Ursino: "Serie C, non si può continuare così, troppe squadre in difficoltà"
Beppe Ursino, storico direttore del Crotone con una trentennale esperienza nel calcio professionistico, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com per commentare gli ultimi eventi di attualità del raggruppamento C.
Direttore, che partita è stata Cosenza-Crotone?
"Ho visto la partita e la vittoria del Crotone è stata assolutamente meritata. Il Cosenza, secondo me, non ha interpretato bene la gara fin dall’inizio, mentre il Crotone ha giocato meglio ed è giusto che abbia vinto."
Questo Crotone sembrava avviato a un ridimensionamento, invece è stabilmente in zona playoff. Dove può arrivare?
"I playoff li farà sicuramente. Ci sono squadre più forti, questo è chiaro, ma il Crotone è una squadra che tiene bene il campo ed è sbarazzina. L’unica vera incognita è la continuità, perché non è sempre costante nei risultati. Ha fatto una grande partita a Cosenza e speriamo possa farne un’altra importante anche in casa. La discontinuità resta il limite principale."
In un girone difficile come quello meridionale, cosa manca a questo Crotone per essere davvero continuo?
"Questo non lo so e non voglio esprimermi, anche perché lì ci sono dirigenti molto bravi. È una squadra che può ottenere risultati importanti. Poi è vero che ci sono società che hanno speso molto di più. Non so cosa faranno nel mercato di gennaio. Come ha detto il Presidente, bisogna dimensionare, ma conoscendo Gianni Vrenna a lui non piace questo concetto: a lui piace vincere, come abbiamo sempre fatto negli anni. Per questo non credo che smantelleranno."
Restando al Sud, in Sicilia la situazione è diversa: a Trapani si va verso un epilogo poco felice?
"Troppo brutto, davvero troppo brutto. Se non si fanno riforme importanti non si può continuare così, soprattutto in Serie C. Ci sono troppe squadre in difficoltà. Le iscrizioni vengono accettate e poi succede di tutto, ed è una cosa sbagliatissima anche a livello di immagine del calcio italiano. Bisogna fare subito una riforma e far iscrivere ai campionati solo chi ha davvero la possibilità di sostenerli."
Che effetti avrebbe l’eventuale esclusione del Trapani sul campionato?
"Sarebbe una cosa gravissima. A quel punto il campionato sarebbe falsato. Tu dimmi cosa succede se il Trapani non gioca più: chi ne beneficia? Latina, Picerno. Ma a stagione ormai inoltrata. È una situazione molto grave."
In passato Siracusa e Trapani hanno speso tantissimo anche in Serie D e poi tutto è stato smantellato. Come è possibile?
"Non è possibile, infatti. Vuol dire che la proprietà non era seria. Non so cosa sia successo a Trapani, perché sembrava una proprietà destinata ad arrivare addirittura in Serie B. Lo stesso discorso vale per Taranto l’anno scorso. Non è giusto nei confronti delle altre squadre che pagano tutto e fanno l’iscrizione in modo corretto. Per questo servono riforme, e servono subito."
Parlando di calcio giocato, il Cosenza sta ritrovando un minimo di entusiasmo. Come si riattiva la passione in una piazza così importante?
"È una domanda molto difficile. Però io ho una mia idea: i tifosi devono fare i tifosi e aiutare la squadra, non guardare solo la proprietà. Secondo me stanno sbagliando perché si concentrano esclusi vamente su quello. Tu non sai chi arriva o se cambia la proprietà, ma devi pensare alla squadra. Il Cosenza sta facendo un campionato ottimo, tolta l’ultima partita. Poteva avere molti più punti, ho visto le partite. Quella di Foggia non si può perdere in quella maniera. Bastavano tre o quattro punti in più per essere al ridosso delle prime. Ora è più difficile e molte squadre dovranno pensare soprattutto ai playoff e a piazzarsi bene, che è fondamentale."
Che idea si è fatto del girone, con Benevento e Catania davanti e sei punti di distanza?
"Il girone è sempre difficilissimo. La Serie C l’ho fatta tre o quattro volte e sono stato fortunato a vincerla. È un girone molto bello ed equilibrato. Quest’anno però ci sono tre o quattro squadre veramente forti. In questo momento sia Benevento sia Catania sono davanti. Io ho visto molte partite del Benevento: ha sempre giocato bene, anche quando ha perso, ed è una squadra forte. Il Catania invece è la più equilibrata. La Salernitana, secondo me, non riuscirà a vincere direttamente il campionato."
Il modello Benevento è replicabile?
"Sì, è replicabile. Conosco molto bene il presidente e quando dice che vuole arrivare in Serie B e poi in Serie A, ci arriva. Non è la piazza più calda, ma fanno calcio: hanno monetizzato, hanno lanciato tanti giovani e ottenuto risultati. Questa è la loro politica. Quando hanno visto che c’erano difficoltà, hanno puntato sui giovani e oggi si ritrovano a lottare per la Serie B, con giovani importanti ma anche giocatori esperti e forti."
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