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Colavitto: "Girone B si deciderà a ultima giornata. Arezzo, destino nelle sue mani"

Colavitto: "Girone B si deciderà a ultima giornata. Arezzo, destino nelle sue mani"TMW/TuttoC.com
Gianluca Colavitto
Oggi alle 10:45Primo piano
di Valeria Debbia

Gianluca Colavitto, esperto allenatore ex Matelica, Ancona e Giugliano, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, condividendo le sue preziose intuizioni sul campionato di Serie C.

Mister, una gara sicuramente molto importante quella di ieri al 'Città di Arezzo' (Arezzo-Ascoli 1-2, ndr). Con la sua esperienza in panchina, come pensa che un allenatore debba gestire il possibile contraccolpo mentale che l’Arezzo avrà adesso? Come deve gestirlo Bucchi?

"Secondo me Bucchi ha le spalle larghe e sa benissimo come gestire questi momenti. Io l’avevo già detto in passato: nel girone B secondo me si lotterà fino alla fine. Basta guardare anche il Ravenna, che ha avuto due o tre momenti di arresto, ma al netto del campionato che sta facendo – che è comunque un campionato importante – poteva ambire alla prima posizione. Ritornando alla tua domanda, l’Arezzo sta facendo un campionato strepitoso, perché secondo me non ha una rosa da schiacciacampionato. Logicamente un gol al 95' o al 96' può creare un contraccolpo psicologico all’interno del gruppo. È fisiologico: se spingi la macchina a manetta per tutto il campionato, è normale che nelle ultime partite possano arrivare situazioni negative. Si è passati da un possibile 2-1 in casa a favore dell’Arezzo a un 1-2. Il destino è nelle mani dell’Arezzo. A mio modo di vedere devono vincere tutte e quattro le partite rimanenti: vincendole tutte e quattro tornano in cadetteria. Però vincerle tutte e quattro è una situazione delicata, quindi le gestioni interne le sapranno loro. Secondo me serve un lavoro importante in queste settimane. Per contro, c’è un Ascoli che forse dovrà regolare un po’ la frenesia, perché anche quella potrebbe essere controproducente. L’Ascoli ha messo bei mattoncini sul proprio futuro, ma deve completare l’opera. Secondo me si sta creando qualcosa di speciale: vedo qualità individuale ma anche una coscienza collettiva importante all’interno della squadra. È stato bravo il mister e tutto lo staff a voler creare questo spirito fin dall’inizio, e ora si sta vedendo. Inoltre ad Ascoli c’è una cultura calcistica notevole. È avvincente questo rush finale. Ieri si è riaperto tutto. Certamente è sempre meglio avere un’euforia positiva piuttosto che i contraccolpi come quello subito dall’Arezzo. La sensazione è che questo girone B si chiuderà proprio all’ultima giornata".

Qual è la differenza tra quanto potrebbe accadere nel girone B e quanto è già accaduto nel girone A o sta accadendo nel girone C?

"Il girone A è una pagina già scritta da un po’ di tempo. Il girone C penso sia lo stesso, anche se il Benevento nelle ultime partite ha rallentato un po’. Secondo me invece il girone B si deciderà all’ultima partita. Le ultime partite hanno sempre un tasso di difficoltà enorme. Squadre che si devono salvare, come l’Arezzo che deve andare a San Benedetto, una piazza che per rivalità contro l’Ascoli ha scritto parecchie pagine belle della storia calcistica marchigiana. La Samb ha bisogno di punti per salvarsi, l’Arezzo deve assolutamente vincere. Saranno sicuramente partite molto avvincenti":

Sì, credo anch’io che sarà una bella cavalcata da qui al termine della stagione. Passando alla D: il girone F è un po’ relegato al ruolo di Cenerentola dei gironi, ma in realtà è sempre molto avvincente, con squadre anche importanti. È un raggruppamento che lei ha conosciuto anni fa con l’Ancona. L’Ancona è in piena lotta per la promozione con Teramo e Ostiamare. Probabilmente l’Ostiamare è stata la sorpresa del girone F. Ce la faranno i dorici a tornare tra i professionisti?

"Il parallelismo tra girone B e girone F ci può stare. Ho parlato prima del Ravenna, che ha perso qualche opportunità: se ci fosse stato anche il Ravenna sarebbero state tre squadre come sta succedendo nel girone F. È un girone avvincente. L’Ancona, capoluogo di regione, ha costruito quest’anno un campionato sempre in crescita. L’Ostiamare è partita alla grande e ha fatto un girone di andata impressionante. Il terzo incomodo è il Teramo. Secondo me anche lì tutto si risolverà all’ultima giornata. Mi fa piacere rivedere l’Ancona nei professionisti. Ha un seguito di tifosi importante, è una città che ha fatto la Serie A ed ha uno stadio che fa invidia a tante strutture di Serie B e Lega Pro. Lo seguo con attenzione anche quel girone, perché il parallelismo è giusto. È un girone avvincente. Vediamo cosa succede".

Anche qui credo che la lotta si risolverà all’ultimo. Solo la Scafatese è riuscita a staccare, ma credo che dalla D alla C sia tutto ancora apertissimo.

"Io non ho fatto la Serie B né la Serie A. Ho fatto il settore giovanile, ho vinto il campionato di Eccellenza e quello di Interregionale. Vincere il campionato di Interregionale è qualcosa di straordinario per qualsiasi allenatore e per qualsiasi città. È un campionato con un tasso di difficoltà allucinante per la questione dei fuori quota e perché vince una sola squadra. Chi vince l’Interregionale merita davvero gli applausi".