L'ex HinterReggio Vicari a TLP: "Respirare l'aria del campo, anche se si è disoccupati, è sempre un beneficio per noi"
Tra i calciatori senza contratto che hanno aderito al ritiro voluto dall'Aic a Cava de' Tirreni anche Salvatore Vicari, l'ex centrocampista della Reggina, Messina, Nocerina, Cisco Roma, del Monza e dell'HinterReggio. Molto entusiasmo nelle parole del giocatore, che spera di cogliere in seguito una nuova sfida con una squadra di club. "Ho scelto di allenarmi qui perché il mio agente conosce Antonio Trovato, mi ha detto che si cominciava il 15 di questo mese e che avrei trovato gente professionale che mi avrebbe dato una mano sotto l'aspetto atletico e tecnico. Respirare l'aria del campo, anche se si è disoccupati, è sempre un beneficio per noi".
Nessuno si aspettava la retrocessione dell'Hinterreggio dopo alcune prestazioni eccellenti nella parte centrale del campionato.
"Infatti l'avvio non era stato positivo - ricorda Vicari - poi nel corso del campionato e fino a marzo siamo andati a ritmo promozione; invece nelle ultime sei partite siamo stati penalizzati, soprattutto dalle espulsioni che abbiamo rimediato a Chieti. A quel punto è subentrata un po' di paura, quindi abbiamo perso la Lega Pro in maniera immeritata per quello che abbiamo fatto. Secondo me l'Hinterreggio era salvo: ci hanno detto male alcuni episodi".
E' importante per un calciatore allenarsi anche qui per farsi trovare pronto?
"Non a caso ho fatto cinquecento chilometri per venire a Cava. Ho visto gente molto preparata, e poi Antonio Trovato è conosciuto nel calcio campano, mi hanno detto che è una persona seria. Avere a disposizione un impianto in cui fare allenamento è importante: respirare l'aria calcistica e scambiare opinioni con gente nuova ha sempre del positivo".
Ha la speranza di trovare una squadra presto?
"Oggi come oggi non è facile, ma l'importante è divertirsi. Se non avessi avuto più voglia di giocare a calcio, me ne sarei stato con la mia famiglia. Stare qui è un sacrificio, ma è il mio lavoro".
Richieste?
"Qualcosa è uscito, ma vorrei valutare in base alle esigenze della mia famiglia. Potrei restare un paio di settimane, poi vediamo se ci sono contatti seri. Essere fiducioso è la cosa più importante".
Fare un ritiro con una selezione come questa è diverso da fare la preparazione con la squadra di club?
"Abbiamo lavorato bene a livello fisico. Forse allenarsi con una squadra di club è più rilassante perché avere un contratto ti permette di lavorare più serenamente. Viceversa, non avere un contratto non è semplice, perché la mente magari non è concentrata solo sull'allenamento ma anche su altre cose. Allenarsi qui con queste selezioni è un modo per scambiarsi opinioni".
E' d'accordo con l'Aic quando dice di voler entrare in sciopero per la prima giornata, contro il tetto dell'età media?
"Secondo me è un'iniziativa giusta. Ormai ho 32 anni, la mia carriera l'ho fatta, però un ragazzo di venticinque-ventisei anni non è che possa essere tagliato fuori nel fior fiore della carriera, perché a quell'età si comincia anche solo a maturare. Anche chi ha trentasei anni ci si potrebbe trovare bene se si diverte, ma non è che si possa tagliare un giocatore così".
Il suo ricordo più bello a livello calcistico qual è?
"Sicuramente la promozione in A con la Reggina nel 2001-2002. Mi viene in mente la gente che festeggiò, è un ricordo che resterà per sempre".
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