Pro Vc, Bonera: "Nessuna fuga. Sono sempre pronto a metterci la faccia"

Pro Vc, Bonera: "Nessuna fuga. Sono sempre pronto a metterci la faccia"TMW/TuttoC.com
Daniele Bonera
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
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di Valeria Debbia
Alla vigilia del match contro la Giana Erminio, l'allenatore piemontese si assume la responsabilità del KO con il Trento e chiarisce il silenzio societario: «Le batoste aiutano a crescere, ho grande fiducia nei ragazzi»

Il tour de force dell'ultima settimana ha portato solo un punto in casa Pro Vercelli (due ko, in casa di Treviso e Trento - quest'ultimo con poker annesso - e un pari, al 'Piola' contro l'Alcione Milano). Le Bianche Casacche cercheranno di riprendersi domani a Gorgonzola, sul campo di una Giana Erminio che ha appena esonerato il tecnico Alessio Gambirasio, promuovendo ad interim il suo vice Matteo Parma. Alla vigilia è quindi intervenuto in sala stampa mister Daniele Bonera.

Che indicazioni lascia la pesante sconfitta contro il Trento?

"È stato un risultato pesante e penalizzante, del quale ci assumiamo la completa responsabilità. Io per primo. Non è stata una prestazione all'altezza di quelle offerte fino alla gara con l'Alcione, sia a livello individuale sia collettivo. Il risultato è la logica conseguenza di ciò che abbiamo fatto male. Io per primo ho perso il confronto con l'allenatore del Trento e quindi il primo responsabile sono io. Allo stesso tempo abbiamo perso praticamente tutti i duelli individuali e, sotto questo aspetto, le responsabilità spettano a chi va in campo. Il Trento è una squadra forte, ben allenata e con giocatori di qualità. Ci ha surclassato sotto ogni aspetto. È una partita da archiviare, così come dobbiamo essere lucidi nel ricordare che dopo l'Alcione non eravamo diventati il Barcellona. Fino a quel momento avevamo disputato buone gare, pur con qualcosa che ci era sempre mancato per chiuderle o vincerle. Quella di lunedì non ha una sola spiegazione, ma tante concause".

Dopo il ko con il Trento ha sorpreso il silenzio stampa. Da fuori è sembrato quasi un modo per evitare il confronto. Come risponde?

"È stata una concomitanza di situazioni. Ho parlato con la nostra responsabile stampa e ho chiesto espressamente se fossero presenti giornalisti di Vercelli. Se ci fossero stati, sarei venuto regolarmente in sala stampa, mettendoci la faccia come sto facendo oggi. Non c'era nessuna volontà di scappare. Dopo la conferenza di Treviso si era creato un polverone sulla rosa e sul mercato. Dopo una partita come quella di Trento, sinceramente, mi sembrava ci fosse poco da aggiungere. Venire in sala stampa per dire semplicemente che ci vergognavamo e chiedevamo scusa ai tifosi mi sembrava riduttivo. Se è passato un messaggio diverso, mi scuso. Però tengo a precisare che la mia prima domanda è stata proprio se fossero presenti giornalisti di Vercelli. Le banalità non mi piacciono, ma sono qui a metterci la faccia".

Al di là del risultato, cosa non ha funzionato contro il Trento e cosa la preoccupa in vista della Giana Erminio?

"La preoccupazione per il risultato è evidente, anche perché il passivo avrebbe potuto essere più ampio. Non mi piace nascondere i problemi. Ne abbiamo parlato anche con i ragazzi. La fragilità mostrata nei duelli individuali era qualcosa che fino a lunedì non si era verificato. Si può giocare bene o male, ma bisogna sempre restare squadra. Siamo mancati sotto tutti gli aspetti: energia, dinamismo, percezione del pericolo. Siamo stati completamente assenti. Detto questo, la cosa positiva è che si torna subito in campo. Ci aspetta una partita che, se qualcuno pensa sia facile, allora siamo dei pazzi. Avrà tutte le insidie tipiche della Serie C. Non credo che giovedì fossimo una squadra fortissima e che oggi siamo diventati improvvisamente una squadra debolissima. Ho grande fiducia nei ragazzi. È stata una settimana difficile, ma oggi li ho ritrovati con il giusto atteggiamento e la giusta energia. A volte anche le batoste possono essere utili nel percorso di crescita".

Che tipo di confronto c'è stato con il presidente e la società dopo le ultime partite?

