Monza, la dirigenza: "Delusi ed amareggiati ma andiamo avanti". E i tifosi contestano

Monza, la dirigenza: "Delusi ed amareggiati ma andiamo avanti". E i tifosi contestanoTMW/TuttoC.com
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giovedì 31 maggio 2012, 18:30Altre news
di Valeria Debbia

Si è tenuta nel pomeriggio presso la sala stampa dello Stadio Brianteo, una conferenza della dirigenza del Monza - presenti il presidente Luca Magnoni e l'amministratore delegato Nicola Rigamonti - all'interno della quale è stato proposto un consuntivo della stagione appena conclusa in vista anche della programmazione societaria per il prossimo Campionato.

Il presidente Magnoni ha aperto i lavori mostrando una profonda amarezza per la retrocessione: "Sono giorni di profonda delusione ed amarezza per un risultato sportivo assolutamente deludente e per una stagione caratterizzata da numerose sconfitte casalinghe. Tutto è più difficile da accettare perché siamo nell'anno del Centenario. Ed è aggravato dal fatto che non si può dire che non ci sia stato un profondo impegno da parte di tutti quelli che hanno lavorato per la società. Certo, ognuno avrà meriti e demeriti. E' comunque iniziata da tempo una revisione profondamente critica di tutte le risorse del Calcio Monza, dal parco giocatori allo staff tecnico. Insomma tutte le persone che lavorano nel Calcio Monza. Le riflessioni emerse sono frutto di tutto quanto è stato portato avanti nell'ultimo anno e mezzo e portano ad una rifondazione completa della società e della rosa. Ovviamente ci sono già dei pilastri per il futuro. La prossima stagione sarà molto probabilmente in Seconda Divisione, salvo clamorose riforme. Se ci fossero risorse sul territorio pronte ad investire sul calcio...". A questo punto però parte la contestazione dei tifosi presenti. Gli stessi chiedono alla dirigenza a chiare lettere di andarsene, di dichiarare fallimento e di ripartire dai dilettanti. Si contesta - tra le altre cose - la decisione di aver cambiato l'allenatore solo nei play-out. Magnoni in merito risponde: "Fino alla giornata casalinga col Pisa la squadra era nelle condizioni di ottenere la salvezza diretta, per cui la scelta di cambiare l'allenatore non ci sembrava assolutamente adeguata".

Riportata la calma, il presidente continua: "Questa società - quando è entrata in azione - aveva quattro milioni di debiti. Se l'aspettativa è quella che qualcuno provveda sempre a coprire costi e fare investimenti sontuosi, noi fino ad oggi non l'abbiamo trovato. Il club è stato ufficialmente in vendita per mesi e non è arrivata nessuna manifestazione di interesse fondata. Se qualcuno ha notizie diverse, io posso assicurarvi che essendo il presidente non ho ricevuto nessuna notizia in merito e che comunque non avremmo avuto interesse a respingerla. Abbiamo ereditato contratti onerosi di giocatori che non hanno dato ciò che si aspettava. Dati tutti questi limiti, mi domando se avremmo potuto fare di più: forse sì, ma noi ci prendiamo tutta la responsabilità del caso. Però non accettiamo discorsi che dicono che abbiamo interessi collaterali o ritorni di altro tipo nella gestione societaria".

Anche l'ad Rigamonti ribadisce: "Non bisogna insistere. Non è arrivata nessuna offerta concreta. Sono solo chiacchiere. E' ovvio che non ci può essere la minima soddisfazione per quanto è successo negli ultimi due anni. Ma c'è da puntualizzare che io e il dott. Magnoni non siamo qua da tre anni. Io inoltre ho passato poco più di un anno a spalare la merda lasciata da qualcun altro: non l'ho detto preventivamente e me ne pento. Se dovesse risuccedere lo dirò subito: chi aveva il 49% delle quote io non l'ho mai conosciuto, ma il dato di fatto è che non ha messo un euro ed ora non c'è più. E' gente che non si è dimostrata all'altezza e il club è stato interamente finanziato da Seedorf. Certo che ci sono stati degli errori, altrimenti l'azionista non avrebbe cambiato tutto il management. La situazione dell'anno scorso - quando noi siamo arrivati - era drammatica sia dal punto di vista societario sia dal punto di vista sportivo. Io non ho alcun problema ad ascoltare le critiche, ma ci sono dati certi e non banali. E' più di un anno che ci sbatto la testa contro. Quest'anno perdiamo solo un milione di euro e non più quattro. E questo significa che se prima tutti scappavano, ora è più facile gestire il club. L'anno scorso non siamo riusciti a sistemare tutto perché la priorità era far vivere il club: chi ci ha preceduto ha sottoscritto contratti pluriennali molto onerosi con giocatori che poi non hanno reso e noi non avevamo i soldi per sostituirli con giocatori che potessero funzionare".

Il presidente Magnoni conferma poi che "è logico non voler essere associati ad una squadra che perde". Ma come sarà il futuro del club biancorosso chiedono i tifosi presenti: "Capisco la domanda - risponde ancora Magnoni, - ma voi non volete capire le nostre risposte. Non è che sia cambiato qualcosa a livello economico-finanziario che ci permetta di diventare l'Inter di C2 e fare sogni di gloria. Si parte da una rifondazione completa della rosa tecnica. Contando su una direzione tecnica come quella di Andrissi".

A questo punto colpo di scena, con intervento telefonico dell'ex vicepresidente, l'avvocato Pierangelo Mainini (impegnato a Roma sul fronte calcioscommesse, difende infatti capitan Iacopino, ndr), che vuole puntualizzare alcuni punti emersi nel corso della conferenza: "Sembra che tutti i mali provengano dalla precedente amministrazione. Al nostro arrivo abbiamo lavorato per ottenere dei benefici anche sull'attuale gestione. Mi sembra gratuito attaccare persone non presenti. Noi non siamo retrocessi. E ce ne siamo andati perché avevamo di fronte un muro. Le dimissioni sono state date nella speranza che qualcosa sarebbe potuto cambiare".

Sulla presunta trattativa con Davide Erba, nei mesi scorsi apparso interessato all'acquisizione del club, Rigamonti è tranchant: "Io ho incontrato più volte Davide Erba, ma non c'è stata una vera offerta, bensì solo un contatto".

Visti i risultati pessimi della squadra viene anche chiesto perché non è stato cambiato il direttore sportivo Vincenzo Tridico. Alla domanda risponde l'ad Rigamonti: "Perché i contratti precedenti non sono stati firmati dal ds ma dal precedente presidente del consiglio di amministrazione. Ora vengono firmati da me e da Magnoni".

L'interesse si sposta infine sul "governatore-ombra" Clarence Seedorf e su come ha commentato la retrocessione della squadra: "Che senso ha che risponda io per lui?" fa notare però il presidente Magnoni, chiudendo subito il discorso e spostandolo sulle prospettive economiche del club: "Sono legate al progetto di Monzello e di riflesso lo sono anche le stesse prospettive sportive. L'imprenditoria locale non si è infatti dimostrata interessata".