Melfi, il diesse Novelli a TLP: "Essenziale puntare sui giovani. Il club? Si salverà

Melfi, il diesse Novelli a TLP: "Essenziale puntare sui giovani. Il club? Si salveràTMW/TuttoC.com
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com
lunedì 24 giugno 2013, 10:30Interviste TC
di Luca ESPOSITO

Per andare a selezionare i giovani calciatori da integrare in un campionato di Seconda Divisione, il Melfi ha optato per uno stage in Campania, a San Mango Piemonte (SA), organizzato presso la struttura Terzo Tempo. Un appuntamento voluto dal ds Gioacchino Novelli, fratello dell’ex tecnico melfitano Raffaele, ma un appuntamento del quale tempo addietro il nostro sito ha già dato notizia. Intervenuto in esclusiva a TuttoLegaPro.com, il direttore Novelli è ottimista sia per la bontà del progetto, che dovrebbe permettere ai gialloverdi di valorizzare giovani di sua proprietà, sia per l’ammissione del Melfi alla C2.

Non è la prima volta che facciamo questi stage: la prima volta fu meno pubblicizzata questa nostra iniziativa – ricorda Novelli – Ma ora grazie anche ai media (compreso il vostro che ha dato ampio respiro a questa notizia), c’è stata tanta pubblicità e abbiamo ricevuto chiamate da diversi procuratori da ogni parte d’Italia. È stata una soddisfazione perché il fatto che arrivino calciatori magari in treno dalla Sicilia, oppure dalla Sardegna o dal Piemonte, ti riempie di soddisfazioni. E anche la società del Melfi deve essere orgogliosa”.

Ci sono giovani che possono rientrare nel progetto Melfi tra quelli che ha visionato?

Penso che questo secondo stage sia stato di livello più alto, quindi credo che alcuni partiranno prima di tutto per il ritiro. Una società come il Melfi comunque non può permettersi di valorizzare prodotti altrui, perché l’anno prossimo ci troveremmo di fronte a delle difficoltà. È molto importante avere qualche ragazzo di proprietà, che potrebbe essere la base non solo calcistica ma anche finanziaria, per cui si potrebbe mettere in cassaforte una crescita economica da parte della società”.

Si dice che uno sponsor possa aver garantito un sostegno al Melfi. Pericolo scampato?

Infatti il presidente mi ha comunicato ufficialmente questa notizia. Io curo l’aspetto tecnico, mentre quello finanziario interessa il dg Castaldi e il presidente Maglione. Le notizie sono positive: c’è più speranza per l’iscrizione del Melfi, ma non bisogna abbassare la guardia perché c’è ancora qualcosa da mettere a punto per quanto riguarda la fideiussione. Comunque lunedì ci sarà un triangolare tra vecchie glorie del Melfi, in modo tale che si possano fare degli incassi. Vorrei comunque precisare una cosa: non è che il Melfi sia economicamente in crisi e manchi dei soldi necessari per l’iscrizione, ma non è solo il problema dell’iscrizione quello che conta: il discorso è più complessivo perché la società per dieci anni non ha mai fatto mancare nulla ai suoi tesserati, e non lo farà”.

Bitetto resta?

Queste sono valutazioni che sono ancora frettolose da fare: c’è ancora un confronto in vista con la proprietà, e probabilmente lunedì avremo le idee più chiare tutti quanti. Io mi sono concentrato sotto l’aspetto tecnico facendo gli stage e parlando con qualcuno, ma per una forma di serietà non ho voluto prendere impegni fino a quando non ci sia l’iscrizione del Melfi. La stessa cosa vale per l’allenatore”.

Comunque da qualche anno il Melfi si trova a disputare campionati di sofferenza. La prossima stagione ci sarà da lottare ancora di più…

“Per la verità ho apprezzato molto il lavoro che la società ha fatto negli anni. Non è facile fare calcio con poche disponibilità economiche. Si è rischiato qualche volta, ma in altri campionati c’è stata anche qualche mancata gioia. Il nuovo campionato sarà un campionato da dentro o fuori. Bisogna dire che il Melfi parte per vincere il campionato…”

Sono gli under a fare la differenza?

“Sì, sono importanti. Poi c’è da fare una valutazione ponderata, perché in Lega ci sono state discussioni sulle medie e sui contributi. Ma per me il calcio in Lega Pro dovrebbe essere fatto di under ed essere una fucina di giovani per le squadre di B e di A, altrimenti non ha senso. Ci sono solo squadre che falliscono e spendono tanti soldi. Quando non c’è programmazione è peggio: non bisogna aspettare dalla Lega gli input, perché anche se non ci fossero contributi io la squadra la impronto con tanti under perché questi campionati devono servire da laboratorio. Bisogna crederci di più”.

Se solo il Melfi non si iscrivesse, lei cosa farebbe?

Spero e credo che la società ce la farà. Se il Melfi non si dovesse iscrivere, aspettiamo. Bisogna attendere una chiamata da quelle società che abbiano un programma”.