Mascetti a TLP: "Da team manager a diesse, vi racconto il mio percorso. Ecco i Primavera che faranno strada..."

Mascetti a TLP: "Da team manager a diesse, vi racconto il mio percorso. Ecco i Primavera che faranno strada..."TMW/TuttoC.com
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
martedì 10 giugno 2014, 12:30Interviste TC
di Sebastian DONZELLA

Mascetti, come l'indimenticabile Conte Raffaello di "Amici Miei" o come Emiliano, intramontabile bandiera del Verona e recordman di presenze con gli scaligeri in Serie A. Ma anche come Matteo Mascetti, signorilità del primo e figlio del secondo: giovane dirigente italiano, da team manager di squadre di massima divisione ha deciso di diventare direttore sportivo. Sognando un futuro in Lega Pro, non disdegnando la Serie D. TuttoLegaPro.com lo ha intervistato in esclusiva. 

Da team manager hai lavorato in Serie A con il Brescia e tra i cadetti, per ben otto anni, col Verona. E adesso?

"Ho scelto di intraprendere la strada di direttore sportivo. Credo che a 40 anni sia una logica conseguenza, un rinnovarsi. E poi era...una tradizione famigliare da seguire! L'importante ora è avere una chanche per potersi confrontare e mettere alla prova.
Sto anche per conseguire la qualifica di diesse, mi manca solo la tesi: l'ho fatta sul caso spinoso dei calciatori in esubero. Un problema che da team manager ti tocca tanto. Essere stato TM credo sia un valore aggiunto per la professione di direttore sportivo, dal momento che riesci a capire subito lo stato d'animo del gruppo".

In quali categorie vorrebbe cimentarsi?

"Credo che una serie D sia un ottimo banco d'esame, ma se chiamerà una Lega Pro le assicuro che non sarò risentito di sicuro (ride NdR)".

Si è parlato di Castiglione e Triestina per il suo futuro da diesse...

"Ho avuto colloqui con entrambi i club. I lombardi hanno però trovato un altro sostituto, di grande valore. A Trieste c'è stato un incontro con la Proprietà, come credo ce ne siano stati altri oltre il mio. Per me è un onore essere accostato al club alabardato, ho dato la mia totale disponibilità al Presidente, lasciamoli tranquilli di valutare il profilo più adatto alla loro ricerca".

Molte squadre con la riforma dei campionati si troveranno in difficoltà e rischieranno di sparire. Esistono ancora realtà interessanti?

"Guardi, voglio sbilanciarmi. Ho avuto modo di conoscere e confrontarmi con il Dott .Lovisa, Presidente del Pordenone, e le assicuro che società organizzate e guidate da professionisti seri e competenti ne esistono ancora. Un presidente oggi deve essere consapevole dei propri mezzi e non rischiare il passo più lungo della gamba, purtroppo vezzo di molti!".

In questi giorni ha assistito alle finali Primavera di Rimini e Santarcangelo. Impressioni?

"Come collettivo mi è piaciuto il Torino. Mi sembra la squadra con più individualità pronte a confrontarsi con categorie interessanti. Come singoli Calabresi (Roma), Petterman (Palermo), Lombardi (Lazio), Caldara e Cavagna (Atalanta) e Aramu e Barreca (Torino). Mi auguro che qualcuno tra loro sarà protagonista nella prossima stagione di Lega Pro".

A Rimini è stato avvistato insieme al patron del Messina, Pietro Lo Monaco...

"Col direttore ho un ottimo rapporto e le assicuro che, anche nel quarto d'ora di un caffè, c'è sempre qualcosa da imparare. Nulla di più".