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Keita e Volpe, un ritorno verso il professionismo che passa da Latina

Keita e Volpe, un ritorno verso il professionismo che passa da LatinaTMW/TuttoC.com
Ieri alle 15:50Primo piano
di Laerte Salvini

Ci sono storie che il calcio ama raccontarsi in cerchio, tornando sempre nello stesso punto da cui erano partite. Cheick Keita ha 30 anni, un passaporto franco-maliano e un curriculum che profuma di altre epoche: nato a Parigi, cresciuto nel vivaio del Monaco, arrivò in Italia nel 2014 alla Virtus Entella, dove trovò un compagno di squadra e di spogliatoio che oggi, per una di quelle coincidenze che il pallone sa costruire meglio di ogni sceneggiatore, si ritrova di fronte in un'altra veste: Gennaro Volpe, allora centrocampista biancoceleste, oggi allenatore del Latina. Con quella maglia, Keita giocò 31 partite in Serie B, terzino di spinta e di gamba, capace di attirare su di sé gli occhi del calcio che conta.

Fu proprio da lì che partì il salto vero: nel gennaio 2017 il Birmingham City lo prelevò per due milioni di euro, portandolo in Inghilterra. L'anno dopo, in prestito, arrivò la sua unica, vera stagione di Serie A: quella con il Bologna, targata Donadoni. Un ragazzo che sembrava avviato verso un percorso lineare, di quelli che si raccontano senza sorprese. E invece il calcio, si sa, ama complicare le trame: dopo l'esperienza inglese arrivò il prestito in Belgio all'Eupen, poi la Croazia con il Gorica, e da lì una discesa silenziosa e inesorabile fino ai campi della Serie D italiana, tra L'Aquila, Termoli e infine la Vibonese, sponda calabrese, ultima tappa di un digiuno dal grande calcio che dura ormai da anni.

Oggi Keita è in prova al Latina, osservato con curiosità e fiducia proprio da chi lo conosceva bene, da chi in quello spogliatoio ligure ci era cresciuto insieme a lui. Una favola di riscatto scritta a metà: da un lato l'esperienza internazionale di chi ha vestito la maglia della Serie A e ha attraversato mezza Europa, dall'altro la nuova vita ritrovata tra i dilettanti, fatta di gavetta silenziosa e caparbietà. Se Volpe deciderà di puntare su di lui, il Latina potrebbe diventare il trampolino giusto per riportare Keita nel calcio dei professionisti: non più una promessa da lanciare, ma un'esperienza da recuperare. A volte, per ripartire, basta ritrovare la persona giusta al momento giusto. E il pallone, come sempre, sa essere sorprendentemente generoso con chi non ha mai smesso di crederci.