INTERVISTA TC - Urbinati: "Gol e salvezza. Vi spiego quant'è bella la Fermana"

20.04.2021 07:30 di Sebastian Donzella Twitter:    Vedi letture
INTERVISTA TC - Urbinati: "Gol e salvezza. Vi spiego quant'è bella la Fermana"
TMW/TuttoC.com
© foto di Uff. Stampa Fermana

Il gol del capitano all'ultimo minuto che vale la salvezza. Non è un film, è il sogno di Gianluca Urbinati che si è avverato ad occhi aperti. TuttoC.com ha intervistato il duttile centrocampista della Fermana dopo il pari decisivo per il mantenimento della categoria ottenuto contro la Vis Pesaro. 

Avete timbrato la salvezza. Anzi, hai timbrato la salvezza.
"Per le difficoltà dovute al Covid e per le difficoltà di un Girone B mai così forte ed equilibrato come quest'anno, la Fermana ha compiuto un'impresa salvandosi con due giornate d'anticipo. Bisogna fare i complimenti a tutti: ai presidenti Vecchiola e Simoni, ai direttore Conti e Andreatini, ai dirigenti, al mister, allo staff, ai giocatori e a tutte le componenti.
Il gol? Ho ricevuto tantissimi attestati di stima, molti mi hanno detto che la mia è stata una favola visto il gol al 90' che vale la salvezza. Non credo al destino perché uno le cose deve conquistarle per tutte le sue forze. Di sicuro è stata una pagina indelebile della mia carriera, un momento di grande emotività. Mi è dispiaciuto veramente tanto non condividerlo con i tifosi, spero di poterli rivedere presto allo stadio".

E adesso potreste anche finire nei playoff.
"Paradossalmente due giorni fa parlavamo di salvezza e adesso, vincendo lo scontro diretto con la Virtus Verona, saremmo clamorosamente in piena corsa per gli spareggi promozione, grazie al fatto che il Modena è la miglior quarta e probabilmente nel Girone B l'11^ in classifica finirà ai playoff. Noi, i veronesi e il Gubbio ci giochiamo l'ultimo posto".

Il tutto dopo una stagione iniziata male.
"Dopo 14 partite avevamo 10 punti. C'è stato un cambio tecnico che purtroppo non fa mai piacere in stagione. Pensavamo solamente a evitare l'ultimo posto, a cercare il miglior piazzamento playout. Invece, con l'arrivo di Cornacchini, abbiam macinato risultati su risultati, la rincorsa è stata clamorosa e siamo riusciti a metterci in una zona di comfort. E ieri la salvezza matematica".

Con pochi casi Covid durante l'anno.
"Siamo stati molto bravi e professionali a prevenire il Covid, il nostro staff medico ha lavorato benissimo. Abbiamo avuto solamente un paio di casi che fortunatamente non hanno portato ad alcun focolaio all'interno della rosa. Ci vuole fortuna ad evitare questo mostro ma anche un certo grado di bravura. Noi fin qui l'abbiamo avuta. Ma non ne avevo dubbi. Questo è uno spogliatoio di bravissimi ragazzi, mai come quest'anno sono stati tutti veramente bravi. Pur nelle loro diversità. Ad esempio abbiamo una schiera di portieri abbastanza pazzi: Ginestra, Massolo e Colombo fanno veramente morire dal ridere. Il più serio? Bonetto, veramente serissimo. E poi Neglia: una cultura unica e anche un giocatore d'altra categoria. Entrambi credo che avrebbero fatto mestieri di grande responsabilità se non fossero stati calciatori".

Sesto anno alla Fermana. E adesso?
"Sono in scadenza ma si è creato un grandissimo rapporto con la proprietà e l'ambiente. Se il club vorrà continuare per me non ci saranno problemi. A me basterebbero due secondi per dire di nuovo sì. Aspettiamo la fine del campionato, poi penso e spero che ci metteremo a sedere e ne parleremo". 

Sei anni sempre col direttore Conti.
"Ero a Castelfidardo. Feci una delle partite più belle proprio contro la Fermana. Conti a fine stagione mi chiamò e non ci pensai due volte ad accettare. Ero veramente felice, arrivai con una valigia piena di sogni. Ma non avrei mai pensato nemmeno nelle più rosee aspettative di arrivare a vincere un campionato vinto, di ottenere tre salvezze in carrozza in C e giocare anche un playoff. Forse due. Ringraziarlo è il minimo che posso fare, ovviamente anche lui deve ringraziare me (ride NdR)". 

