Vittorio Salustri a TLP: "Milazzo mi ha fortificato. Abbiamo dimostrato di essere professionisti. Peccato per società e tifosi"

Vittorio Salustri a TLP: "Milazzo mi ha fortificato. Abbiamo dimostrato di essere professionisti. Peccato per società e tifosi"TMW/TuttoC.com
Vittorio Salustri
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
domenica 7 luglio 2013, 16:45Interviste TC
di Sebastian DONZELLA

Un'annata da dimenticare. E da ricordare. L'ultima stagione con il Milazzo è stata la più particolare per Vittorio Salustri. Esterno classe '93, è passato dalle giovanili di Lazio e Udinese alla Seconda Divisione con i siciliani. Unico a esserci dalla prima all'ultima partita, ha vissuto un anno tra crisi e problemi societari. TuttoLegaPro.com lo ha intervistato in esclusiva per i suoi lettori.

Hai visto tanti giocatori venire e poi andare via e hai vissuto periodi non facili. Un anno particolare...

"Indubbiamente ho visto molti giocatori passare da Milazzo. Ci sono innumerevoli episodi da ricordare. Io però sono orgoglioso di essere riuscito fino all'ultimo, nonostante tutte le difficoltà, a lavorare con massima serietà e a mantenere alto il rendimento. Ti posso dire con certezza che di cose a Milazzo ce ne sono state veramente tante: alcune sono diventate di pubblico dominio, altre sono rimaste nascoste".

Da fuori si leggeva di un Milazzo in grande difficoltà. E da dentro?

"Passaggi di proprietà, dirigenze che son cambiate, presidenti nel bagagliaio, voci che a Milazzo si sarebbe risolto tutto dopo un paio di mesi. A noi stessi giocatori era stato anticipato che ci sarebbero stati risvolti positivi prima di Natale. Invece tutto è rimasto invariato, compreso l'impegno di noi ragazzi. Ci siamo allenati e siamo andati avanti in condizioni pessime, senza stipendio, senza staff medico e in spogliatoi che sembravano più delle stalle. Io stesso son dovuto andare un mese a Roma, a spese mie, per potermi curare.Un plauso va fatto a giocatori e a tutti gli staff tecnici, da quello di Tosi a quello di Tudisco, che ci hanno provato fino alla fine. Ho riscontrato in tutti i ragazzi che sono entrati nello spogliatoio, un grande senso di responsabilità e una gran voglia di lavorare. Poche persone sarebbero riuscite a condurre un intero campionato in mezzo a tutti quei problemi".

Come mai hai disputato tutta la stagione in rossoblù?

"Sarei ipocrita a dirti che sono rimasto a Milazzo per volontà mia. Nel mercato di gennaio ho ricevuto diverse offerte ma purtroppo all'epoca ero gestito da un agente poco professionale".

Momento migliore e peggiore della stagione?

"Il momento migliore è stato il primo mese con Tudisco. Buone prestazioni, diversi punti, ci è mancata solo la vittoria. Il peggior momento è stato l'impatto iniziale. Sono arrivato in una piazza che mi era stata disegnata come ambiziosa e rosea da settori giovanili importanti e invece ho trovato un clima dove era protagonista la disorganizzazione. Ho dovuto imparare a lavorare in condizioni precarie, mi son fatto forza".

Meglio un anno di stop o questa annata siciliana?

"Stare un anno fermo mai. L'esperienza di Milazzo è stata difficile, ma ne sono uscito fortificato. Mi sono comportato da professionista nonostante tutto, ho imparato a superare le difficoltà. Inoltre sono contento di essere andato via da Milazzo senza scendere a compromessi, a differenza di altri calciatori. Ho preferito andare via a testa alta. Un professionista si può definire tale solo se non va mai contro i propri interessi. Pensa che io con gli stipendi sono fermo a novembre".

Potremmo anche dire che hai giocato in due squadre, visto che a Milazzo si sono alternati oltre 60 giocatori.

"E' assurdo sentir parlare di prima e seconda squadra ma è vero. Ci sono state due squadre e due società questa stagione. Ma nessuna delle dirigenze ha dimostrato molta professionalità, chi per un verso, chi per un'altra. La nostra rosa era inferiore a quella di altre squadre, ma con l'impegno e l'appoggio dei proprietari credo che avremmo potuto raggiungere qualche risultato in più".

Il tuo bel gol su pallonetto al Bassano Virtus è l'ultimo del Milazzo in Lega Pro. In qualche maniera una rete storica...

"Non ti nascondo che è stata una piccola soddisfazione che mi sono riuscito a prendere dopo un'annata storta. Sono contento di aver realizzato negli ultimi minuti dell'ultima giornata questo gol. Credo dimostri, più di mille parole, come io sia riuscito a mettere la mia professionalità davanti a tutto fino alla fine. A tal proposito ci tengo a ringraziare e salutare tutte quelle persone che ho avuto modo di conoscere dentro e fuori l'ambito calcistico. A Milazzo ci sono tante persone di cuore".

Eppure il rapporto con i tifosi, dopo il ritorno della vecchia società, è stato piuttosto freddo...

"Tra i tanti punti interrogativi di questa stagione c'è anche quello dei tifosi. Si può capire una tifoseria in contestazione con una società, ma credo che sostenendoci avremmo raggiunto qualche risultato in più. Sono rimasti molto delusi per quanto è accaduto, ma mi aspettavo da loro, per la maglia, un maggiore sostegno. I tifosi ospiti, invece, ci applaudivano perché ci vedevano essere professionali nonostante le difficoltà in cui lavoravamo che erano sotto gli occhi di tutti. In tutte le partite siamo entrati in campo con la voglia di raggiungere il risultato".

In chiusura, novità sul futuro?

"Ho avuto qualche contatto. Spero di trovare una squadra con grande professionalità e seri programmi sportivi. In una situazione in cui per un ragazzo è difficile emergere, bisogna dargli tutti gli strumenti per poterlo fare. E la serietà della dirigenza è uno di questi".