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Petrone: "Arezzo-Ascoli deciderà molto. Il Siracusa ha le carte in regola per salvarsi"

Petrone: "Arezzo-Ascoli deciderà molto. Il Siracusa ha le carte in regola per salvarsi"TMW/TuttoC.com
Mario Petrone
Oggi alle 19:15Primo piano
di Valeria Debbia

Mario Petrone, ex tecnico con ampia esperienza in Serie C, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio iL61, analizzando in primis lo scontro decisivo tra Arezzo e Ascoli, ma anche del neopromosso Vicenza e del Benevento.

Mister, partiamo dallo scontro più atteso del weekend nel girone B: Arezzo-Ascoli. Le due squadre sono separate da cinque punti. Una vittoria dell’Ascoli riaprirebbe tutto, mentre una vittoria dell’Arezzo permetterebbe alla squadra di Bucchi di scappare via. Che tipo di partita si aspetta?

"Secondo me sarà una bellissima partita, di quelle da non perdere per chi segue la Lega Pro. Penso che ci saranno pochi tatticismi. L’Ascoli ha praticamente un solo risultato a disposizione, ma non credo che l’Arezzo farà una partita di puro contenimento. È una squadra che, soprattutto nell’ultimo periodo, quando decide di giocare a certi livelli, ha dimostrato di essere una delle più forti del girone. Le statistiche sono abbastanza simili, ma l’Arezzo sa fare la partita. Questa sfida può decidere le sorti del primo posto, anche se dopo ci saranno ancora sei giornate".

Da allenatore, partite di questo tipo si preparano in modo diverso oppure si preparano da sole vista la posta in palio?

"Sono partite che si preparano da sole, soprattutto quando si incontra la prima in classifica. Il giocatore percepisce l’importanza della gara a prescindere. Domenica scorsa il Bra ha perso 4-0 con l’Arezzo, ma sicuramente l’aveva preparata al meglio e i giocatori erano molto motivati. Qui però c’è qualcosa in più: non solo si gioca contro la prima della classe, ma si ha la possibilità concreta, nelle prossime sei partite, di fare un passo decisivo verso il primo posto".

L’ultima volta che ci siamo sentiti il Vicenza non aveva ancora ottenuto la promozione matematica. Ora è arrivata. Possiamo solo fare i complimenti per un’annata straordinaria e un campionato dominato?

"Assolutamente sì. Quel pomeriggio ci eravamo sentiti e avevamo pronosticato la vittoria del Vicenza in casa, ed è andata proprio così. Società, pubblico, città, ragazzi e settore giovanile: non è facile vincere un campionato con 6-7 giocatori del territorio che arrivano dal vivaio. Io conosco bene quella realtà perché ci ho lavorato insieme a Bassano. So come lavorano e non mi meraviglio del risultato ottenuto. Mi dispiace solo che sia arrivato dopo 2-3 anni, ma è un successo assolutamente meritato".

In panchina si riparte dalla certezza di mister Gallo, che dopo aver vinto due campionati di Serie C di fila e aver eguagliato il record di Capello di partite senza sconfitte, è stato confermato immediatamente. È l’arma in più di questa stagione?

"Assolutamente d’accordo. Sia la società che l’allenatore hanno preso la decisione giusta. Io sono per un calcio meritocratico e Gallo merita di fare il salto di categoria più di tanti altri che hanno avuto chance senza dimostrare nulla sul campo. Preferisco tanti Gallo: allenatori che arrivano in Serie B con la meritocrazia, dopo aver vinto sul campo. Sono contento di come hanno gestito la situazione".

Passando ai playoff, da qualche anno sono molto larghi: si arriva fino al decimo posto, con 28 squadre coinvolte. Questa formula le piace? Molti apprezzano la lotta fino alla fine, altri dicono che sono troppe squadre.

"La finalità era probabilmente quella di tenere viva la classifica fino alla fine e dare motivazione a più squadre possibili. È normale però che in un torneo a parte, dopo 38 giornate, con squalifiche, infortuni e condizioni fisiche diverse, possano esserci problemi per chi arriva in calo. Questo va al di là del numero di squadre: si gioca e si deve dimostrare di essere più forti sul campo. Io ho le mie idee, ma preferisco aspettare come andrà a finire il girone B, perché lì è ancora tutto aperto".

Da allenatore: chi si classifica alto resta fermo ad aspettare le vincenti degli spareggi bassi. È meglio arrivare a riposo o con il ritmo delle partite?

"Dipende da come ci si arriva. Se bisogna recuperare infortunati di lungo corso, allora quei 15 giorni di sosta possono essere importanti. Però una squadra che arriva in crescendo, con entusiasmo e motivazioni alte, può essere pericolosissima perché non ha nulla da perdere. È un po’ il cane che si morde la coda: non sai mai quale sia davvero la cosa giusta. Sicuramente le squadre con organici completi, che si classificano seconde o terze, hanno più forza per gestire quelle quattro partite decisive".

Spostiamoci sul girone C. Il Benevento ha il primo match point. Come ci arriva secondo lei? Con tranquillità o con un po’ di pressione?

"Il Benevento si può permettere anche un passo falso senza problemi. È una squadra serena, con un vantaggio enorme sul Catania. Statisticamente il Catania non viaggia meglio. Certo, il Benevento ha una partita difficile e il Catania va a Latina, che non è un campo facile, ma per me non ci sono problemi: se non sarà nel prossimo turno, sarà in quello successivo. Il Benevento vincerà il campionato".

Ultima riflessione sulla zona bassa. È arrivata un’altra penalizzazione per il Siracusa, che ora è ultimo, mentre il procedimento riguardante il Trapani è stato rinviato. Il Foggia, dopo 10 sconfitte consecutive, ha pareggiato l’ultima e ora si ritrova a 23 punti contro i 22 del Siracusa. Può essere questa la scintilla che riaccende le speranze del Foggia per evitare i playout?

"Io vedo il Siracusa molto più favorito e motivato. Il fattore psicologico è fondamentale. È vero che tra loro due si gioca la penultima posizione, ma c’è da considerare anche la reazione del Trapani. Domenica c’è Foggia-Trapani e per il Foggia è praticamente l’ultimo risultato utile. Il Siracusa invece ha un trend positivo, sta facendo benissimo sul campo e risponde colpo su colpo nonostante le penalizzazioni. È una squadra brillante, con giocatori veloci in ripartenza. Ha qualcosa in più rispetto alle altre lì sotto. Con 11 punti di penalizzazione una neopromossa starebbe quasi fuori dalla zona playout: questo la dice lunga su quanto sia competitiva. Per me il Siracusa ha tutte le carte in regola per salvarsi senza problemi".

Si nota che, nonostante le mazzate delle penalizzazioni, il Siracusa ha sempre reagito vincendo. Segno che lo spogliatoio è unito.

"Sì, da fuori si ha questa sensazione. È un gruppo che vuole raggiungere l’obiettivo della salvezza nonostante tutte le difficoltà extracampo. Ultimamente li ho visti brillanti: quando devono fare la partita la fanno, rispondono colpo su colpo. Hanno qualcosa in più. Domenica devono approfittare di Foggia-Trapani: se il Trapani perde, è un colpo psicologico pesante. Il Foggia per me è all’ultima spiaggia".