Porto Tolle, Favaretto a TLP: "Le statistiche dicono Forlì, continueremo a sorprendere. Vinciamo più fuori che in casa? Vi spiego il perché"

Porto Tolle, Favaretto a TLP: "Le statistiche dicono Forlì, continueremo a sorprendere. Vinciamo più fuori che in casa? Vi spiego il perché"TMW/TuttoC.com
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com
domenica 1 giugno 2014, 11:30Interviste TC
di Sebastian DONZELLA

Se qualche mese fa qualcuno avesse detto a Paolo Favaretto che sarebbe sceso in campo a giugno, quest'ultimo si sarebbe fatto una risata, forse aggiungendoci su un bel "magari". La realtà, adesso, è che da tecnico a spasso l'ex Aprilia è diventato uomo mercato: la finale play-out raggiunta con il Porto Tolle ha infatti drizzato le antenne di tanti club, pronti ad ingaggiarlo il prossimo anno. Non ora però: Favaretto prima ha un compito ben preciso, accompagnare nella pacifica baia della salvezza la squadra veneta, al suo primo anno di professionismo, superando l'ultimo scoglio che si chiama Forlì. TuttoLegaPro.com lo ha intervistato in esclusiva.

A un passo dal Paradiso e dall'Inferno. Come ci si sente?

"Queste due gare valgono tutti i mesi passati a soffrire e rincorrere le avversarie in campionato. Perdere significherebbe buttare tutto al vento. Dovremo dare tutto quello che abbiamo per sovvertire i pronostici: in campionato il Forlì ci ha sempre battuto, incontrarlo per la sfida più decisiva dell'intera stagione non è il massimo. Le statistiche non sono dalla nostra parte. Loro hanno un attacco importante sostenuto da una squadra che non si risparmia. Il tutto gestito da un bravo allenatore come Roberto Rossi, mio compagno di squadra nel Venezia di Zaccheroni. E' un team con molte frecce al suo arco ma se andiamo a guardare la classifica, alla fine, ci distanzia un solo punto".

Il tutto a sette giorni dalla semifinale batticuore col Cuneo...

"Non siamo stati bravi a segnare nel momento giusto e questo ha permesso ai piemontesi di crederci fino alla fine: complimenti a loro per averci messo alle corde. Meritavano un posto in Lega Pro perché sono un club serio, di tutto rispetto. Peccato per le nove retrocessioni.
Sono sicuro che se le quattro squadre finite ai play-out avessero iniziato la stagione con la stessa rosa di adesso, sarebbero salve già da tempo. Ad esempio la Torres, che ha rivoluzionato il gruppo nel mercato invernale, è finito negli spareggi solo per i pochi punti raccolti all'andata. Una situazione comune a tutte, il che significa che affrontarle non è per niente facile. Con un altro mese di campionato, credo, la griglia play-out sarebbe stata completamente diversa".

Una doppia sfida con i piemontesi che ha simboleggiato il leit-motiv della vostra stagione: sorprendenti in trasferta, con il braccino cortissimo in casa. Perché questa stranezza?

"Abbiam realizzato nove vittorie in esterna, quelle che ci hanno portato ai play-out. Quella di sette giorni fa, però, non è una sconfitta che fa testo, sapevamo che potevam passare il turno anche perdendo di misura, come poi avvenuto. Perché? Abbiamo una squadra tecnica e un terreno non in perfette condizioni non ci dà una mano. Forse l'essere bravi nelle ripartenze, come il Renate, ci fa squadra da trasferta. Alla fine il trend positivo in trasferta e negativo in casa era presente anche nella passata gestione. Credo che in casa non sia andata benissimo anche perché non avevamo la giusta tranquillità: trovarsi a rincorrere per un intero campionato non è facile e la serenità gioca un ruolo fondamentale. 
Come inventire la tendenza? Ho un'arma infallibile: butteremo il sale in campo, pare che in passato su altri campi e in altre epoche abbia funzionato. O magari chiediamo di giocare tutte e due le gare a Forlì (ride NdR). Se proprio quest'ultima ipotesi non sarà possibile, punteremo a non prenderle in casa per poi andare a vincere da loro (ride NdR)".

Favaretto è già stato accostato a diverse squadre professionistiche. Che può dirci?

"Che gli apprezzamenti fanno sempre grande piacere, soprattutto se arrivano dagli addetti ai lavori. E poi basta, perché non voglio nessuna distrazione. In questo momento penso solo al Porto Tolle, ottenere la salvezza è troppo importante per distrarsi. Siamo a un passo dal sogno, emotivamente non riesco a pensare al futuro".

Chiusura sull'Aprilia, sua ex squadra che rischia l'addio al calcio...

"E' stato un periodo eccezionale della mia carriera, con un terzo posto da favola. Ho vissuto tanti momenti felici insieme a persone di grande spessore, sia sul campo che nella dirigenza. Mi dispiace tantissimo per la retrocessione, spero ci siano le forze e le motivazioni giuste per ripartire".