Pontedera, Dg Giovannini a TLP: "Ecco le nostre mosse di mercato. Comproprietà? Tutte verso la Serie B. Nove toscane? Saremo Davide contro tanti Golia"

Pontedera, Dg Giovannini a TLP: "Ecco le nostre mosse di mercato. Comproprietà? Tutte verso la Serie B. Nove toscane? Saremo Davide contro tanti Golia"TMW/TuttoC.com
© foto di Prospero Scolpini/TuttoSalernitana.com
mercoledì 18 giugno 2014, 00:01Interviste TC
di Sebastian DONZELLA

La sinfonia Pontedera le ha suonate, in questi anni, a mezza Lega Pro. Grazie a un direttore d'orchestra d'eccezione come Paolo Giovannini. Direttore generale in teoria, uomo mercato nella pratica, il dirigente toscano in due anni ha condotto il Pontedera dallo status di neo-promossa dal dilettantismo a spauracchio della 1^ Divisione. Promuovendo una marea di giovani e rischiando, addirittura, lo sgambetto nei play-off a una corazzata come il Lecce. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il diggì granata Giovannini. 

Un grande campionato grazie a giovani di valore, spesso in comproprietà. Ora che è tempo di mercato bisognerà però risolverle...

"Non è detto, per un altro anno possono essere rinnovate quelle già esistenti come quelle del portiere Matteo Ricci e del difensore Andrea Pastore: cercheremo di trattenerli un altro anno perché crediamo possano migliorarsi con noi. Vogliamo solo il meglio per dei ragazzi che hanno dato tutto pur proveniendo da realtà più importanti: stiamo cercando di valorizzare le loro carriere permettendogli di puntare alla Serie B: la comproprietà di Lorenzo Gonnelli si è conclusa, ad esempio, in favore del Livorno, quella di Andrea Arrighini, a metà con la Reggina, speriamo si concluda in bellezza con una chiamata dalla cadetteria: non voglio arrivare alle buste con il patron calabrese Lillo Foti, ho un ottimo rapporto con lui e intendo mantenerlo. Purtroppo però la sua squadra è retrocessa e noi vorremmo che per Arrighini si aprissero le porte della Serie B: ha dimostrato di meritarla e, anche per questo, abbiamo deciso di non vendere la nostra metà a nessuno, nonostante le tante richieste arrivate.
A centrocampo speriamo di fare a meno di Giovanni Di Noia:si è dimostrato il miglior giovane di Lega Pro insieme a Provedel del Pisa, venendo convocato dalla Nazionale Lega Pro di Bertotto e dall'Under 20 di Evani. Abbiamo fatto un'offerta per la nostra metà al Bari, vediamo quanta voglia avranno i pugliesi di puntare su di lui. Anche se so che diverse società di B lo stanno monitorando con attenzione.
Ma non bisogna guardare solo alle comproprietà: Paolo Regoli, dopo tutta la trafila nel nostro vivaio, è approdato in prestito oneroso all'Avellino. Avremmo potuto cedere il giocatore a società importanti di Lega Pro monetizzando alla grande, ma non ce la siam sentita di non concedergli questa chance in cadetteria. Un grazie va soprattutto alla proprietà che ha appoggiato questa scelta con grande sensibilità". 

Da quest'anno, però, non potrete più mettere in atto nuove comproprietà: come farete?

"La nostra politica non cambierà: una quindicina di giovani e cinque over per un giusto mix tra esperienza e freschezza. Riguardo i ragazzi ne prenderemo di tre tipi: di società superiori per la valorizzazione, ex Primavera lasciati troppo frettolosamente dalle vecchie società e un paio messisi in mostra in Serie D: tra gli ultimi c'è già Francesco Disanto, proveniente dall'Arezzo, che sarà un nostro calciatore dal 1 luglio. 
Non sarà facile ripetersi ad alti livelli con il nostro budget, ma abbiamo la fortuna di lavorare in un ambiente tranquillo con una società seria e un  mister bravissimo nel far maturare i giocatori".

L'idea di diventare una società satellite di un club di Serie A non la sfiora?

