Milazzo, l'ex Ricciardo a TLP: "A Milazzo mi chiamavano Pazzini"

Milazzo, l'ex Ricciardo a TLP: "A Milazzo mi chiamavano Pazzini" TMW/TuttoC.com
Giovanni Ricciardo, attaccante del Fondi
© foto di Anto.Abbate/TuttoLegaPro.com
venerdì 20 aprile 2012, 19:15Interviste TC
di Daniele Mosconi

Non segna da un mese (ultimo gol Perugia-Fondi 1-1), però il sorriso non lo perde facilmente. Giovanni Ricciardo, attaccante del Fondi, ogni domenica si sfianca in un lavoro generoso, facendo da spola su tutto il fronte d'attacco.

Ha ancora un diavolo per capello ripensando alla sconfitta di mercoledì contro l'Aprilia: "Non ci voglio pensare - esordisce la punta rossoblu -, abbiamo fatto la miglior partita della stagione e usciamo dal campo a mani vuote. Ci sono stati degli errori, questo è vero, però la sconfitta, per come è arrivata, brucia tanto. Alle volte il calcio è davvero crudele".

Domenica ritorna nella sua terra, la Sicilia, c'è Milazzo-Fondi, lui nativo di Ficarra, un paesino a mezz'ora di macchina da Milazzo, aspetta questa partita da inizio stagione, per riabbracciare amici, parenti ed ex compagni di squadra. Ha giocato con i mamertini la scorsa stagione, disputando un bel campionato culminato con i play off. Giovanni quest'anno a Fondi ha stabilito il suo record personale in carriera da quando gioca nei professionisti (10 reti). In questa intervista esclusiva a TuttoLegaPro.com ci racconta cosa sta provando in questa vigilia.

Giovanni, domenica a Milazzo, potrebbe esserci la salvezza per il Fondi.

"Non ci voglio pensare, sto ancora cercando di sbollire la sconfitta di mercoledì (contro l'Aprilia ndr). Le partite vanno sempre giocate, non mi fido di niente e nessuno".

Torni nella tua terra, a Milazzo in particolare, da grande ex. Quale il ricordo più bello?

"Sono tanti e tutti molto belli (sorride ndr). Ho vissuto una stagione formidabile. Ricordo che il girone d'andata giocai molto poco perchè ero infortunato, al ritorno facemmo non bene, molto di più, stabilendo un record di dieci vittorie di seguito. Se ci ripenso mamma mia! Della squadra che aveva vinto il campionato di serie D, erano rimasti si e no due giocatori. Era una rosa completamente nuova, così ad inizio stagione abbiamo pagato dazio con l'inesperienza. Quando facemmo il record di vittorie, tutti parlavano di noi, anche quando non meritavamo di vincere, arrivavano le vittorie. E' proprio vero: i successi ti danno una carica fantastica. Così la domenica dopo vincevamo ancora. Arrivammo ai play off".

Persi contro l'Avellino.

"E' vero, però è l'atmosfera degli spareggi che è bellissima. Al "Partenio" c'erano ottomila spettatori, una sensazione bellissima, difficile da raccontare".

Hai un ricordo dei tifosi?

"Si si, erano molto affettuosi. Ogni domenica c'era tanta gente, con lo stadio piccolino, quando giocammo contro il Trapani, erano in tremila e sembrava fossero diecimila. Tu pensa: ogni volta che segnavo, facevo il gesto che fa Pazzini quando segna, così loro quando io mi avvicinavo per festeggiare una rete, mi accoglievano con quel cenno scherzoso. Con molti di loro sono rimasto in ottimi rapporti e sono contentissimo di rivederli. Domenica ci saranno tanti parenti che verranno a vedermi. Non sono tante le occasioni per andare in Sicilia e quando capita è sempre un emozione unica".

Come sono i rapporti con i tuoi ex compagni?

"Tutti molto cordiali, in particolare con Proietti siamo come fratelli"

Cosa proverai quando entrerai sul manto erboso del "Grotta Polifemo"?

"Un'emozione indescrivibile, cercherò di farla terminare quando l'arbitro fischierà il calcio d'inizio. Per novanta minuti saremo nemici".

Concludiamo con una domanda classica: il gol più bello la scorsa stagione?

"Sono due a dire il vero. Uno contro il Latina, in un posticipo televisivo, ricordo che pioveva tantissimo. Segnai di testa. Ed un altro che ricordo come se lo avessi fatto un istante fa: contro il Trapani. C'era una grossa rivalità contro i granata, di destro al volo. Fantastico!".