Petrone: "Finale di Coppa? Il 3-1 non esclude la possibilità di rimonta del Latina"
Mario Petrone, ex tecnico con ampia esperienza in Serie C, è stato ospite dei microfoni di TuttoC.com tra finale di Coppa e disfatta Mondiale.
Partiamo dalla finale di stasera.
"Il risultato dell’andata, 3-1 per il Potenza, ovviamente non esclude la rimonta del Latina. È giusto, quindi, che stasera a Latina ci sia aria di riscossa. C’è comunque la possibilità di portare a casa il trofeo della Coppa Italia di Lega Pro.
Come si deve approcciare la gara?
"Nell’arco dei 95 minuti il Latina deve almeno portare a casa un 2-0 e fare quello che si è visto negli ultimi 20 minuti della partita di andata: una squadra con più coraggio. I due attaccanti mi hanno impressionato, in particolare Sylla, che mi è piaciuto molto. Non so se giocherà stasera, ma all’andata è stato fondamentale. Il Latina deve cercare di giocare nell’ultimo terzo di campo, nell’area del Potenza".
Cosa c'è da temere del Potenza?
"Il Potenza ha un giocatore come Jacopo Murano, trascinatore della squadra. Le sue ripartenze sono molto pericolose: ha gamba ed è un giocatore davvero insidioso. Il Potenza farà una partita attenta e sarà pronto a ripartire".
Il Latina su cosa deve basarsi?
"Il Latina dovrà basarsi sul proprio piano di gioco, sfruttare il fattore campo e buttare il cuore oltre l’ostacolo, sapendo che non sarà facile".
Che partita si aspetta?
"Mi aspetto una partita giocata dal Potenza sulle ripartenze, mentre il Latina dovrà fare la partita fin da subito. Queste sono le chiavi di lettura: il Potenza farà una gara attenta e pronta a ripartire, sapendo che non sarà semplice; il Latina, invece, è costretto a partire forte, cercando di bloccare gli avversari e trovare il gol già nel primo tempo".
Lei è stato tanto all'estero: è il terzo Mondiale che saltiamo. Che idea si è fatto?
"Grande dispiacere dal punto di vista calcistico: non è una bella cosa che l’Italia non vada ai Mondiali per la terza volta consecutiva. Credo sia stata una sorpresa più delle altre volte, perché non si pensava a una débâcle simile. È un momento molto negativo, probabilmente il più basso dell’intero sistema calcio. I dirigenti devono prendersi le responsabilità. Nel calcio esistono le dimissioni e serve una presa di coscienza da parte di chi ha fatto le scelte. Se un CT chiede di stare insieme nell’ultimo mese, bisogna trovare due o tre giorni per lavorare. Ora siamo tutti dispiaciuti: c’è chi ha visto vincere i Mondiali e chi invece non li ha mai visti. Serve un cambiamento e ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Ci sarà un Consiglio Federale ed è giusto trovare delle soluzioni".
Investiamo pochissimo nei settori giovanili: perché?
"Serve investire nel settore giovanile. Non mancano solo le strutture, ma anche la metodologia tecnica. Si è perso il senso del divertimento: abbiamo tutto, ma manca il sogno. La metodologia dice molto: si è sbagliato tanto e il responsabile tecnico deve guardare anche questi aspetti".
Le strutture sono da rifare
"Il calcio è globalizzazione. Ci si chiede perché pochi italiani giochino all’estero. Il punto per il futuro è vedere i nostri giocatori andare in Inghilterra e Germania, dove i campionati sono più avanti dal punto di vista tecnico".
Troppi stranieri: anche i club under 23 sono serviti a poco...
"La partita di ieri ci ha condannato per episodi: un errore, un’espulsione, e poi la lotteria dei rigori che ci ha penalizzato. Oggi si vive un dramma sportivo: anche chi sta fuori dall’ambiente prova grande dispiacere. Non è una bella immagine del calcio italiano. Si è spezzato il sogno di tanti ragazzini che aspettavano il Mondiale".
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