Giugliano, Di Napoli: "Non ho la bacchetta magica, ma ho riportato entusiasmo"
Tornano i tre punti in casa Giugliano dopo ben tre mesi dall'ultima volta: i campani riescono persino a calare il tris (e tre gol non erano mai stati segnati in questa stagione) contro il Cosenza, ottenendo tre risultati utili consecutivi (e anche questo non era mai capitato in questa stagione). La cura Raffaele Di Napoli ha avuto un effetto immediato: "Quali corde ho toccato per cambiare la squadra, non solo mentalmente ma anche tecnico-tatticamente? Non ho la bacchetta magica, mi sono messo a disposizione dei ragazzi, ho cercato di trasmettere fiducia, sicurezza e autostima. Ho proposto i miei concetti di calcio, il mio credo, e loro li hanno interpretati molto bene. Ma il merito principale è dei ragazzi, dello staff e di chi ci sta attorno. Questa è una squadra con valori e qualità: i risultati negativi precedenti avevano fatto perdere un po’ di certezze. Il mio compito è stato portare entusiasmo – ne ho tanto – e un senso di rivalsa che ci accomuna: non meritiamo questa classifica. Voglio dimostrare che la mia parentesi a Giugliano nel secondo anno è stata solo sfortunata. Abbiamo questo impegno comune. A fine partita ho visto i ragazzi soddisfatti, lavorano con grande curiosità e hanno applicato quello che propongo. Ho detto loro che la gioia dura cinque minuti: dopo dobbiamo pensare già alla prossima partita. Abbiamo messo una piccola pietra, ci deve dare coraggio ma non illuderci. Abbiamo vinto perché abbiamo lavorato bene e ce lo meritiamo. Devono godersi questo momento dopo un periodo buio professionalmente. Da chi ha giocato dall’inizio a chi è subentrato o è rimasto in panchina, vedo un gruppo affiatato che vuole uscire dalle sabbie mobili".
Martedì c’è già il derby di Sorrento, poi subito Trapani in casa: "Se temo che contro queste squadre, che potrebbero lasciare meno spazio, il Giugliano si esprima peggio? Non temo niente e voglio che i miei ragazzi non temano niente. Se lavoriamo con convinzione, coraggio e applichiamo ciò che prepariamo, non dobbiamo temere nessuno. Se avessimo un atteggiamento sbagliato – sentirci fuori dalla zona retrocessione dopo un brutto periodo, un pareggio e una vittoria – rischieremmo di sentirci “bellini”. Dobbiamo mantenere la fame di migliorarci, essere compatti e lavorare per un unico obiettivo. Per arrivarci servono partite come quella di martedì a Sorrento: dobbiamo prepararci con la stessa determinazione, convinzione e qualità di gioco espressa oggi".
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