L'Aperitivo di TLP: Andrea Servili (Alessandria) - Gianluca Andrissi (Monza)

 L'Aperitivo  di TLP: Andrea Servili (Alessandria) - Gianluca Andrissi (Monza)TMW/TuttoC.com
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venerdì 26 aprile 2013, 13:45Interviste TC
di Daniele MOSCONI

Il calcio nel suo fascino ha anche bisogno che i suoi protagonisti siano vissuti e conosciuti in maniera diversa. Ed è con questo intento che TuttoLegaPro.com ogni venerdì vi offre la rubrica: "L'aperitivo di TLP". Uno spazio inedito nel mare magnum di frasi fatte e discorsi triti e ritriti dove la banalità la fa da padrone, in cui si cerca di andare a guardare oltre la divisa, toccando temi che di rado vengono presi in considerazione dai media in generale.

In questo nuovo appuntamento i protagonisti di questa settimana sono un portiere, Andrea Servili dell'Alessandria e Gianluca Andrissi, Direttore tecnico del Monza.

Il primo ormai è un veterano del suo ruolo ed è vicino alle 38 primavere (compie gli anni a luglio). Da cinque stagioni difende la porta dei grigi e in un recente referendum in concomitanza con il centenario dell'Alessandria (avvenuto lo scorso anno) è stato votato come portiere del secolo, alla pari con Nobili e Stefani. Non solo: è anche l'estremo difensore con più presenze con la maglia del club piemontese.

Gianluca Andrissi è invece l'uomo mercato del Monza e tra qualche settimana si avvicinerà alla soglia dei 50 anni. Nella sua carriera ha lavorato prevalentemente nei settori giovanili. Le sue esperienze passate in questo campo l'hanno visto sulle panchine di Monza, Pro Sesto (Scudetto Allievi nel 2008), Lecco e Inter (dove vi ha lavorato per 18 anni). Ha anche guidato squadre maggiori come il Pavia, mentre dal 2011/12 è divenuto responsabile tecnico del settore giovanile del Monza per poi ampliare le proprie mansioni anche alla prima squadra.

A questi nostri ospiti faremo cinque domande, quasi mai attinenti all'attualità del campionato, ma che virano su temi completamente diversi, entrando nel vivo della situazione italiana e facendovi scoprire un lato di questi uomini, sicuramente diverso da come di solito li avete conosciuti.

1) Cosa manca in questo momento all'Italia, scegliendo tra i cinque sensi: tatto, olfatto, vista, gusto, udito?

Andrea Servili (Alessandria): "Io direi il tatto, perché la classe politica non comprende appieno la gravità della situazione in cui ci troviamo. Anche la vista in un certo senso, perché non vedere com'è ridotta buona parte del paese, è da miopi".

Gianluca Andrissi (Monza): "Secondo me in questo momento manca l'etica.  Manca quel tatto che deriva dal rispetto verso le persone. Io ricordo che nella mia famiglia c'era un'educazione di base che alla fine diventa fondamentale. Quello che noto maggiormente è il non rispetto di nulla. Ormai in Italia non si fa più una fila e tutti vogliono passarti davanti".


2) Un libro che consiglieresti a chi legge poco.

Andrea Servili: "Prima che nascessero i miei figli, devo essere sincero, leggevo di più. Adesso invece è un po' più dura e se qualcosa leggo, sono le favole per farli dormire. A me è piaciuto molto "Il codice da Vinci" e mi sento di consigliarlo soprattutto per gli amanti del genere".

Gianluca Andrissi: "Sono un amante dei libri sulla mafia e recentemente ho letto un libro sulla Banda della Magliana. Mi rendo conto che non sono temi piacevoli, ma sono realtà che nostro malgrado esistono. Mi sento di consigliare un libro di sport, soprattutto per chi non conosce questa vicenda ed è "Il calciatore suicidato" di Carlo Petrini. Narra di una storia accaduta a fine anni '80 con questo giocatore, Denis Bergamini capitano del Cosenza che per tanti anni è stato catalogato come suicidio, quando invece dietro c'è qualcosa di molto più grande. I genitori e la sorella si sono battuti molto negli ultimi anni e recentemente qualche squarcio di verità sta venendo fuori".


3) La vita si scrive, si vive o si legge?

Andrea Servili: "Questa è una domanda particolare. Direi che la vita va vissuta, perché il lasso di tempo in cui siamo qui sulla terra è breve e le emozioni vanno vissute tutte, senza lesinarne mai una. Si possono inserire tutti e tre i termini: se vivi, scrivi e scrivendo leggi ciò che stai assaporando".

Gianluca Andrissi: "Innanzitutto viverla e dopo averla vissuta poterla scrivere e dare la possibilità a chi viene dopo di noi, di poterla leggere e condividerne le basi per una vita migliore".


4) Come si vede tra dieci anni?

Andrea Servili: "Questa è difficile. Io mi vedo ancora qui, come uomo di campo. Il calcio è un'attrazione particolare. Ormai con l'età che ho, mi trovo con molti ragazzi più giovani di me ed è anche bello. Guardo l'aspetto ludico della cosa e mi sento un ragazzino accanto a loro. Certo, non disdegno un impegno come preparatore dei portieri, perché ripeto: questo mondo è parte della mia vita".

Gianluca Andrissi: "Guardi, questo me lo chiedevo fin da ragazzino e pensavo: chissà cosa farò nel 2013 (tra qualche settimana compirà 50 anni). Vivo nel mondo del calcio da 40 anni e tra qualche anno mi vedo ancora qui, per poter dispensare un qualcosa che nel calcio attuale manca: l'esperienza. Sto notando che negli ultimi tempi, quello che sta venendo a perdersi è proprio l'apporto di queste persone che possono dare per la crescita non solo agonistica dei ragazzi. Ritengo che l'esperienza sia un valore inestimabile a cui si sta dando poco valore ed è un vero peccato".


5) Un provvedimento urgente che dovrebbe prendere da subito il nuovo governo.

Andrea Servili: "La prima cosa che dovrebbero subito mettersi in testa di sistemare è il lavoro. Come dicevo poco prima, questi non si rendono conto di che situazione esplosiva c'è nel paese. Vanno dati degli incentivi importanti alle imprese, perché possano assumere i giovani. Senza lavoro non c'è futuro".

Gianluca Andrissi: "Penso che vada fatto immediatamente un piano che si occupi di sviluppo, lavoro e ricerca. Su quest'ultimo campo siamo davvero indietro e il tempo continua a scorrere inesorabile. Se vogliamo entrare nell'ambito sportivo, manca una legge sugli stadi e iniziare a pensarli come strutture che funzionino tutto l'anno e non solo un giorno alla settimana. La politica deve darsi una svegliata perché il torpore di questi anni sta procurando danni enormi al paese".