L'Aperitivo di TLP: Paolo Indiani (Pontedera) - Marco Masi (Borgo a Buggiano)
Il campionato sta per terminare: domenica pomeriggio intorno alle 17 sarà tutto finito e tutti i verdetti saranno stati pronunciati dal giudice supremo del calcio, il campo di gioco. Ed anche questa settimana si rinnova l'appuntamento - uno degli ultimi - della stagione 2012/13 de "L'Aperitivo". Uno spazio nato a gennaio, creato per provare a dare un'immagine diversa ai protagonisti di questo variegato mondo che è la Lega Pro. Agli ospiti di ogni appuntamento, rivolgiamo cinque domande che si discostano completamente dall'attualità calcistica, andando a toccare anche argomenti spinosi.
Questa settimana abbiamo scelto di premiare un club, il Pontedera in questo caso, protagonista in due anni di un doppio salto dalla D alla Prima Divisione.
Gli ospiti sono Marco Masi, attuale allenatore del Borgo a Buggiano e la scorsa stagione vincitore del campionato di Serie D proprio con i granata.
L'altro è Paolo Indiani, attuale tecnico del club pisano e fresco trionfatore di questo campionato, arrivato secondo dietro la corazzata Salernitana.
Pontedera: ieri, oggi e domani.
1) Quando non allena quale è il suo hobby preferito?
Paolo Indiani (Pontedera): "Amo correre. Di media ogni giorno mi faccio dai 7 ai 10 km".
Marco Masi (Borgo a Gubbiano): "Sono uno che adora andare in bici. Non ci posso andare tutti i giorni per i motivi che si possono immaginare, ma quando ce n'è la possibilità, vado molto volentieri e i miei 50-60 km me li faccio con molto piacere".
2) Nella vita ci vuole più coraggio a lasciare o a restare?
Paolo Indiani: "Penso che lasciare sia sempre difficile. Lo dice anche il proverbio che chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova. L'ho banalizzato, ma è così dal mio punto di vista".
Marco Masi: "Una domanda simile si presta a molte interpretazioni, ma penso che lasciare sia molto più difficile di restare".
3) La sua squadra vince 6-0. Chiede ai suoi giocatori di "fermarsi" per rispetto dell'avversario o continuate a giocare?
Paolo Indiani: "No no, si continua! Lo sport è fatto per rendere al massimo fino alla fine e non direi mai ai miei giocatori di fermarsi. In quel caso, allora sì che mancherei di rispetto all'avversario".
Marco Masi: "Io credo che una forma di rispetto sia proprio quella di non fermarsi e fare il proprio dovere. Le leggi non scritte dello sport sono molto chiare: la competizione impone il massimo impegno fino alla fine".
4) Lei è più da mare o da montagna?
Paolo Indiani: "Amo il mare, ma non mi dispiacerebbe andare in montagna".
Marco Masi: "Abito vicino al mare, ma appena posso scappo in montagna, perché ritengo che abbia sempre un certo fascino".
5) François Rabelais, scrittore francese a cavallo tra la fine del 1400 e il 1500, in un celebre aforisma dice: "L'ignoranza è la madre di tutti i mali". Lei cosa ne pensa?
Paolo Indiani: "Che ha ragione! Perfettamente d'accordo. Purtroppo noto che in questo paese di ignoranza ce n'è molta".
Marco Masi: "Penso che avesse ragione. Quando vengono a mancare il rispetto e le basi della convivenza civile, si tende a sgretolare tutto, con conseguenze catastrofiche per tutti".
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