Rino Iuliano a TLP: "Spero di trovare una società che possa essere disponibile a farmi un contratto. Sulla età media..."
Nonostante le buone prestazioni fornite negli ultimi campionati a difesa dei pali rossoblù del Nuovo Campobasso, il portiere Rino Iuliano, classe 1984, è tra gli over che pagano per la probabile entrata in vigore del tetto sull’età media, e non ha ancora trovato squadra. Finora l’estremo difensore paganese si è allenato con l’Equipe Salerno, compagine di svincolati di cui è presidente anche un altro calciatore, Luigi Cuomo, e Iuliano ha commentato ai microfoni di TuttoLegaPro.com quella che secondo lui è l’attuale situazione nella Lega Pro.
“Il quadro della Lega Pro attuale è un po’ questo: c’è poca meritocrazia, infatti si vede – questo il pensiero di Iuliano – La categoria è calata di livello, non si fanno più le squadre secondo i valori tecnici ma magari secondo contratti bassi. Anche gli allenatori hanno difficoltà, perché non si comportano più da allenatori ma da ragionieri”.
Dunque un giovane può giocare solo se è realmente bravo?
“Certo, potrei fare l’esempio del Potenza: quando ci giocavo io avevamo una squadra giovane, abbiamo vinto i play-off con il Benevento e c’erano i giovani forti come pure Nolè, Berretti e Dettori, oltre a me. Non c’erano obblighi di utilizzare under, e comunque giocavamo. Credo che l’obbligo dei giovani non porti a niente, perché per statistica nessun giocatore è arrivato in Serie A se non Terracciano, ex Milazzo”.
Non crede che alcuni calciatori dovrebbero ridursi l’ingaggio?
“Questo è già accaduto. In alcuni casi è fisiologico abbassarsi il contratto, altrimenti uno sta fuori. Sicuramente se sono in difficoltà non chiederò l’ingaggio che avevo chiesto al Campobasso. Ma il problema non è questo: il problema è che c’è questa regola dei giovani. Giustamente gli over se non accettano un certo tipo di contratto restano fuori, ma ci deve essere da parte dei presidente rispetto per chi ha giocato da professionista per molti anni”.
Lei ha giocato da professionista da anni, e nella scorsa stagione è stato tra i migliori a Campobasso. Si sarebbe aspettato una chiamata?
“Sì, me la sarei aspettata. Non certo da una squadra importante, ma ci sono stati dei timidi contatti. Non la prendo a male, ma mi dispiace molto. Si è parlato di alcune società di C di cui non faccio il nome, sono un po’ deluso ma tutto sommato me lo aspettavo un mercato anomalo dopo che è stata varata questa norma sull’età media”.
E in Prima Divisione il mercato sarebbe ancora più anomalo perché in assenza di retrocessioni capita che qualche società senza obblighi di risultato si affida a un giovane.
“Certo il mercato di prima era che i presidenti chiedevano se il calciatore fosse bravo, invece adesso chiedono solo l’età. Senza curarsi del ruolo. È questa la situazione che si sta trovando in Lega Pro”.
Cosa direbbe a Ghirelli?
“Consigli non ne posso dare. Solo la Lega Pro andava lasciata come alcuni anni fa. Se un ragazzo è giovane è bravo, le società hanno chiaramente l’interesse a farlo giocare per poi permettergli di andare in categorie superiori. Anche la gente che va a vedere le partite meriterebbe rispetto, quindi vorrebbe vedere lo spettacolo la domenica”.
Chi vincerà, l’Aic o la Lega?
“Spero che qualcuno si faccia un esame di coscienza e faccia un passo indietro. È per il bene di tante persone".
È tornato ad allenarsi con l’Equipe Salerno. Cosa si augura di riuscire a fare in questi giorni che mancano alla fine del mercato?
“Io spero di trovare una società che possa essere disponibile a farmi un contratto. Ma auguro anche ad altri colleghi di trovare squadra, magari anche in una Lega Pro che non sia tutta matematica”.
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