"Abbiamo analizzato le partite e il percorso che ci aveva portato a disputare una prestazione come quella contro l'Alcione. Si fa il punto della situazione, si ragiona sugli aspetti in cui stiamo crescendo e su quelli in cui possiamo migliorare. Il presidente è sempre presente, mi chiama, si informa e cerca di capire se ci sono problematiche particolari. Da questo punto di vista mi sta dando un supporto che penso di meritare. Sono contento del rapporto che abbiamo. Un risultato negativo non cancella tutto ciò che ci siamo detti e costruito in precedenza. Quella di Trento, per me, è un incidente di percorso. La prestazione ci ha fatto male più del risultato, ma oggi siamo qui con lo stesso entusiasmo, la stessa determinazione e lo stesso orgoglio".

C'è chi sostiene che la squadra sia stata lasciata un po' sola. È una sensazione che condivide?

"Assolutamente no. Io sono presente e la società, ogni volta che ne ho bisogno, è disponibile ventiquattr'ore su ventiquattro. Da questo punto di vista abbiamo tutto ciò che serve per fare il campionato che vogliamo. È vero che abbiamo avuto problemi importanti. Ci mancano due giocatori che considero acquisti di valore come Yori e Aaron, oltre ad altre difficoltà numeriche a centrocampo. Però tutte le squadre convivono con situazioni simili. Sono convinto che attraverso il lavoro potremo toglierci soddisfazioni. L'unica cosa che ho chiesto ai ragazzi è di non vedere più prestazioni come quella di Trento".

Che avversario si aspetta dalla Giana Erminio?

"Mi aspetto una squadra difficile da affrontare. Abbiamo visto diverse loro partite e hanno grande energia. I risultati non li stanno premiando, ma restano una squadra intensa e atleticamente molto valida. Se ci dovesse essere un cambio di allenatore mi dispiacerebbe, perché si parla sempre di un collega. Tuttavia non credo che un eventuale nuovo tecnico possa cambiare nel giro di un giorno l'identità e le caratteristiche della squadra. Sarà una partita complicata e dovremo farci trovare pronti".

Come ha gestito il gruppo dopo una sconfitta così pesante?

"Lunedì sera non ho parlato. Martedì non ho parlato. Mercoledì abbiamo cercato di recuperare energie. Poi ho inviato un messaggio al gruppo, che resta privato. A volte il silenzio è importante perché ognuno deve fare un esame di coscienza. Oggi ho ritrovato la squadra con l'energia necessaria per allenarsi bene. Continuare a parlare, in certe situazioni, rischia di avere poco effetto. Bisogna analizzare la partita nella sua totalità. È vero che abbiamo preso gol subito, ma la realtà è che siamo stati inferiori al Trento e non ho alcun problema ad ammetterlo".

Rivedremo una Pro Vercelli simile a quella vista contro l'Alcione?

"Se fosse simile anche nella prestazione sarei molto contento. Al di là delle scelte di formazione, il punto fondamentale è un altro: dobbiamo alzare il livello delle prestazioni individuali. L'ho detto chiaramente ai ragazzi e vale anche per me: devo fare di più anch'io. La squadra cresce attraverso le prestazioni dei singoli".

Che aria si respira nello spogliatoio?

"Lunedì è stata una serata difficile, anche per il viaggio di ritorno. Martedì mattina non c'era nemmeno voglia di parlare. Credo però che a volte il silenzio sia utile, perché consente a tutti di riflettere. Oggi (giovedì, ndr) ho ritrovato una squadra con buona energia e abbiamo svolto un ottimo allenamento".

Le scorie della partita di Trento possono pesare contro la Giana?

"È un rischio che esiste. La Giana è ultima in classifica, ma chi pensa che sarà una passeggiata commetterebbe un errore enorme. Le insidie sono tante. Arriviamo da tre partite in otto giorni e da una sconfitta che è stata più pesante dal punto di vista morale che fisico. Avevamo costruito un percorso positivo sul piano delle prestazioni e questa battuta d'arresto ha colpito tutti. Ho cercato di lavorare sull'orgoglio dei giocatori e sull'aspetto emotivo, che in questi momenti è fondamentale. Sono convinto che avremo un approccio positivo e propositivo. Dobbiamo ricordarci come abbiamo lavorato nelle settimane migliori e riproporre quel tipo di atteggiamento per evitare di rivivere una serata come quella di Trento".