L'Aperitivo di TLP: Leonardo Bitetto (Melfi) - Francesco Bitetto (Martina)

L'Aperitivo di TLP: Leonardo Bitetto (Melfi) - Francesco Bitetto (Martina)TMW/TuttoC.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoLegaPro.com
venerdì 22 marzo 2013, 17:30Interviste TC
di Daniele MOSCONI

Fine settimana in arrivo e torna lo spazio dedicato alla rubrica: "L'aperitivo di TLP". In questo appuntamento "fuori dagli schemi" che il nostro portale dedica ogni venerdì sera a due protagonisti di questo mondo, siamo soliti porgere cinque domande - uguali per entrambi - che non devono riguardare necessariamente la stretta attualità del campionato, ma possono essere argomenti che escono fuori dal tema calcio in generale.

In questa nuova edizione, i nostri ospiti sono stati scelti in una "stretta cerchia", andando a soffermarci sul livello familiare. Non tutti lo sanno, ma Leonardo Bitetto e Francesco Bitetto, rispettivamente allenatori di Melfi e Martina, sono infatti cugini. Il tecnico dei pugliesi è più giovane di dieci anni del parente che allena in Basilicata. Leonardo si trova a Melfi da un anno solare avendo firmato con i gialloverdi il 21 marzo 2012. La società gli ha affidato la guida tecnica dopo le dimissioni di Paolo Rodolfi e lui sta ripagando questa fiducia conducendo i lucani alla salvezza diretta che significherebbe undicesima stagione consecutiva nei Pro.

Diverso il discorso per Francesco Bitetto, arrivato a Martina in corsa al posto dell'esonerato Pino Di Meo alla 21^ giornata di questo campionato. In sei domeniche ha raccolto due vittorie (Aversa e Fondi), tre pareggi e una sconfitta (domenica a Reggio Calabria contro l'Hinterreggio: 2-1).

Fatte le dovute presentazioni, diamo il via alle danze e vi proponiamo le cinque domande:

1) Lei è favorevole o contrario alla tessera del tifoso?

Leonardo Bitetto (Melfi): "Sì, sono favorevole. Non vedo dove sia il problema se uno fa il tifo per la sua squadra e non contro".

Francesco Bitetto (Martina): "D'accordo. E' giusto punire il responsabile di chi compie un danno agli altri spettatori e in questo modo si può sapere chi l'ha compiuto".

2) "Una partita senza tifosi è...": continui come vuole questa frase.

Leonardo Bitetto: "E' una partitella del giovedì pomeriggio".

Francesco Bitetto: "Uno stadio senza tifosi è un controsenso. Il calcio prima di essere uno sport è un divertimento e le persone devono divertirsi".

3) "La cosa più ipocrita del calcio? Dare il nome di amichevole a delle partite. Non esistono match amichevoli". Questa frase la disse il grande giocatore dell'Ajax anni '70 Johann Cruijff. Lei è d'accordo?

Leonardo Bitetto: "Completamente d'accordo. Una partita di calcio non può avere l'etichetta di amichevole perché c'è sempre lo spirito di competizione e giochi sempre contro degli avversari che non ci stanno a perdere".

Francesco Bitetto: "Sì, sono d'accordo con Cruijff".

4) I tre giocatori più forti di tutti i tempi, secondo lei.

Leonardo Bitetto: "Maradona, Messi e Pelè".

Francesco Bitetto: "Sicuramente Messi e Maradona. Il terzo è difficile essendoci molti che meritano di essere menzionati. Io dico Pelè".

5) Secondo lei, come mai in Italia stentiamo ad accettare la cultura della sconfitta?

Leonardo Bitetto: "Siamo un paese profondamente egoista e vogliamo tutto per noi. E di conseguenza siamo poco generosi. Nello sport, essendoci la competizione, la sconfitta è vista come qualcosa di oltraggioso. In Italia chi viene sconfitto è un perdente. Nella mia carriera ho vinto tanto e ho anche perso molte volte. In definitiva, credo che bisogna avere umiltà nella vita, perché solo in questo modo si apprezzano pregi e difetti anche dietro una sconfitta".

Francesco Bitetto: "Perdere brucia ed è comprensibile che a caldo uno ci rimanga male. Però alla fine bisogna trarre insegnamento da una sconfitta, senza attaccarsi all'arbitro o a fattori esterni alle nostre reali responsabilità come avviene in Italia. Dovremo iniziare ad imparare l'arte dell'autocritica, spesso dimenticata da chi perde".