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Calori: "Trapani? Meno parole e più fatti. Territorio merita continuità, non rabbia"

Calori: "Trapani? Meno parole e più fatti. Territorio merita continuità, non rabbia"TMW/TuttoC.com
Alessandro Calori
lunedì 11 maggio 2026, 11:15Altre news
di Valeria Debbia

Alessandro Calori, allenatore e calciatore esperto di Serie C, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio iL61, guidando i radioascoltatori attraverso le emozionanti dinamiche dei playoff.

Nei playoff sono entrate in corsa grandi piazze come la Salernitana, e poi entreranno Brescia, Ascoli e Catania. Come sempre ci sono tantissime squadre blasonate, ma alla fine ne uscirà solo una. Come vive questa cavalcata dei playoff?

"I playoff sono una vera maratona. Chi entra dopo, anche se sulla carta è più forte, deve abituarsi a lottare. Spesso capita che chi parte da lontano, abituato a soffrire, riesca ad arrivare fino in fondo. Ne vince solo una ed è questa la grande difficoltà. È un prolungamento del campionato, con tante squadre coinvolte: questo lo rende affascinante".

Lei è di Arezzo. Cosa ha rappresentato per la città la cavalcata dell’Arezzo, culminata con la promozione in Serie B dopo 19 anni?

"Sicuramente ha ridato entusiasmo a una città e a una tifoseria che sembrava avere la promozione in mano, poi ha avuto un calo, come spesso capita. Sono stati bravi a tenere duro e a portare a casa l’obiettivo. Dopo 19 anni il ritorno in Serie B è una cosa importante. Ha creato tanta gioia e soddisfazione. Il calcio sa dare queste emozioni e ricaricare la gente: è la cosa più bella".

Passando alle note negative, lei ha vissuto a lungo a Trapani. Quest’anno è stata una stagione molto complicata, culminata con la retrocessione in Serie D. Se l’aspettava? Le dispiace vedere il Trapani tornare nei dilettanti dopo progetti ambiziosi?

"Visto da lontano ho seguito le vicende del Trapani e mi dispiace molto, soprattutto per la gente. È una piazza generosa, che ti dà tanto. C’erano stati tanti programmi, poi è crollato tutto. La società non è riuscita a mantenere ciò che aveva promesso. La retrocessione è una conseguenza dolorosa. Bisogna ritrovare basi solide, fare meno parole e più fatti. Il territorio merita continuità, non delusione e rabbia".

A Brescia c’è grande voglia di tornare in alto. L’anno scorso è stata una parentesi difficile, quest’anno l’Union Brescia è arrivata seconda dietro un Vicenza inarrestabile. Cosa si può aspettare da questa piazza?

"Brescia è una città che vive di calcio in maniera importante. La società è ripartita con il presidente Pasini e tanti imprenditori locali, tutti bresciani, con l’ambizione di riportarla dove merita. Hanno gli ingredienti per tornare in Serie A: società solida, passione della piazza e storia importante. Quest’anno giocano i playoff e potrebbe essere un’occasione. Bisogna avere pazienza e costruire con continuità. La frenesia non aiuta. Costruendo bene si può fare qualcosa di importante".

A Brescia lei ha allenato due attaccanti importanti: Marras (che ha avuto a Trapani) e Crespi (che ha avuto nella Primavera della Lazio). Cosa ci dobbiamo aspettare da loro?

"Marras in Lega Pro è un giocatore che può fare la differenza. Ha velocità, crossa bene da destra e da sinistra ed è molto esperto. A Trapani con me fece 15 assist. Crespi è un 2004 che ho anticipato nella crescita. In Primavera aveva un grande senso del gol, gli ho dato fiducia da titolare e fece 20 gol. Ha un bel fisico, un mancino potente, è scaltro e vede la porta. Deve ancora migliorare qualcosa, ma ha tutte le qualità per lasciare il segno".

Ultima curiosità su un suo ex portiere: Jacopo Furlan, ora al Lecco. Che portiere è e quanto può incidere sulle ambizioni del Lecco?

"Furlan per la Serie C è uno dei migliori. Ha esperienza, personalità ed è molto determinante. Ieri sera ho visto Pianese-Lecco e ha fatto un paio di parate importanti. Lo portammo a Trapani con il direttore sportivo Salvadori: ha disputato un ottimo campionato. È un punto fermo".