Fontana: "Ascoli obbligato a vincere e sperare in stop Arezzo. Inerzia per bianconeri"
Gaetano Fontana, ex tecnico di Gubbio e Casertana, tra le altre, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, guidando gli ascoltatori attraverso le ultime fasi della stagione regolare e le imminenti sfide dei playoff e dei playout.
La prima domanda riguarda proprio i playout. Quest’anno rischiano di fatto di non esserci: a termini di regolamento ce ne dovrebbero essere due per ogni girone, ma al momento ce n’è solo uno possibile nel girone B. Nel girone A siamo già certi che non ce ne sarà neanche uno, perché Pro Patria e Virtus Verona sono aritmeticamente in Serie D. Nel girone C potrebbero esserci entrambi o nessuno. Che segnale è questo secondo lei? Dipende solo dalle penalizzazioni?
"Probabilmente questo ha condizionato soprattutto il girone C, perché la situazione del Trapani e del Siracusa ha pesato molto. Nel girone A non ci sono state penalizzazioni pesanti, a parte la Triestina che comunque era retrocessa sul campo. Diciamo che la differenza l’ha fatta la questione tecnica. Purtroppo possiamo solo analizzare la situazione, ma di certo non è una cosa normalissima. Ne abbiamo parlato spesso durante il campionato: ci sono società che non riescono neanche a finire il campionato e poi vanno a condizionare, nel bene o nel male, l’andamento delle altre. Questo è un dato sul quale non bisogna più solo riflettere, ma bisogna agire e fare qualcosa di concreto rispetto alle tante parole e chiacchiere che sono state fatte fino a oggi, senza che sia cambiato assolutamente nulla".
Un altro traguardo ancora da definire è nel girone B: chi sarà la squadra promossa direttamente in Serie B. Da settimane parliamo del testa a testa tra Arezzo e Ascoli. Siamo arrivati agli ultimi 90 minuti. L’Arezzo è avanti solo per aver segnato un gol in più negli scontri diretti (il gol di Renzi nel match di ritorno). L’Ascoli andrà in casa del Campobasso, già aritmeticamente ai playoff, mentre l’Arezzo ospiterà la Torres a caccia di punti salvezza. Quale dei due impegni vede sulla carta più semplice e chi è la sua favorita?
"Più semplice si dice tanto per dire. Credo che l’Ascoli, giocando in trasferta contro un Campobasso che ha già blindato la quarta posizione e non può né migliorare né peggiorare la classifica, sia mentalmente un po’ più libero e questo potrebbe rappresentare un problema. L’Ascoli è obbligato a vincere e sperare nello stop dell’Arezzo. La mia sensazione è che l’inerzia sia dalla parte dei marchigiani perché nell’ultima stagione hanno fatto una rimonta importante. Quello che fa la differenza è solamente un gol. L’Arezzo non ha una partita semplice proprio perché la Torres nel girone di ritorno ha fatto un altro tipo di percorso e ha bisogno di punti per evitare di essere risucchiata nei playout. Sarà una partita ad altissima tensione perché entrambe hanno bisogno di punti per i rispettivi obiettivi. Ho fatto parte della mia storia calcistica all’Ascoli e vivo ad Ascoli, ed è normale che propenderei per l’Ascoli. Però siamo professionisti e bisogna rimanere lucidi. Il mio passato parla per me".
Sul girone B volevo chiedere anche un pensiero sulla Ternana. La settimana scorsa è stata un incubo per chi è dentro la Ternana: giocatori, staff e parte sportiva che non c’entrano nulla con la situazione societaria. La Ternana ha conquistato aritmeticamente i playoff, che giocherà perché la liquidazione volontaria è stata scongiurata e si andrà alla liquidazione giudiziaria. Secondo lei tutto questo trambusto, soprattutto dell’ultimo periodo, può trasformarsi in un’ulteriore iniezione di benzina o rischia di pesare sul piano psicologico?
