Cosmi-Salernitana, un matrimonio che continua: l'uomo delle imprese impossibili ci riprova
Dietro ogni squadra che rinasce c'è sempre un allenatore che ha smesso di avere paura del fallimento. Serse Cosmi ha 67 anni e in carriera ha già scritto pagine che il calcio italiano ricorda bene: l'Arezzo portato dalla Serie D ai playoff di B, il Perugia tenuto in Serie A per quattro stagioni con una Coppa Intertoto in bacheca, il Trapani fermato solo dalla finale playoff nel sogno promozione. Quando è arrivato a Salerno lo scorso 24 febbraio, sostituendo l'esonerato Giuseppe Raffaele, doveva essere il traghettatore, l'uomo della normalità amministrativa in un'annata complicata. Invece la proprietà guidata da Danilo Iervolino ha scelto la continuità: rinnovo fino al 30 giugno 2027 con opzione per un'ulteriore stagione, ufficializzato proprio nel giorno del compleanno del club. Non è un dettaglio da poco.
I numeri raccontano perché quella fiducia non è stata un azzardo. Diciassette panchine in carriera, e con la Salernitana il rendimento è stato tra i più solidi della sua storia recente: 1,88 punti a partita in 16 gare, una marcia che ha portato i granata dalla terza posizione fino alla semifinale playoff, sfumata solo nel momento decisivo. Meglio di quanto fece a Perugia nel suo primo ciclo, meglio della media generale di una carriera lunghissima fatta di salite e discese, di campionati vinti e di promozioni sfiorate per un soffio, come quel Trapani 2014-2016 che ancora oggi qualcuno rimpiange. La conferma del direttore sportivo Daniele Faggiano fino al 2028, insieme all'ingresso di Gennaro Alfano come direttore operativo, completa il quadro di una società che ha scelto di blindare l'asse tecnico-dirigenziale invece di stravolgerlo dopo un'eliminazione dolorosa.
Ora tocca a lui, ancora una volta, costruire l'impresa. La Salernitana che verrà si raduna a Cascia dal 14 al 31 luglio, e Cosmi avrà per la prima volta il tempo di programmare un'intera stagione dal primo giorno, cosa che a febbraio non gli era stata concessa. Sarà lui a indicare il profilo dei rinforzi, lui a decidere su chi puntare per tornare in Serie B, lui a trasformare una rincorsa quasi riuscita in un trionfo pieno. Le imprese, in fondo, sono il suo mestiere da sempre. E a Salerno, dopo una semifinale sfumata per un soffio, ne aspettano un'altra. Per scacciare il pessimismo, ma soprattutto per provare a iniziare con una rinnovata energia. La stessa che ha reso celebre l'allenatore negli anni.
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