"Certi accordi rischiano di essere vincolanti per altre situazioni. Da satellite rischi di farti imporre scelte tecniche e sistemi di valorizzazione. Preferisco la collaborazione con più società se devo essere onesto. Anche perché abbiamo dimostrato di potercela fare, con un bilancio sempre sotto controllo. Se un giorno la società sarà in difficoltà o non vedrà più fondamenta così forti nell'attuale progetto, magari prenderà in considerazione un'ipotesi del genere".

Paolo Indiani è rimasto e ha addirittura rinnovato, nonostante le sirene da Ferrara...

"Poche storie: il nostro tecnico si meriterebbe una possibilità in cadetteria. Man mano che passan gli anni si sente sfuggire quest'occasione che magari potrebbe crearsi lavorando in una piazza di Lega Pro importante. Sappiamo naturalmente che a Pontedera l'obiettivo non può essere la promozione, già trovare giovani bravi è difficile, pure esperti per vincere il campionato è  impossibile. Posso dire con soddisfazione che per il settimo anno abbiamo lavorato insieme, tra Massese, Lucchese, Pistoiese e Pontedera, con tanti campionati vinti alle spalle tra Serie D ed ex C2.
Riguardo alla Spal, per i giornalisti sembrava
 vicino l'accordo ma non c'è stato nessun incontro ufficiale. Quando ho parlato col mister non aveva nessuna certezza, noi l'avremmo liberato se ci avesse chiesto di andare. Come società abbiamo semplicemente proposto, in caso di permanenza, il rinnovo per evitare di mandarlo in scadenza il prossimo anno. Evidentemente il mister non aveva tutta questa voglia di lasciarci".

Tornando indietro a poco più di un mese fa non possiamo non chiederle di quello spareggio play-off sfortunatissimo col Lecce, perso dopo una maratona ai rigori...

"Nei 120 minuti c'è il grosso rammarico di non avercela fatta. Un dirigente salentino nei giorni scorsi mi ha confessato che avremmo meritato di vincere 3-0. Poi, a mente fredda, ti accorgi che ha passato il turno una squadra che ti aveva dato 12 punti di distacco in campionato. E visto che i conti tornano sempre non c'è da rammaricarsi più di tanto. Rimane il dispiacere di essere stati a un passo dall'eliminare quella che poi sarebbe stata una finalista.
Riguardo la nostra stagione sono molto contento, siamo partiti molto bene per poi avere qualche battuta d'arresto. Ma in un girone difficilissimo come quello centro-meridionale era inevitabile. Da neo-promossa ci siamo tolti comunque molte soddisfazioni".

Il prossimo anno ci saranno nove squadre toscane. Che girone sarà?

"Potremmo non essere tutti insieme anche se sembra ci sia una buona probabilità. Nel caso ci saranno tutti questi derby sarà bellissimo, sarà un campionato pieno di campanilismo e avremo l'occasione di misurarci con realtà dai bacini d'utenza maggiori dei nostri come Prato, Lucca, Pistoia e Pisa: saremo Davide contro tanti Golia".

Tra parentesi siete uno dei pochi team ad avere un direttore sportivo donna, anche se poi il mercato lo conduce lei...

"Giulia Tanini in questi anni è cresciuta molto, ha collaborato con me tantissimo. In più come segretario generale abbiamo Nicola Benedetti che ha anche qualifica di direttore sportivo. Diciamo che se a Giovannini viene il raffreddore il Pontedera può star tranquillo. Parliamo di due persone preparatissime che conoscono da anni il mio modo di lavorare e con i quali c'è stima reciproca".

Eppure non ci dica che un salto di categoria non le piacerebbe...

"A Pontedera sono contento, c'è soddisfazione mia e della società. Sportivamente parlando mi ritengo all'apice: non farò parte di una società che ambisce alla Serie B ma godo di una fiducia massima che mi rende appagato. Sapere che potrò confrontarmi con gente che prima vedevo solo in TV come Nelso Ricci e Pino Vitale mi riempie d'orgoglio. Naturalmente sarei ipocrita se vi dicessi che non piacerebbe anche a me provare ad arrivare in cadetteria, anche perché è una categoria che mi appassiona al punto da registrare le partite per guardarmele tutte".