2^ Divisione, il Renate si dichiara eleggibile: capolista matata
L'Italia al voto, giorno quarantotto: la Repubblica non ha ancora un governo e nessuno sa davvero quando e come si possa materializzare una guida. Ora, per fortuna in questo ambito meno drammaticamente, anche la Seconda Divisione non sa quale colore scegliere per indicare la propria regina. Si dava per certo che l'abbinamento giusto fosse ad ogni modo l'abbraccio tra il bianco e il blu - così si da' sfoggio tra le strade di Busto Arsizio e Savona da oltre un secolo- e invece...Se fosse il nerazzurro? Mai come in questa occasione, nei tre anni di presenza del Renate tra i professionisti, le pantere brianzole si sono esposte così apertamente nella lotta per salire di categoria, nemmeno dopo la cavalcata di boldriniana memoria che sembrava troppo bella per essere coronata da un risultato davvero clamoroso. All'interno di questo torneo tutto è più "costruito" in questa terra che sta diventando finalmente verde dopo una litanìa di perturbazioni atmosferiche, e il terzo posto ad un passo dall'apice si edifica anche con questa vittoria netta ai danni di una Pro Patria seriamente confusa dopo il rovescio interno contro il Santarcangelo.
Canonico 4-3-3 per Sala che risolve così i seguenti ballottaggi: Riccardo Galli su Santurro in porta, Ferrari sull'infortunato Adorni a far coppia con il sempre solido Gavazzi e Gaeta sul serbo-emiliano Malivojevic nel trio d'attacco. Schema classico anche tra gli ospiti che salutano il ritorno di Nossa in difesa e Calzi a centrocampo, mentre non cambia l'aspetto del reparto avanzato con Giannone a supporto di Serafini e l'ex comasco (che tempi, quei tempi...) Cozzolino.
Vittoria netta ma non facile. Anzi, a dirla tutta la prima frazione è di marca bustocca, con il Renate che deve arginare le folate arancioni (così si sono presentati i ragazzi di Firicano: mah...) servendosi di interventi non sempre puliti dalle parti di Galli: pericolosi sono soprattutto i colpi di testa al 20' di Nossa e soprattutto del compagno di reparto Polverini che, qualche minuto più tardi, trova solo l'esterno della rete dopo un periodo di pressione quasi tambureggiante da parte dei tigrotti. L'azione più significativa giunge al 39' con un bel tiro di Viviani che si accomoda la palla e scocca un tiro che muore poco oltre il secondo palo della pantera rosa (ormai titolare) Galli. Un po' come quanto avvenuto contro l'Alma Juventus Fano giunge inaspettato il vantaggio locale. Non serve sempre giocare bene, a volte basta un giocatore che non aspetta altro che mettere il suo diciassettesimo sigillo su questo campionato formato-monstre. Fortunato o opportunista questo bomber che si chiama Andrea Brighenti? Questo l'eterno dilemma: in attesa che qualcuno sappia rispondere, il numero nove veronese al 41' raccoglie il suggerimento del gemello Zanetti dalla destra e infila a tu per tu Sala a due passi dalla linea di porta.
Pochi gli spettatori che hanno potuto ammirare il bolide da fuori area di Bruccini quando ancora il pubblico non ha ripreso posto nell'impianto medese. Venti secondi dopo l'intervallo il centrocampista con un lampo dice che è tutto da rifare tra nerazzurri e biancoblu. Un colpo che taglierebbe le gambe alla maggior parte delle squadre al cospetto della capolista, non al Renate di Sala che ultimamente sta dando prova -a parte qualche black out dai quali nessuno in questo torneo sembra però essere immune- di grande maturità caratteriale ancor prima che tecnica. Così Cavalli e sodali non si scompongono e trovano prima il secondo gol al 53' con Gaeta (bella la triangolazione ad ampio spettro con un brillante Zanetti: tagliati in un solo colpo difesa e centrocampo bustocco), poi, dieci minuti più tardi, la terza realizzazione con Malivojevic al suo quarto centro, sempre a seguito di un traversone dell'ex Sambonifacese e Mezzocorona.
Troppo per una Pro Patria che comincia a vedere qualche fantasma a quattro giornate dal termine. La prima posizione è sempre sua, ma quella vista oggi è più che altro un gruppo di ragazzi nel quale, ogni tanto, sembra possano emergere delle buone individualità. La piazza è storicamente esigente, il rischio è che può cominciare a pesare la famigerata -ma maledettamente vera- paura di vincere. Sbagliato però concentrarsi sui demeriti della capolista, che pure ci sono, il Renate si candida alla promozione diretta, altro che play-off.
La condizione atletica c'è, il bomber c'è, la squadra pure (e le riserve, quando sono chiamate in causa, rispondono bene: oggi ottimo Ferrari), il pubblico -una volta tanto- numeroso e, per le latitudini, caloroso: perchè non pensare ad organizzare una festa?
RENATE - PRO PATRIA 3-1
Renate (4-3-3): Galli; Adobati, Gavazzi, Ferrari, Morotti; Gualdi, Cavalli, Mantovani; Gaeta (dal 60' Malivojevic), Brighenti, Zanetti (dal 81' Zita). A disp.: Santurro, Bergamini, Galli N., Santonocito, Mattaboni. All.: Sala
Pro Patria (4-3-1-2): Sala; Andreoni (dal 83' Giorno), Nossa, Polverini, Bonfanti; Bruccini, Viviani (dal 72' Vignali), Calzi (dal 63' Falomi); Giannone; Serafini, Cozzolino. A disp.: Vavassori, Botturi, Scarabelli, Artaria. All.: Firicano
ARBITRO: Sig. Martinelli di Roma 2 coadiuvato dai Sigg. Di Federico e Loni.
MARCATORI: 41' Brighenti (R), 46' Bruccini (P), 53' Gaeta (R), 64' Malivojevic (R).
NOTE: pomeriggio soleggiato temperatura gradevole, terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Calzi (P), Adobati (R), Zanetti (R), Serafini (P), Cozzolino (P), Gaeta (R), Malivojevic (R), Bruccini (P). Angoli: 3-9. Recupero: 0'pt.+3'st. Spettatori: 500 circa con un centinaio di sostenitori ospiti
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