smantellata: metà ha vinto alla Juve Stabia e l'altra metà a Nocera. Un anno fa accettai verbalmente un accordo con la famiglia Giove. Purtroppo per problemi familiari e normativi ho dovuto declinare l'incarico. Ma hanno dimostrato la famiglia Giove, l'amico Galigani che ha perfezionato a Taranto un tris di vittorie e il direttore Montervino, con il quale mi sono complimentato - e tra l'altro è stato mio calciatore alla Salernitana con il quale abbiamo vinto la D - tutta la loro bravura. Un riscatto sportivo ma anche sociale di una città che adesso può riassaporare il calcio che conta. Sono veramente contento di questa grande vittoria. Mi sento ancora legato fortemente al territorio e mi sono complimentato con tutte le componenti".

C'è anche il suo zampino nella scelta di mister Laterza...
"È stata un'intuizione del presidente Giove. Dopo due colloqui ho avallato l'operazione. Qualcuno ci ha dato dei matti, ma in primis il presidente ci aveva visto bene". 

Tra i tanti protagonisti, c'è anche la sorpresa Diaby.
"Uno dei classe 2000 più forti d'Italia, preso dal Licata. Deve migliorare tanto tecnicamente, non avendo una scuola di base di livello. Ma qualcuno l'aveva bocciato per la D, ed è tutto dire. Sono certo che il direttore sportivo Montervino avrà dei lampi, come li ebbe quando ero alla Ternana. Lì restano 12 calciatori della mia gestione, mancano Pobega, protagonista in A, Rivas, Butic e Hristov. Con Montervino avevamo preparato l'operazione Nzola, che poi per motivi che non sto qui a dire, non si è concretizzata. Avremmo parlato di un capolavoro nel capolavoro".

A proposito di Terni, il suo è un record non ancora battuto.
"Facemmo con il presidente Ranucci 19 uscite senza scambi, con mini incentivi all'esodo e un incasso per la società di quasi un milione di euro con le cessioni di Montalto, Carretta, Sernicola e Salvemini". 

Alessandria e Padova domani si giocano la Serie B.
"Il Padova ha fatto un mercato roboante, soprattutto a gennaio. Per un pizzico di sfortuna e merito del Perugia, ha perso il campionato nel rush finale. I playoff sono una lotteria, nella seconda parte di campionato per l'Alessandria la differenza l'ha fatta mister Longo, autore di una bella remuntada. Non me la sento di fare pronostici". 

Parliamo di Bari, che sembra aver scelto Mignani come tecnico.
"Il Bari dovrebbe emulare la Ternana. Spero che l'amico Ciro Polito, oltre a mettere in campo la sua bravura, sia anche benedetto dalla fortuna. A mio avviso il direttore sportivo deve aguzzare l'ingegno".

Auteri invece è destinato al Pescara.
"Un grande tecnico come ce ne sono altri, bisogna conoscerne i grandi pregi e i piccoli difetti. Deve allenare squadre con gamba, i giocatori monopasso o che giocano solo con la palla addosso non vanno bene. Con me allenava le squadre che costruivo. Gli allenatori bisogna studiarli come andrebbero studiati i direttori sportivi. Allenare il Pescara è un privilegio, l'importante è che nel costruire la squadra lo si faccia con un'unica mente pensante. Ovvio che può essere Auteri come altri allenatori. Io ho vinto campionati e fatto remuntande con tecnici che mi sono ritrovato. L'importante è ottimizzare le risorse umane. Allegri in una recente intervista ha parlato della dignità delle risorse umane non a caso. A Terni in B nell'anno del miracolo salvezza, lì ci fu un lavoro non solo tecnico, ma a 360 gradi, dal magazziniere ai giocatori". 

Sembra che all'esterno alcuni club scelgano i direttori sportivi tramite algoritmi...
"In questo caso io potrei essere al Real Madrid (ride, ndr). Ci sono alcune società americane che lo fanno da un po'. In Italia c'è chi vende fumo e i presidenti abboccano, e chi fa parlare la professionilità e la conoscenza. Il clientelismo è nel calcio e non solo". 

Si torna ai gironi orizzontali, che ne pensa?
"Sono un romantico del calcio. Premesso che la Serie C non è più economicamente sostenibile e bisogna riscrivere le regole, dando la possibilità agli investitori di poterlo fare concretamente, perché mancano liquidità e progetti; io amo i derby, Ternana-Perugia, Messina-Reggina, quelli da farfalle nello stomaco, è il sale dei tifosi. Anche se è vero che tra Taranto e Foggia i tifosi avversari a volte non potevano venire a vedere la partita, e questa è una sconfitta. Molte volte le leggi sono un po' ostative. Si deve creare maggiore appeal e avere la possibilità di vedere i derby è fondamentale, non bisogna togliere la scena allo spettacolo. Creare la cultura del sano dualismo, aumentando i controlli, è la via giusta". 

Lei fu il primo direttore generale della Salernitana di Lotito, ma da ora in avanti possedere più di un club professionistico sarà vietato.
"Ho iniziato con il dottor Lotito e Mezzaroma in Serie D. A Gallipoli dissi: la strada per il "Via del Mare" non è così lontana. E il Gallipoli arrivò in B e giocò contro il Lecce. A Salerno mi presentai dicendo: con questa proprietà e con questa tifoseria la stada del "San Paolo" è vicinissima. E così è stato. Non sono un giurista, ma se si hanno due figli con la stessa passione e le stesse possibilità, perché non dare a entrambi la chance di fare la propria strada? Si è malpensanti, quando invece deve prevalere la cultura della lealtà e dello sport. Ci sono troppi pregiudizi. Perché non dare in questo caso specifico la possibilità a Mezzaroma di andare per la sua strada da solo?".   

Cosa fa per ora il direttore Pagni?
"Mi aggiorno continuamente perché il calcio è sempre in evoluzione. Ho avuto dei colloqui in diverse categorie, poi perché scatti la scintilla c'è la necessità di diversi fattori. Per me parlano la storia, i risultati e la professionalità".