"Sicuramente questo è l’aspetto da considerare, perché l’aspetto giudiziario non è gestibile dai tesserati. Di contro, penso che – come è avvenuto anche in altre situazioni, mi viene in mente la Lucchese dello scorso campionato – siano momenti in cui gli atleti e lo staff lavorano con una leggerezza mentale diversa. Già stanno fornendo una prestazione emotiva importante per la piazza nonostante i mancati pagamenti e tutte le problematiche. Questo li pone in una situazione di massima attenzione rispetto alla piazza. Da un punto di vista sportivo si affronta tutto con un’attenzione diversa: hanno tutto da guadagnare. Questa spensieratezza a volte è un aspetto positivo e ti permette di fare prestazioni sopra le righe, andando oltre a quelle che normalmente le tue risorse energetiche ti suggerirebbero. Io credo che da un punto di vista calcistico i ragazzi e lo staff abbiano tutto da guadagnare. Ritengo che, nonostante le difficoltà, sia un organico importante per la categoria e lo stanno dimostrando con le loro capacità e la loro serietà".
Si avvicinano i playoff e il pensiero più ricorrente è quello di creare una sorta di griglia di partenza. Nella sua idea c’è? Troveremo Catania, Salernitana, Cosenza, Casertana nel girone C; Ascoli o Arezzo, Ravenna, Campobasso, Ternana, Juventus Next Gen nel girone B; Brescia, Cittadella, Lecco, Trento e Renate nel girone A.
"Onestamente no, perché l’ho vissuto sia da giocatore che da allenatore. I playoff sono un momento completamente diverso rispetto alla regular season, dove entrano in gioco tante dinamiche che in questo momento non sono decifrabili. Mi viene in mente la vittoria del Pescara che non era tra i favoriti, o quella del Lecco. Ci sono delle cose che ci portano a pensare che tutto quello che possiamo immaginare oggi sarà pronto a essere smentito durante il mini-torneo. Ci troviamo di fronte a un torneo ricco di squadre importanti. Oggi non sappiamo se parteciperà l’Arezzo o l’Ascoli, ma tutte quelle già menzionate basterebbero per far capire che sarà un torneo incredibile, non solo per il nome delle società ma anche per gli organici. Tutte le squadre che parteciperanno, soprattutto le prime 4-5 del girone C, sono formazioni straordinarie, così come Brescia e Cittadella. Poi ci sono le mine vaganti che stanno facendo bene, come il Trento e altre due squadre che stanno facendo cose incredibili. Anche qui credo che la loro spensieratezza, o il non dover chiedere a tutti i costi il risultato, possa essere un’arma vincente. Così com’è stato per il Lecco tanti anni fa, la spensieratezza potrebbe portare sorprese fino alla fine di questo torneo".
Ultima domanda sui playoff. C’è chi preferisce entrare subito in gioco e chi invece trova favorevole iniziare con qualche settimana di ritardo (le seconde, terze e quarte hanno tempo per un richiamo di preparazione). Lei, potendo scegliere, quale strada preferirebbe?
"È ovvio che se arrivi secondo o terzo vuol dire che hai fatto un campionato straordinario e hai materiale umano e professionale di un certo livello. Però anche qui ci sono casi in cui chi è entrato da secondo o terzo non è quasi mai riuscito ad arrivare in fondo. Mi ricordo il mio Catanzaro qualche anno fa che perse appena entrato. Hai sicuramente un mese a disposizione per lavorare, però perdi quell’inerzia, quel ritmo gara che non riesci a mantenere perché i campionati sono ancora attivi e anche fare amichevoli di un certo livello diventa difficile. Quindi secondo me il mese che hai a disposizione spesso e volentieri non è positivo. Però anche in questo caso ognuno la gestisce in maniera diversa, quindi non sappiamo mai che tipo di risposta effettiva ci possa essere. Io onestamente, a bocce ferme, sarei propenso a dire che è più deleterio che vantaggioso".
Ultimissima curiosità: si può promuovere o lo rimandiamo a settembre il FVS dopo la prima stagione in Serie C?
"Io onestamente sono per le novità positive che portano a miglioramenti. Essendo la prima esperienza, qualche inciampo ci può stare, però fatta l’esperienza di quest’anno credo che si possano attuare dei correttivi per migliorarlo. Sono favorevole perché c’è la possibilità nell’immediato di rivedere alcuni episodi borderline e fare chiarezza. È uno strumento che, da quello che ho potuto osservare dall’esterno, per gli allenatori rappresenta un modo per chiarire un episodio dubbio. Spesso si vedono scene incredibili a seconda della decisione arbitrale che ne viene fuori. Quindi sicuramente si potrebbe disciplinare meglio questo tipo di situazione. Io la porterei avanti perché per me rappresenta un aspetto positivo. È ovvio che dobbiamo abituarci tutti a questa novità, ma come dicevo prima, le novità e le innovazioni per me fanno sempre parte di una crescita a qualsiasi livello".
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