Casarano, Di Bari: "La nostra storia sta facendo innamorare l'Italia, non vogliamo deludere"

Casarano, Di Bari: "La nostra storia sta facendo innamorare l'Italia, non vogliamo deludere"TMW/TuttoC.com
Vito Di Bari
© foto di TuttoSalernitana.com
Oggi alle 20:30Primo piano
di Valeria Debbia

Otto finaliste playoff, quattro delle quali arrivano dal girone C: a conferma che è un girone molto pesante. Inoltre, su otto squadre rimaste, sette sono capoluoghi di provincia. Il Casarano è il classico “vaso di coccio” con i suoi 20.000 abitanti in mezzo a tanti giganti. Questo rende ancora più grande l’impresa che sta facendo.

Parte da questi dati la conferenza stampa della vigilia di mister Vito Di Bari: "Aggiungerei un altro dato importante: siamo l’unica ottava classificata tra le otto squadre rimaste. È un dato straordinario. Siamo l’unica squadra partita dal primo turno e siamo arrivati fin qui. Siamo partiti da 29 squadre, ora siamo in otto e da domenica entreranno anche le seconde classificate. È un grande motivo d’orgoglio. Tutta Italia sta parlando di noi perché la nostra storia fa innamorare e questo aumenta il senso di responsabilità: non vogliamo deludere un popolo intero e le grandi aspettative. Però abbiamo anche gioito tanto, e in maniera bella. Perdere 2-0 in casa e vincere 3-0 fuori non è da tutti. Abbiamo dimostrato di avere grande carattere e grande cuore. Su questo non avevo dubbi: sapevo che la partita di andata non era finita. È stata una serata che porterò dentro per tutta la vita".

Ulteriore riprova di quanto il tecnico sta dicendo è l’entusiasmo popolare: file lunghissime davanti alle ricevitorie per i biglietti. Tutta la provincia (e non solo) si è accorta del “miracolo Casarano”: "Non solo la provincia, direi tutta Italia. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Quello che si vive in paese è incredibile. L’anno scorso abbiamo stravinto il campionato e c’era tanto entusiasmo, ma ora sento che è ancora più forte, diverso. Viene paragonato agli anni d’oro del Casarano tra gli ’80 e i ’90. È un motivo d’orgoglio enorme. Questa sarà storia, e noi siamo contenti di esserne i protagonisti. È bello vedere questa unione tra tifosi, società e squadra. Non capita tutti i giorni e dimostra che il calcio è uno sport meraviglioso".

Adesso arriva l’Union Brescia, seconda classificata con 69 punti, migliore difesa del girone A. Il solo nome “Brescia” fa venire i brividi: "Il nome Brescia fa venire i brividi per la sua storia, anche recente. Basta pensare ai giocatori che sono passati dal Brescia negli ultimi vent’anni. È motivo d’orgoglio affrontarli. Hanno una società solida e un allenatore importante come Eugenio Corini, che ha vinto un campionato di Serie B proprio a Brescia. È una squadra forte, con idee e concetti chiari. Mi è piaciuta molto la sua conferenza stampa di ieri: ha usato parole positive sul nostro modo di giocare e sulla nostra società. Sarà piacevole riceverli qui a Casarano. Anche quest’anno affrontiamo piazze importanti".

Sarà una gara ricca di fascino in ogni caso: "Sarà una partita nella partita. Giochiamo sui 180 minuti: serviranno intelligenza, nervi saldi e la capacità di far girare gli episodi a nostro favore. Come siamo stati bravi a Meda col Renate, dobbiamo esserlo anche in casa. Paradossalmente arriviamo da due sconfitte interne, ma penso che il nostro grande nemico sia il campo. Fuori casa, su manti erbosi perfetti, facciamo grandi partite. Detto questo, la spinta del pubblico sarà fondamentale. Vivere un’altra serata come quella con la Renate è motivo d’orgoglio".

Un ultimo pensiero sulla squadra: "Questa squadra sta facendo qualcosa di straordinario. Io da allenatore sono orgoglioso perché sono uno di loro, il primo leader. L’anno scorso avevamo creato una connessione bellissima e temevo non si potesse ripetere. Invece quest’anno abbiamo dato continuità a quell’empatia e a quel modo di credere in un calcio coraggioso. Un calcio che tutta Italia sta riconoscendo. Abbiamo segnato 10 gol in tre partite di playoff. In un anno e mezzo abbiamo fatto 118 gol: non è da tutti. La squadra si riconosce nelle nostre idee, rischia ma dà spettacolo. Stiamo valorizzando tanti giovani di proprietà: Cerbone, Cajazzo, Palumbo… Sono un patrimonio della società. I direttori e la società devono essere orgogliosi. Ci sarà la possibilità di plusvalenze e di valorizzare i sacrifici del presidente Filograna, che è generoso e non ci fa mancare niente. Ringrazio pubblicamente il presidente, la famiglia Filograna e tutta la società. Abbiamo creato qualcosa di unico. Io lo definisco “il nostro Mondiale”: si gioca ogni tre giorni, si viaggia insieme, si sta lontani dalle famiglie. Quando si sta bene insieme, la stanchezza si sente di meno".

In chiusura anche una brutta notizia: "Purtroppo ieri abbiamo ricevuto la brutta notizia dell’infortunio di Karlo Lulic, che si è rotto il crociato. Gli faccio un grande in bocca al lupo. Carlo sa quanto gli voglio bene: l’avevo voluto fortemente qui a Casarano perché avevamo già lavorato insieme a Bari. È un ragazzo tosto e sono certo che supererà anche questo momento. Perdiamo anche Versienti squalificato. Abbiamo due-tre giocatori abbastanza affaticati che non si sono ancora allenati. Però questa squadra ha dimostrato che chi gioca si fa sempre trovare pronto. Lo abbiamo visto a Renate: con i cambi, soffrendo in 10 per 30 minuti… Sono sereno, perché siamo tutti dentro al progetto".