Aliberti sulla Salernitana: "Basta alibi stadio, Iervolino chieda spiegazioni a..."
Ai microfoni di Seitv l'ex presidente della Salernitana Aniello Aliberti, adesso alla guide del Lecco, ha parlato del possibile cambio societario in casa granata, senza risparmiare qualche stoccata all'attuale proprietario Danilo Iervolino e non solo. Tuttosalernitana.com riporta le sue parole.
Segue ancora la Salernitana e cosa pensa del possibile cambio di proprietà?
"Una malattia non si può togliere, una volta che l’hai acquisita ti accompagna per tutta la vita. E io seguo sempre la Salernitana, pur dispiaciuto del nulla che si è costruito da quando io sono andato via fatta eccezione per la parentesi Castori. Quanto alla cessione societaria, vediamo anzitutto se è vero e se accadrà. A me dispiace che Iervolino vada via perché garantisce una solidità economica che oggi nel calcio è merce rara. E’ ovvio, però, che ci sono una serie di risultati che al pubblico non fanno piacere. Con una forza finanziaria del genere ci si aspettava tutt’altro percorso, aver speso tanti soldi non è un punto a suo favore. Tutt’altro. Iervolino è stato consigliato malissimo".
Cosa rimprovera al proprietario?
"Mi pongo alcune domande. Anzitutto: in questi 4 anni che squadre hanno allestito? Quando c’è stato un minimo di gioco? Quando è stato valorizzato un calciatore? Non c’è stato niente, e ve lo dice chi ha condotto la miglior Salernitana della storia. Il mio era un club organizzato, con uno spettacolo sul campo e le persone giuste al posto giusto. Al di là delle retrocessioni io mi chiedo quale fosse il senso di questi investimenti. Purtroppo gli hanno portato via tanti soldi, non ha badato a spese ma lo hanno portato a sbagliare. Settore giovanile zero, centro sportivo nemmeno l’ombra. Noi sfornavamo il Fusco della situazione...e oggi? Se ti affianchi a certi personaggi il risultato finale non cambia, i fatti sono sotto gli occhi di tutti. Iervolino non ha costruito nulla, dovrebbe chiedere conto ai suoi uomini che hanno agito in sua assenza e a suo nome".
Non c'è paragone con i suoi tempi...
"Quando io sono arrivato ho trovato un’accozzaglia di raccomandati, con Enrico Coscia fui chiaro: o cacciava via tutti o nessuno avrebbe lavorato per quella Salernitana. Il calcio non è fare piacere agli amici, da 20 anni la Salernitana è tabula rasa mentre la mia Primavera faceva figuroni a Viareggio. Affrontammo la Juventus in finale, ma in alcuni contesti li abituavano a rubare sin da piccoli. Vendemmo Song al Liverpool, Fresi all’Inter, Gattuso al Milan. Chi oggi ha 20 anni come può legarsi a questa squadra? Resta l'amore per la Salernitana come istituzione, ma non c'è quel senso d'appartenenza. E la colpa è delle società. Negli ultimi 20 anni salvo solo Djuric: un uomo, prima ancora che un elemento valido, che in una mia squadra avrei preso a occhi chiusi per la sua capacità di farsi rispettare".
Lei era sempre presente al fianco della squadra, oggi c'è assenza sul territorio...
"Iervolino ha sempre parlato d’amore per Salerno e per la maglia granata, non posso pensare fosse disinteressato. Solo che il calcio non è come la PlayStation che, se t’annoia, la puoi vendere. E un sentimento o c'è o non c'è, non si può imporre. Ho sentito troppe chiacchiere. Non c’entrano niente la politica, De Luca, la gestione dello stadio…lo sport si fa sul terreno di gioco! Tempo fa hanno preso Sabatini…ma di che parliamo?".
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