Pescara, Buscè vince e si sfoga: "Subite ingiustizie. Qualcuno ci ha definiti 'scappati di casa'"

Pescara, Buscè vince e si sfoga: "Subite ingiustizie. Qualcuno ci ha definiti 'scappati di casa'"TMW/TuttoC.com
Antonio Buscè
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 22:00Primo piano
di Valeria Debbia
Il tecnico del Delfino rompe il silenzio dopo il 2-0 all'Ostiamare che gli salva la panchina: "Attacchi continui oltre la critica tecnica. Addirittura si chiede ad altri allenatori cosa dobbiamo fare...".

Duro sfogo ai microfoni di Rete 8 da parte di mister Antonio Buscè dopo il successo per 2-0 del suo Pescara sull'Ostiamare.

Mister, era importante tornare alla vittoria e oggi è arrivata. Quanto è soddisfatto della prestazione?

"Sono contento, soprattutto per i ragazzi, perché se lo meritavano per tutto quello che stanno facendo e, per certi versi, per quello che stanno subendo in questo periodo anche in maniera ingiusta. La vittoria, secondo me, è arrivata nel modo giusto ed è assolutamente meritata. Al di là del fatto che abbiamo giocato in superiorità numerica, non è mai scontato vincere. Spesso le squadre fanno fatica anche con un uomo in più. Invece oggi ho visto i ragazzi concentrati, determinati e desiderosi di conquistare questo successo. Lo volevamo da tempo e finalmente è arrivato".

Quando parla di cose che state subendo, si riferisce alle critiche ricevute nell'ultimo periodo?

"Mi riferisco un po' a tutto. Anzi, voglio dirlo apertamente. Se avete qualche minuto di tempo, guardate i dati della squadra e confrontateli con quelli delle sessanta squadre dei tre gironi. Ci sono numeri importanti. Per questo, quando sento parlare continuamente di mancanza di identità o di mancanza di gioco, sinceramente faccio fatica a capire a cosa ci si riferisca. Io vedo una squadra che lavora ogni giorno con grande impegno. Purtroppo, però, nel calcio si viene giudicati soprattutto dai risultati e questo incide inevitabilmente sui giudizi. Guardando i numeri, però, bisogna riconoscere che questa squadra produce gioco. Se una squadra non avesse identità e non avesse una proposta calcistica precisa, certi dati non potrebbe averli".

Le hanno dato fastidio alcune valutazioni espresse sul Pescara?

"Più che altro mi dispiace che, in certi casi, si sia andati oltre la critica tecnica. Le critiche fanno parte del nostro lavoro e quando sbagliamo dobbiamo accettarle. Non c'è alcun problema. Il punto è che spesso non si parla solo della prestazione o degli aspetti tattici, ma si finisce per attaccare anche le persone. Questo non lo condivido. Qui ci sono uomini, padri di famiglia, professionisti che lavorano con serietà e umiltà. Non siamo certo gli 'scappati di casa' come qualcuno ci ha definito. Quello che mi colpisce maggiormente non è nemmeno l'offesa in sé, ma il fatto che si arrivi perfino a chiedere ad altri allenatori che cosa dovrebbe fare il Pescara. Secondo me questo dice molto. A volte ci si dimentica che prima del ruolo ci sono le persone".

Quindi ritiene che il lavoro svolto finora non sia stato valutato correttamente?

"Io credo che spesso si guardi soltanto il risultato finale. Quando porto dei dati oggettivi, che sono importanti non solo nel nostro girone ma nell'intera Serie C, allora bisogna tenerne conto. Il vero problema, semmai, è che facciamo fatica a concretizzare. Anche oggi la partita avrebbe potuto chiudersi già nel primo tempo. Questa è una difficoltà che ci portiamo dietro da tempo. A volte tiriamo una volta in porta e facciamo due gol, altre volte creiamo tanto e raccogliamo poco. Però, da quando abbiamo iniziato la stagione, considerando tutti i problemi che abbiamo affrontato fin dal ritiro, non ho mai visto il giusto equilibrio nei giudizi. Mi sarebbe piaciuto sentire anche qualche valutazione diversa, del tipo: abbiamo fatto fatica in alcuni aspetti, ma in altri si sono viste cose positive. Invece ho percepito quasi sempre un attacco continuo. Per questo motivo, sinceramente, oggi non ho molto altro da aggiungere".