INTERVISTA TC - Piacenza, Franzini: "Nel calcio non c'è riconoscenza"

04.02.2020 10:30 di Lorenzo Carini   Vedi letture
INTERVISTA TC - Piacenza, Franzini: "Nel calcio non c'è riconoscenza"

A due giorni dal pareggio ottenuto contro il Cesena, il tecnico del PiacenzaArnaldo Franzini, si è concesso in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com. Il nativo di Vernasca ha esordito con un commento sulla gara del "Garilli", per poi soffermarsi sul momento di difficoltà in cui incombe la squadra fino a rievocare quelli che sono i suoi ricordi più belli dell'avventura col club di Via Gorra, iniziata nel settembre 2015: proprio l'ultima partita ha consentito all'allenatore emiliano di raggiungere quota 200 panchine in biancorosso.

Partiamo dalla gara con il Cesena: si sono viste tante difficoltà nel gioco della squadra, specialmente nel secondo tempo. Cosa è successo?
"È un periodo così. Dopo essere passati in vantaggio, abbiamo fatto un buon finale di primo tempo chiudendoli nella loro metà campo: subire gol alla prima azione della ripresa ci ha condizionati e ci ha portati a fare confusione, abbiamo perso serenità. Siamo in difficoltà da qualche partita, non riusciamo più a fare ciò che ci è venuto bene fino alla partita di Modena: quella è una gara che avremmo dovuto vincere nettamente, abbiamo colpito una traversa con Borri e non ci è stato dato un rigore su Zappella, meritavamo di più. La successiva sconfitta con la Triestina ci ha fatto prendere una strada diversa e siamo diventati poco brillanti e meno cattivi sotto porta, siamo calati rispetto all'ultima parte del girone d'andata".

La partita col Cesena ha visto anche il cambio di modulo: dal 3-5-2 si è passati al 4-4-2...
"Lo abbiamo fatto per cercare di mettere più giocatori offensivi possibili. Ho voluto schierare quattro attaccanti come Sestu, Polidori, Paponi e Cattaneo senza badare all'avversario: ho pensato esclusivamente a noi e a quello che era il nostro obiettivo, far male ai nostri avversari".

Al termine della gara, in conferenza stampa, Gatti e Pighi si sono “sfogati”, parlando anche di una possibile coalizione tra i giocatori per “tirarsi indietro”. Lei che idea si è fatto a riguardo?
"Il problema nasce dall'inizio della stagione perché su di noi sono state create aspettative impossibili da rispettare. E' chiaro che non dovremo più fare partite come quella col Cesena e che tutti si aspettino qualcosa in più: c'è scoramento anche a livello dirigenziale, in tutto ciò ha influito in modo clamoroso anche il mercato perché molti nostri giocatori sono stati contattati da altre squadre. Non è stato sicuramente un bene per alcuni calciatori soprattutto perché la sessione si è chiusa venerdì e domenica siamo scesi in campo. Stiamo convivendo con una situazione complicata da inizio anno, ma vi assicuro che stiamo cercando di venirci fuori".

Ricollegandoci alla sua risposta precedente, qual è la sua opinione sul mercato del Piacenza? Sappiamo che Ferrari è stato molto vicino al ritorno in biancorosso.
"È stato fatto un mercato con tante cessioni e tanti arrivi, ma senza follie come da previsione. Abbiamo operato in modo corretto anche alla luce del campionato che si stava verificando, alla fine del girone d'andata eravamo sicuramente molto più vicini alle prime posizioni rispetto ad oggi. Ferrari sarebbe arrivato solo nel caso di partenza di Paponi, è un giocatore che da noi lo scorso anno ha fatto la differenza ma non so se la sua presenza avrebbe potuto cambiare qualcosa: è un gioco difficile da dire. La sessione si è chiusa, siamo rimasti così e dobbiamo solo pensare a risollevarci.

Una battuta sul nuovo acquisto Alessandro Polidori, che domenica ha segnato il suo 1° gol con la maglia del Piacenza?
"È stato messo in campo fin da subito, si sta comportando bene da due partite e si è trovato a suo agio soprattutto l'altro ieri nel primo tempo, realizzando anche un gol su rigore. Ho fiducia in lui e mi auguro possa continuare così".

Ha qualcosa da dire a chi contesta il suo operato e quello della società?
"In questi anni sono state fatte cose eccezionali. Non credo che sia giusto che la gente contesti tanto per farlo o che faccia finta di non capire, le ultime sono state stagioni straordinarie con risultati incredibili, ottenuti sempre recitando il ruolo di outsider. Quest'anno siamo stati condizionati da un avvio così così, non siamo quelli dell'anno scorso ma non potremmo esserli neanche volendo: sono cambiate tante condizioni. Quando ci sono annate storte, spesso capita di lottare per non retrocedere: noi, invece, stiamo cercando di rimanere agganciati alle prime posizioni della classifica e pensiamo positivo senza tornare con la mente alla scorsa stagione, altrimenti diventa tutto impossibile. Nel calcio non c'è riconoscenza per nessuno, credo ci sia poco da contestare perché è ancora tutto possibile: chi pensava che avremmo lottato per il primo posto era sulla strada sbagliata. Basta davvero poco per rovinare qualcosa di bello. Adesso è giunto il momento di cominciare a vincere per recuperare terreno e per dare un'impronta a questa annata".

Ormai pare compromesso il primo posto: qual è, secondo lei, la favorita per la promozione diretta nel Girone B? Sarà lotta Vicenza-Reggio Audace?
"La Reggio Audace, assieme al Padova, ha fatto un grandissimo mercato, prendendo giocatori importanti ed investendo su una base già buona: c'è entusiasmo nell'ambiente, ma il campionato è ancora aperto. Non sarà semplice, per le squadre dal terzo posto in giù, inserirsi nella lotta per il primato ma non si può mai dare nulla per certo: quello che è successo a noi l'anno scorso con la Virtus Entella lo dimostra".

Si è fatto un'idea sulle compagini che lottano per i playoff negli altri due raggruppamenti?
"No, guardo le partite e basta. Al momento penso alla nostra situazione e alla classifica del Piacenza, ai playoff e alle possibili avversarie penseremo più avanti. Nel Girone A si stanno comportando molto bene due sorprese come Pontedera e Renate, mentre nel Girone C ci sono diverse corazzate pronte a lottare per la B: chi non vincerà tra Bari, Reggina e Ternana sarà sicuramente un cliente durissimo".

In Piacenza-Cesena ha raggiunto quota 200 panchine in biancorosso. Quali sono i suoi ricordi più belli di questa avventura?
"Ci sono state tante partite signiticative, come ad esempio la doppia vittoria nel derby con la Cremonese nella nostra stagione del ritorno tra i professionisti: in particolare, ricordo ancora il successo, che sarà irripetibile, allo Zini contro una corazzata che, non a caso, a fine anno è stata promossa in Serie B. Penso anche alla partita con l'Entella dell'anno scorso e, ovviamente, al grande significato della promozione dalla Serie D: ho molti ricordi positivi".