Campobasso travolto dal Perugia. Figliomeni: "Chi pensava al 4° posto non realista"
Secondo ko di fila per il Campobasso, che dopo le tre reti subite a Ravenna ne deve raccogliere altre cinque da in fondo al sacco in casa contro il Perugia. In sala stampa inevitabile la presenza del direttore sportivo Giuseppe Figliomeni.
Direttore, al di là dell'aspetto tattico, questa partita sembra essere stata condizionata anche da una serie di episodi sfavorevoli. Tuttavia si è visto un Campobasso apparso apatico e in difficoltà dal punto di vista emotivo. Come legge questo momento?
"Parto dall'inizio. Quando abbiamo cominciato la stagione c'era grande entusiasmo e si vedevano già cose positive. Non a caso abbiamo conquistato 12 punti e oggi siamo comunque a cinque punti dal quarto posto. Inoltre abbiamo lasciato per strada punti importanti contro Pineto e Torres, quindi non stiamo parlando di valutazioni campate in aria. Detto questo, condivido in parte la tua analisi. Già a Ravenna e oggi, soprattutto dopo il 2-1 e l'espulsione di Salines, sono emerse tutte le nostre fragilità. È proprio su questo che dobbiamo lavorare. In questo momento stiamo pagando un numero incredibile di infortuni. Ieri abbiamo perso Cristallo, stamattina Pierno era alle prese con la febbre, Papini si è fermato dopo dieci minuti e spero davvero di non perderlo per molto tempo. A questo si aggiungono l'espulsione di Salines e le assenze di Gargiulo e Fogliata. Parliamo di sette giocatori. Noi non siamo una corazzata come Spezia, Ravenna, Reggiana o Pescara, squadre che possono sostituire un titolare con un altro dello stesso livello. Siamo una buona squadra, composta anche da ragazzi interessanti che stanno ancora crescendo. Dobbiamo diventare più uniti, più gruppo e ritrovare maggiore empatia tra tutti. Oggi sono qui a metterci la faccia perché mi dispiace tantissimo per i tifosi, che ci sostengono sempre sia in casa sia in trasferta. Sono mortificato, ma il calcio è anche questo e bisogna ripartire già da domani".
Dall'esterno si percepisce una mancanza di equilibrio. È soltanto una sensazione?
"No, credo che un po' di equilibrio ci manchi e ne abbiamo parlato anche con lo staff. Quando Gargiulo è fermo per infortunio, quando Bifulco attraversa un momento difficile anche dal punto di vista mentale e Celesia commette qualche errore, inevitabilmente qualcosa cambia. Parliamo di giocatori che l'anno scorso hanno contribuito a raggiungere il quarto posto e che oggi, per vari motivi, non stanno riuscendo a dare lo stesso apporto. Sono calciatori importanti e leader per questa squadra. Credo che, quando li ritroveremo tutti nelle migliori condizioni e capiremo cosa non sta funzionando, saremo in grado di fare il nostro campionato. Se qualcuno pensava che dovessimo arrivare primi o ripetere il quarto posto della scorsa stagione, credo che non avesse una visione realistica della situazione. Noi dobbiamo lottare, tornare a essere il Campobasso e rispecchiare lo spirito della nostra gente. L'obiettivo è conquistare i playoff".
In un momento così difficile non sarebbe opportuno partire dalla solidità difensiva e dal non prendere gol per ritrovare fiducia?
"È un ragionamento corretto. In certe situazioni si può anche pensare prima a non subire reti e poi a costruire il resto. Però bisogna analizzare le partite. Oggi il Perugia passa in vantaggio con una punizione straordinaria di Canotto, un gol che raramente si vede sui campi di calcio. Nel primo tempo, a parte quell'episodio, non ricordo altre occasioni importanti concesse. Noi siamo riusciti a pareggiare e a rimettere la partita in equilibrio. Sul 2-1, invece, dobbiamo essere più cattivi e attenti nelle marcature. Fino a quel momento stavamo applicando proprio il concetto che hai descritto. Poi la squadra si è sciolta e la partita ha preso una piega che, sinceramente, non meritava. È giusto però che tutti ci assumiamo le nostre responsabilità, dai giocatori fino a me".
Le voci sul possibile disimpegno del presidente Rizzetta possono aver inciso sul morale della squadra?
"Sinceramente non credo. Il presidente non ci ha mai fatto mancare nulla. Ieri è arrivato anche il vicepresidente Cirrincione per stare vicino alla squadra. La proprietà è sempre stata presente e continua a esserlo. Eventuali scenari futuri fanno parte del calcio e del lavoro, ma oggi non rappresentano una preoccupazione per noi. Quello che mi preoccupa davvero sono gli infortuni. Potremmo aver perso giocatori importanti per molto tempo e, con liste da 23 elementi, certe assenze pesano. Se mancano per mesi giocatori come Capoferri o forse Papini, la società saprà intervenire. Il presidente Rizzetta mi ha già scritto manifestando la volontà di aiutare il gruppo a uscire da questo momento".
Quanto hanno inciso le assenze e la mancanza di mister Mangia in panchina?
"Credo che l'allenatore abbia un'importanza enorme durante la partita. Se esistono gli allenatori in panchina, evidentemente c'è un motivo. Mangia è uno che richiama continuamente l'attenzione, capisce i momenti della gara e tiene sempre alta la concentrazione del gruppo. La sua assenza per sei partite si è fatta sentire e sarebbe ipocrita negarlo. Detto questo, non vogliamo cercare alibi. È un dato di fatto che abbiamo avuto tanti infortuni e che il tecnico è mancato per diverse gare. Sono elementi che hanno complicato il nostro percorso, ma non possono essere una giustificazione. Sappiamo che dobbiamo migliorare e lavoreremo per farlo".
Sul piano individuale, come valuta il momento di Bifulco?
"Credo stia attraversando un periodo complicato soprattutto dal punto di vista mentale. Quando sbagli alcune occasioni, inevitabilmente perdi serenità e fiducia. È un giocatore importante e sono convinto che possa ritrovarsi. In questo momento ha bisogno dell'aiuto di tutti, come del resto l'intera squadra."
Qual è la priorità per ripartire?
"La squadra deve ritrovare sé stessa. Fino al palo colpito da Pierno eravamo pienamente dentro la partita e stavamo tenendo testa a una squadra forte come il Perugia. Se quel pallone fosse entrato, probabilmente staremmo commentando una gara diversa. Dobbiamo ripartire dalle cose buone che abbiamo fatto e correggere ciò che non sta funzionando. Serve maggiore attenzione, più equilibrio e più compattezza. Solo così potremo tornare a essere il Campobasso che conosciamo".
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