Da quattro stagioni titolare in C dopo una carriera vissuta in gran parte tra i dilettanti.
"A 30 anni ho trovato la maturità arrivando nella C unica. Ci ho messo tanto sudore, tanta abnegazione, nella mia carriera nessuno mi ha mai regalato nulla. Ho giocato tanti anni in D, sono stato anche in Eccellenza e Promozione. Sono arrivato tardi tra i professionisti ma sono orgoglioso di aver dimostrato sul campo di poterci stare.
Mi sono migliorato anno dopo anno, ho avuto una continuità di prestazioni davvero importante con la Fermana che ha creduto in me. E quest'ultima stagione è stata la migliore della mia umilissima carriera grazie all'ottimo lavoro di tutta la squadra. È arrivata anche la fascia di capitano che mi ha dato più responsabilità".

Quindi niente mercato?
"Ci sono state diverse richieste in questi anni, vista la vittoria del campionato, il raggiungimento dei playoff e le prestazioni positive. Però ho sempre preferito rimanere qui: avrei potuto guadagnare di più da qualche altra parte ma i valori umani li ho sempre messi al primo posto nella mia vita. A Fermo è scattata una scintilla, ho preferito non sentire mai le sirene del mercato. E continuerò a farlo volentieri se ne avrò la possibilità".

A 33 anni hai già pensato al futuro a lungo termine? 
"Io vengo dal basso e mi sono dovuto sudare sempre la pagnotta. So già che dovrò crearmi una nuova vita appena finirò di giocare, non potrò vivere di rendita con i soldi che mette da parte un giocatore di Serie C media che non ha esperienze in categorie superiori. Non sono uno che vuole terminare la carriera quando non ce la farà più ma vorrò smettere quando sarò all'apice. A 33 anni sto meglio di quando ne avevo 20 grazie alla cura nei dettagli: hai una maturità che prima ovviamente ti manca. Mi piacerebbe restare nel mondo del calcio perché è la cosa che faccio da quando ho 6 anni.

Vecchietto terribile in una Lega giovanissima.
"Devo essere onesto: le regole sui giovani sono un po' la rovina del calcio perché non premiano la meritocrazia. Non è un caso che le squadre invischiate nella lotta retrocessione siano spesso molto giovani. Anche qui alla Fermana da un paio d'anni si cerca di puntare su tanti under ma poi devono subentrare i vecchietti. Giusto far giocare i giovani che se lo meritano: però i giocatori d'esperienza devono esserci. Da noi, ad esempio, i direttori sono stati bravi a non smembrare mai il nucleo di questa squadra, la carta vincente della Fermana. Qui alla Fermana, insieme a me, sono in tanti a vestire la casacca gialloblù da tempo, il che facilita la gestione dello spogliatoio e del gruppo. Poi c'è quel matto di Ginestra che a più di 40 anni finisce sui siti di mezza Europa perché para più rigori di chiunque (ride NdR). Mica sanno cosa combina in macchina".

Cioè?
"Io sono di Marotta e mi alleno a Fermo. Da anni e anni viaggio insieme a Cognigni, Scrosta e Ginestra, in questa stagione si è aggiunto pure Rossoni: la classica macchinata per andare all'allenamento. Ho visto più loro in questi anni che la mia ragazza. Sono diventati parte della mia vita, al di là del calcio. So già che mi mancheranno tanto e io mancherò loro per la mia guida tranquilla in autostrada (ride NdR)".

L'esultanza dopo il gol ha messo in mostra un gran numero di tatuaggi...
"Ne ho tanti ma non sono per moda. Vedo tanti ragazzi che li fanno così, a cuor leggero, e la cosa non mi piace. I miei hanno tutti un significato profondo, rappresentano momenti intensi della mia vita. Ne ho uno legato al calcio che ricorda la mia promozione in C: un T-Rex, il mio soprannome, con il numero 4 e la data della vittoria".

Magari il prossimo in caso di B...
"Posso andarci solo se vinco il campionato o se faccio venti gol da centrocampista (ride NdR). Il calcio guarda i piani più alti, da noi i club di A e B vedono i giovani non gli esperti. Comunque anche in C ho incontrato gente di gran livello. Uno su tutti? Emil Hallfredsson. Lo vedevo in TV tra Serie A e Mondiali e poi me lo son trovato contro sul terreno di gioco. È stata una gran cosa, mi spiace non avergli chiesto la maglia". 

Chi vince il campionato?
"Non ho idea di chi possa farcela. C'è veramente tanto equilibrio, può succedere di tutto. Non si può fare un pronostico sulle prime tre, le metto tutte allo stesso livello. Perugia, Padova e Sudtirol meriterebbero tutte la Serie B".