Intervista TC

De Vito: "Pontedera, grande delusioni. Tante scelte che creano solo confusione"

De Vito: "Pontedera, grande delusioni. Tante scelte che creano solo confusione"TMW/TuttoC.com
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 11:00Primo piano
di Antonino Sergi
fonte intervista di Raffaella Bon

Intervistato questa mattina da TuttoC.com, l'ex difensore Marco De Vito ha cominciato parlando della retrocessione del Pontedera in Serie D: "Di sicuro una grande delusione per un intera città ed una piazza che ha sempre visto lavorare il Pontedera fino alle passate stagioni, in maniera esemplare". 

In quale momento del campionato si è compromessa la stagione?
"Per esperienza personale, tuttavia, posso dire che bisogna prima di tutto avere una buona organizzazione di base. Ho visto che a gennaio è stata cambiata completamente la squadra e che sono stati chiamati tre allenatori, e queste sono scelte che alla fine non pagano. Anzi non fanno altro che creare confusione".

Errori tattici o scelte sbagliate?
"Sicuramente le scelte sbagliate, quando si retrocede la tattica può avere delle colpe ma fino ad un certo punto, é tutto il contorno a buttarti giù ed a non darti le giuste energie per poter risalire".

Quanto hanno inciso gli infortuni e la profondità della rosa?
"Di sicuro avranno inciso e rientrano in quella che é organizzazione, i frequenti infortuni non sono mai un caso ma una conseguenza di una gestione sbagliata. Questo vale in tutte le categorie, troppo spesso si fa passare il caso infortuni come alibi o sfortuna ma non lo é".

La squadra aveva i valori tecnici per salvarsi?
"Parliamo di due squadre che in questa stagione si sono alternate, dove ha visto nel mercato di gennaio 15 arrivi e 17 partenze. Se parliamo di soli valori tecnici dico sicuramente si ma ci vuole tutto il resto attorno a questo".

Quali sono le basi per ripartire?
"Intanto c'è da capire se ci sarà la possibilità di un eventuale ripescaggio e soprattutto se la nuova società avrà le intenzioni di tentarlo. Le basi per ripartire dovranno essere competenza, professionalità e serietà. Ma personalmente quando una stagione parte male e si sente parlare di cambio società sono tutti campanelli d’allarme, quindi sinceramente fin da subito ho sempre pensato potesse essere destinata ad un finale di questo tipo".

Cosa ti aspetti dalla società?
"Che si faccia vedere presente e soprattutto che operi in serietà per quelle che sono le richieste della categoria che andrà ad affrontare".

Arezzo o Ascoli in B?
"Due corazzate che si stanno dando battaglia colpo su colpo e che hanno reso un campionato chiuso fino a qualche mese fa, ora molto affascinante. L’Arezzo a differenza dell’Ascoli lo vedo leggermente in difficoltà e con un po di timore, sarà un finale di campionato bello da seguire".

Fattore tecnico o mentale in questo momento?
"Principalmente mentale che solitamente avvantaggia chi rincorre rispetto a chi viene rincorso e raggiunto".

La Lucchese invece è tornata in D.
"Finalmente! Pur avendo un organico importante non é mai semplice vincere in queste categorie, quindi bisogna dare grande merito ad ogni singola persona che ha lavorato a questo e per questo meraviglioso finale. Colgo l’occasione in merito di mandare un saluto a tutti i tifosi rosso neri,con l’augurio che sia solo l’inizio di anni fiorenti".