Perugia, Diana: "Diventeremo una squadra forte, ma ora siamo fragili"
Aimo Diana, allenatore del Perugia, ha commentato la terza sconfitta consecutiva dei biancorossi, arrivata a Grosseto nonostante un buon approccio alla gara: "Siamo entrati con la testa giusta, abbiamo creato la nostra occasione da gol, abbiamo subito un paio di situazioni ma c'è anche il merito dell'avversario. Il rigore ci ha tolto qualcosa: siamo una squadra che ha bisogno di prestazioni positive, e quel rigore ci ha messo in difficoltà. Nel secondo tempo abbiamo concesso qualche angolo, ma è stata l'espulsione a condizionare il piano gara. Abbiamo giocatori che avrebbero avuto bisogno di essere cambiati, ma non potevamo farlo restando in dieci. La squadra ha provato fino alla fine a riaprirla, e forse in dieci uomini siamo stati anche più pericolosi: me lo aspettavo da questo gruppo, ho cercato di restare in movimento in panchina per far capire che si poteva ancora riaprire la partita. La doppia beffa è ricevere l'espulsione e subire il 2-0 proprio su quella punizione: una sfortuna che non meritiamo, perché è una vera doppia beffa. In questo momento ci capitano queste cose, e avremo bisogno anche noi di un po' di fortuna, senza però nasconderci dietro troppe scuse. Quando perdi tre partite di fila è giusto tenersi dentro sia le cose buone, che secondo me ci sono, sia gli aspetti negativi. La sensazione è che con un po' di fragilità, nel momento in cui gli avversari ci colpiscono, facciamo fatica a tenere botta: per la seconda volta, attorno al 37'-39', siamo caduti in una situazione da rigore. Forse riuscire a mantenere la parità fino all'intervallo ci avrebbe permesso di continuare a fare quello che stavamo facendo, magari applicando il piano gara preparato per la ripresa - sappiamo che nel secondo tempo dobbiamo inserire giocatori per far trovare condizione a chi ne ha bisogno, e purtroppo anche oggi non ce n'è stata la possibilità".
Nonostante il cambio di uomini rispetto alle ultime uscite, alcune difficoltà sembrano ripetersi identiche: "Assolutamente no, anche perché di solito le mie squadre non hanno mai subito così tanti gol: è un dato su cui dobbiamo lavorare, possiamo solo migliorare e dobbiamo farlo. Non abbiamo nemmeno segnato, e questo deve farci riflettere, nonostante le occasioni avute. In questo momento sembra tutto nero: in una settimana sono cambiate tante cose. Fino alla partita col Ravenna sembrava che tutto andasse per il meglio, poi in una settimana è cambiato tutto - capita, quando c'è di mezzo un turno infrasettimanale. Devo essere bravo a capire i sentimenti della squadra, che in questo momento sono sicuramente fatti di alti e bassi, come ho già lavorato in passato sull'entusiasmo, sapendo che poteva sfuggire. Devo essere bravo anche a non far crollare i giocatori ora: dare loro fiducia e forza, perché ci sarà un'altra partita, altri avversari, e il calcio ci ha insegnato che le cose possono cambiare. Si lavora, mantenendo sempre lo stesso atteggiamento. Oggi la parte atletica l'ho vista migliorata: anche in dieci uomini credo abbiamo fatto forse le cose migliori. La squadra ha un'anima, anche se non è ancora nella sua completezza: lavorandoci, sono convinto che potremo togliersi belle soddisfazioni".
Diana non ha nascosto un giudizio più severo del solito sull'avversario di giornata, ben oltre il semplice risultato: il Grosseto era in effetti la squadra che più lo preoccupava tra le ultime tre affrontate. "Nel pre-partita, e anche nelle settimane precedenti, ho sempre detto che tra Ravenna, Spezia e Grosseto quello che mi preoccupava di più, paradossalmente, era proprio il Grosseto. Perché incontriamo una squadra libera mentalmente, che gioca in maniera precisa e corretta, con il giusto mix tra esperienza e giovani interessanti: fanno un bel calcio, moderno. In questo momento è proprio la squadra che ci mette più in difficoltà, quindi il mio giudizio è molto positivo, lo dimostrano anche i punti che hanno fatto finora. Sono contento anche per il collega: hanno un mister molto bravo ed esperto, e ragazzi interessanti. Detto questo, sono contento che sia stato notato come il Perugia abbia provato fino alla fine, rischiando anche di prendere il terzo, il quarto, il quinto gol. L'inserimento di alcuni giocatori diventa per noi fondamentale: devono aumentare la loro condizione, abbiamo una situazione un po' particolare che stiamo cercando di gestire, mettendoci il massimo impegno, tutti quanti, anche i ragazzi. Vorrei che la gente capisse questo: nonostante i risultati di questa settimana non siano positivi, i ragazzi stanno dando il massimo, e anche noi ci stiamo impegnando tantissimo per trovare le soluzioni giuste. Penso che alla fine riusciremo a trovarle: bisogna lavorare tanto, non di più di così, continuando come stiamo facendo".
Sulla possibilità che i subentrati possano offrire un contributo maggiore da qui in avanti: "C'è una premessa da fare: non è giusto dire che chi gioca dall'inizio non si impegni, perché lottano e corrono comunque, anche se in questo momento non siamo brillantissimi e non riusciamo a trovare l'episodio positivo che potevamo avere con Vergani - episodio che purtroppo adesso non ci capita. Chi entra dopo, penso a Cisco o a Van Amersfoort, si trova spesso in una situazione diversa, con l'avversario che magari non ha più la stessa intensità del primo tempo: è anche per questo che riescono a trovare più minutaggio e più occasioni di giocata. Non so se renderanno di più: uno dei due è ancora un po' indietro di condizione, lo sto forzando un po'. Detto questo, dobbiamo alzare il livello dell'intera squadra, non solo dal punto di vista atletico ma anche tattico e tecnico. Sono convinto che ci riusciremo. È chiaro che dopo tre sconfitte, otto gol subiti e zero fatti in una settimana, qualcuno mi prenderà per pazzo, ma ognuno lavora nel proprio intimo con la propria squadra e sa fino a dove può arrivare: non è facile spiegarlo agli altri".
Sulla reazione chiesta alla squadra e sull'attesa di un cambio di marcia che ancora non arriva: "Lo sapevamo perfettamente che sarebbe stata una fase così, non voglio continuare a ripetere le stesse cose: dopo deve parlare il campo, e i risultati di questa settimana purtroppo non parlano a nostro favore. Faccio fatica a spiegare certe cose ulteriormente: chi segue il Perugia lo sa bene, era una cosa che potevamo immaginare e che ci aspettavamo. Detto questo, dobbiamo crescere, dobbiamo fare di più: mi aspettavo comunque qualcosa in più in queste tre partite, almeno nei numeri, almeno qualche gol in più. Le partite si possono perdere, ma qualche gol in più non siamo riusciti a farlo".
Chiudendo sulla prossima sfida, in casa della Reggiana: "Ripartiamo, incontriamo una squadra forte come la Reggiana, ma non è una partita proibitiva. È una squadra forte, ma siamo forti anche noi: deve essere chiaro anche questo. Mi sono tolto tutti gli alibi, li tolgo anche alla squadra, perché siamo una squadra forte, e lo dimostreremo. Se non avrò ragione, mi prenderò le mie responsabilità. Ma questa squadra, secondo me, diventerà molto forte: lo vedremo più avanti".
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