Trento, Tabbiani: "Orgoglioso dei miei. Il Briamasco è stato spettacolare"

Trento, Tabbiani: "Orgoglioso dei miei. Il Briamasco è stato spettacolare"TMW/TuttoC.com
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di Matteo Ferri

Luca Tabbiani, allenatore del Trento, ha commentato lo 0-0 casalingo contro l'Union Brescia partendo dalla cornice di pubblico che ha accompagnato la gara: "È da rimarcare lo spettacolo che c'è stato sugli spalti: la nostra curva piena, quella del Brescia piena, la tribuna piena. È stato un bello spettacolo, di quelli che servono a questo sport - dovremmo sempre cercare di riempire gli stadi, di avere sempre più gente. Siamo contenti di aver vissuto questa bella serata, e sono davvero orgoglioso di come i ragazzi hanno giocato: hanno lavorato bene tutta la settimana, cercando di migliorare alcune cose che ancora non ci riuscivano. L'ho detto anche a loro a fine gara, facendo i complimenti: per noi giovedì sarà il momento più importante per capire se siamo maturi per dare continuità a questa prestazione. Il Trento è stato molto meglio nel secondo tempo, anche se nella parte finale è venuto fuori il Brescia - una grande squadra, senza nulla togliere, ma se togliamo gli ultimi venti minuti il dato di fatto dice che vado a casa con un grande orgoglio per la prestazione dei miei ragazzi, e con un grande rammarico per non aver messo la ciliegina sulla torta: non aver vinto una partita che avremmo meritato di vincere, se guardiamo tutto tranne gli ultimi due minuti. È riduttivo giudicarla solo da quello, ma parlo per quello che ho visto nei miei ragazzi".

Molina ha impressionato nel primo tempo salvo calare leggermente nella ripresa, quando dalla panchina del Brescia è arrivato Sorensen: "Penso che lui sia esattamente il giocatore che abbiamo visto oggi: sta spingendo tanto, perché ha giocato sia in Coppa che in campionato, praticamente senza fermarsi mai, come Maffei - sui terzini siamo un po' in difficoltà, ma sono davvero contento di come sia migliorata la sua prestazione, anche grazie al lavoro fatto insieme. È quello che dicevo ai ragazzi prima della partita: il nostro obiettivo oggi era crescere e migliorare, vincere, pareggiare o perdere è relativo rispetto alla classifica in questo momento. Dobbiamo crescere per arrivare a vedere dove possiamo spingerci, e oggi abbiamo fatto un grande passo avanti, anche se negli ultimi venti minuti non riuscivamo più a spingere e a uscire palla al piede. Era una partita fisica, con duelli importanti, e in quella fase avevamo bisogno di un punto di riferimento che non riuscivamo più a trovare. Hanno fatto bene tutti, oggi non trovo davvero nulla di negativo: il destino ci ha messo di mezzo una parata monumentale di Barlocco nel finale, per fortuna con la palla poi finita fuori, altrimenti sarebbe stata una beffa atroce. È chiaro il rammarico di chiudere il primo tempo sullo 0-0, perché ci sono state diverse situazioni in cui sembrava potessimo segnare da un momento all'altro, ma in questa fase del campionato per noi conta vedere la crescita, il miglioramento: questi ragazzi hanno un grande cuore, l'hanno già dimostrato nelle partite precedenti, e dobbiamo continuare a lavorare sulla qualità, sullo scaglionamento e su tante altre cose. Stiamo lavorando bene, è un gruppo che lavora bene, e sicuramente continueremo a crescere".

Il paragone con Cittadella e Union Brescia, entrate in campionato con un passo già leggermente più avanti, ha portato Tabbiani a un ragionamento più ampio sulla propria squadra: "Siamo molto giovani. Cittadella e Brescia seguono un'altra strategia di mercato, hanno rose molto ampie, mentre noi dobbiamo far crescere i giocatori partita dopo partita: D'Intino è al primo anno con i grandi, ed è già difficile essere così performante dopo tre partite - ha grandissime qualità. Abbiamo anche Grossi, un altro giocatore sul quale contiamo molto, che arriva anche dalla Primavera: dobbiamo crescere e seguire un percorso diverso. Penso che Brescia e Cittadella abbiano qualcosa in più, ma nella vita non si sa mai: noi dobbiamo fare bene, arrivare il più in alto possibile, magari cercare di far meglio nei playoff rispetto al passato, perché quell'aspetto va sicuramente migliorato. Ma non guardiamo la classifica in questo momento, non ci riguarda: dobbiamo crescere, migliorare, andare avanti e continuare a correre così forte per più tempo possibile".

Nel finale della conferenza si è aperto un confronto piuttosto acceso con alcuni cronisti, che chiedevano un giudizio sulla scarsa concretezza sotto porta nonostante la buona prestazione. Tabbiani ha risposto sorridendo ma con fermezza, difendendo la lettura della propria squadra: rivendicando che le occasioni create - un palo, conclusioni di un soffio a lato - vadano lette come segnali positivi e non come un problema di sterilità offensiva, il tecnico ha sottolineato come, a suo giudizio, ci sia sempre la tendenza a cercare l'aspetto negativo anche dopo prestazioni ampiamente convincenti, citando come esempio anche una domanda ricevuta la settimana precedente da un allenatore avversario sulla presunta maggiore voglia di vincere del Lecco nel secondo tempo. Ha comunque ribadito di non voler fare polemica, accettando il confronto con la sala stampa ma chiedendo di poter esprimere un punto di vista diverso: "Mi piacerebbe che oggi si guardasse tutto con più positività: i ragazzi hanno fatto una partita mondiale, peccato non sia arrivato il gol, ma io non riesco a trovare nulla di negativo nella giornata di oggi. Vorrei essere orgoglioso dei ragazzi, dare valore al pubblico che è stato bellissimo, e mi piacerebbe che si accettasse anche il fatto che io possa non pensarla come voi: accolgo sempre le domande e rispondo sempre, ma chiedo lo stesso in cambio, in maniera pura e tranquilla".