Il dg Ghirelli: "In Lega Pro sempre più rigore grazie a controlli ogni due mesi, budget, bilancio sociale e codice etico"

Il dg Ghirelli: "In Lega Pro sempre più rigore grazie a controlli ogni due mesi, budget, bilancio sociale e codice etico"TMW/TuttoC.com
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mercoledì 30 maggio 2012, 22:30Altre news
di Valeria Debbia

A margine della conferenza stampa pomeridiana dedicata alla Final Four Campionato Nazionale "D. Berretti", il direttore generale della Lega Pro Francesco Ghirelli si è soffermato ad analizzare alcuni degli argomenti più caldi del momento, commentando in apertura il convegno - previsto per venerdì ed organizzato dalla Lega Pro insieme all'AC Monza Brianza 1912 - sulla sostenibilità economica e finanziaria dei Club di Lega Pro attraverso gli impianti sportivi. Il tema del convegno tratterà nello specifico “Il caso del Centro Sportivo Monzello” e Ghirelli ne è particolarmente orgoglioso: "Lo presenteremo già domani all'EPFL insieme ad altri progetti. Credo sia molto importante perché dimostra come deve ragionare all'interno del mondo del calcio una società in tempi di crisi. Non deve essere un progetto solo per Monza, ma deve essere visto come un progetto di spinta per tutte le società. Questo deve essere il nostro lavoro e dobbiamo saperlo valorizzare".

Quest'osservazione si è inserita poi all'interno del più ampio contesto delle difficoltà economiche che le società di Lega Pro devono affrontare in questo periodo difficile: "Questo tipo di progetto non è assolutamente un'utopia. Uno dei motivi che ci ha spinto in questa direzione è proprio l'estrema concretezza con cui il Monza ha operato. Se vogliamo salvare il calcio dobbiamo lottare contro la contraffazione delle scommesse sportive da una parte e sugli aspetti economico-finanziari dall'altra". La ricetta proposta dal dg Ghirelli è nota: "Dobbiamo ridurre il numero delle squadre: nonostante infatti un numero superiore potrebbe permetterci di pesare di più, dobbiamo capire che non ci sono più soldi. Gli imprenditori prima investivano perché - avendo dei profitti - sentivano il bisogno di ridare qualcosa al proprio territorio; ora invece bisogna mettere a rigore i bilanci: da qui la nostra scelta di giocare con i giovani. Detto brutalmente: a 23 anni si è giovani anagraficamente, ma se si gioca ancora nel nostro campionato, bisogna anche guardare in faccia alla realtà e dire che forse è meglio andare a divertirsi nei dilettanti, studiando e cercando un lavoro. Salire di categoria dopo i 23 anni è infatti statisticamente improbabile".



Sul discorso del numero di squadre che saranno presenti nel prossimo campionato e quindi sull'attuabilità della tanto decantata riforma, Ghirelli continua ad andare cauto: "Il 27 aprile il Consiglio Federale ha deciso che per la Lega Pro, arrivati a quota 60 squadre, non ci saranno ripescaggi. Poi si è riservato di vedere se sarà un anno di transizione (con due gironi di 1^ e due di 2^) o se sarà già fattibile avere una Lega Pro a tre gironi. Ma tutto questo al termine dell'iter delle iscrizioni. Vi è la possibilità, ma per ora sarebbe solo come dare i numeri del Lotto. Ponendo però che si arrivi a 66 squadre andrebbe in porto l'idea di avere tre gironi. Certo bisogna anche vedere tutto ciò che comporteranno i deferimenti del procuratore Palazzi: se reggerà il suo impianto accusatorio ne scenderanno dalle serie superiori un numero consistente. E poi bisognerà vedere se si iscriveranno e in che condizioni si iscriveranno. Sono tanti i dubbi". Sulla vicenda del calcioscommesse, il dg è perentorio: "Bisogna fare piazza pulita. E se non ci saranno intoppi alla fine di giugno conosceremo le sentenze riguardanti il primo filone. Sul secondo filone si parla di luglio, ma è tutto molto teorico".

Le difficoltà cui la Lega Pro andrà incontro sono comunque molte: "Bisognerà trovare un sistema finanziario che da un lato ci permetta di riconoscere quelle società che già erano in 1^ e dall'altro quelle che provengono dalla 2^ o addirittura dalla Serie D e che farebbero un doppio salto - spiega il dg. - Ad esempio quelle società che si sono iscritte al campionato di 2^ e non avranno uno stadio adatto alla 1^ dovranno avere un anno di protezione attraverso le deroghe".

A chi gli chiede se è possibile trovare un metodo per scongiurare casi di società che si iscrivono, spendono oltre ogni limite e poi a metà stagione si scoprono già condannate al fallimento, sottraendo giocatori - e speranze - a quelle società che stanno all'interno dei regolamenti, Ghirelli risponde cosciente che si tratta di uno dei problemi più gravi della Lega Pro: "E' ciò che determina tutto il meccanismo delle penalizzazioni. Noi con la riforma tendiamo esattamente verso questa direzione: vogliamo andare verso un equilibrio economico-finanziario delle società, un'organizzazione societaria adeguata e un'impiantistica di livello. Nel Consiglio Federale del 27 aprile non sono state accettate delle proposte scritte che avevamo fatto, come ad esempio la possibilità di avere da 1 a 10 punti di penalizzazione per chi non paga gli stipendi e 15 punti di penalizzazione per le società che nel corso del campionato falliscono. Non sono passate, ma il mio giudizio resta positivo perché comunque i controlli saranno ogni due mesi e non più ogni tre mesi. Le indicazioni attuali vanno verso il rigore: nel nostro regolamento verrà introdotto per la prima volta - seppur in forma sperimentale - la voce del budget. Il nostro scopo è quello che se si vuole un budget di 1,5 milioni per comprare più giocatori, ci deve essere una fidejussione che garantisca su quella cifra. Introdurremo anche la voce del bilancio sociale, perché vogliamo vedere quanto ogni società ridà al proprio territorio e quindi capire quale è la funzione sociale del calcio. Il terzo ed ultimo punto introdotto è quello del codice etico che non è più solo una norma, ma qualcosa di stringente che porterà conseguenze a chi non lo rispetta".