Lerda: "Finale playoff aperta. Chi la deciderà? Troppo facile dire Gori e Crespi"
Franco Lerda, tecnico esperto di Serie C, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, condividendo le sue preziose analisi in vista della finale di domenica tra Ascoli e Brescia.
Mister, se qualche giorno fa l’Ascoli sembrava forse favorito dopo l’1-1 del Rigamonti, oggi è tutto davvero molto aperto.
"Sì, certo. Credo anch’io che sia tutto molto aperto. Al di là del risultato, la partita spezzettata per il maltempo, con la seconda parte giocata il giorno dopo, ha dato un riscontro importante, non solo numerico con l’1-1, ma anche sulla qualità delle due squadre. Sono due formazioni molto forti, con stili di gioco diversi: il Brescia più strutturato e solido, l’Ascoli che gioca in casa con il sostegno di uno stadio sold out e con un possesso palla più elaborato. Però entrambe hanno le qualità per vincere la partita".
La cosa negativa di tutto questo è che entrambe le finali sono state vietate alle tifoserie ospiti. Al Rigamonti non si è visto il popolo ascolano, al Del Duca non si vedrà quello bresciano. Questa, mister, è forse una sconfitta per il calcio.
"Sono d’accordo. Nel 2026 arrivare ancora a decisioni di questo tipo mi sembra assurdo. Lascia uno sconforto non solo alle tifoserie coinvolte, ma a tutta l’immagine del nostro calcio".
Le problematiche, inutile nasconderle, ci sono. Cerchiamo di concentrarci sul bello e sull’atmosfera di domenica, che sarà sicuramente uno spettacolo, ma subito dopo ci saranno le iscrizioni al prossimo campionato di Serie C, con penalità già annunciate. Anche questo non è certo un bello spot.
"No, assolutamente. Purtroppo siamo recidivi, e negli ultimi anni lo siamo sempre di più. La Serie C è un torneo importante, che ha sempre maggiore visibilità, eppure le problematiche serie continuano a esserci. Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi, per garantire efficienza dei campionati dall’inizio alla fine. Partire già con penalizzazioni o, peggio ancora, non riuscire a finire il campionato è un disastro. Sono troppi anni che succede. Speriamo che si trovi presto una soluzione che mantenga l’equilibrio per tutti".
Tornando invece alla sfida del Del Duca, mi fai due nomi per chi potrebbe essere decisivo da una parte e dall’altra?
"Sarebbe troppo facile dire Crespi e Gori, però in partite come queste possono essere decisivi tanti giocatori. I calci piazzati avranno un peso importante e la struttura fisica del Brescia può essere un’arma in più su quelle situazioni. I due centravanti hanno dimostrato di essere giocatori determinanti in questa fase finale della stagione. Detto questo, qualsiasi elemento delle due rose può risultare decisivo".
Alla luce di tutto quello che abbiamo visto, sia nel campionato che nei playoff, Ascoli-Brescia è la finale più giusta?
"Assolutamente sì, è la finale più giusta. Due piazze storiche, due tifoserie importanti che non c’entrano niente con la terza serie. L’Ascoli si è giocato il campionato fino all’ultima giornata dopo un rush finale straordinario. Il Brescia ha avuto un distacco importante nella prima parte di stagione, si è rinforzato a gennaio e ha fatto di tutto per arrivare preparato ai playoff. È riuscito ad arrivare fino in fondo con il risultato ancora in bilico. Due percorsi diversi, ma entrambi meritati".
La pericolosità di questa finale era che l’Ascoli, dopo la grande rincorsa per il primo posto, potesse arrivare scarico a livello nervoso ed energetico. Invece i risultati e lo spirito mostrato nei playoff dicono il contrario.
"Esattamente. Hanno assorbito bene la delusione di non aver chiuso al primo posto e sono arrivati a questa finale con grande slancio".
Sarebbe andata peggio all’Arezzo se la promozione diretta fosse stata dell’Ascoli?
"L’Arezzo è stato primo dall’inizio alla fine, quindi per loro sarebbe stato uno shock psicologico molto più grande".
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