Caravello: "Salary cap? Al momento nessuno ci sta capendo niente"
Danilo Caravello, esperto agente di calciatori, è intervenuto come ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, per commentare il calcio mercato e la nuova stagione della Serie C.
Il mercato sta entrando nel vivo, cosa si aspetta nell'immediato?
"Il mercato è partito molto in ritardo e, per qualcuno, non è ancora partito. Per questo motivo non mi aspetto fasi di stallo, perché è un mercato molto fermo e ingessato, soprattutto per la Serie A e la C. L'unico più movimentato è quello della B, perché gli scenari erano più delineati. In C ci sono stati dei movimenti, ma se andiamo a vedere squadre come Crotone, Cosenza, Salernitana, Catania, Spezia e Reggiana, hanno fatto alcune cose ma poi si sono fermate perché le liste sono piene. Tutti devono cedere, ma se nessuno compra è difficile".
Nel possibile girone A, c'è l'Union Brescia che sembra più avanti delle altre mentre negli altri due potrebbe esserci il consueto grande equilibrio
"Se la composizione rimarrà quella ipotizzata, nel girone A avremo una grandissima favorita che è l'Union Brescia, in virtù della finale giocata lo scorso anno e di un organico già quasi completo. Poi ci saranno le solite outsider che possono essere il Cittadella e il Trento, che partono da basi consolidate oppure il Treviso, senza dimenticare squadre come Renate e Alcione. Nel girone B, se fosse confermata la presenza di tre delle quattro retrocesse dalla Serie B, si profila come un girone estremamente livellato. Non sarà facile andare a prendere punti, nemmeno su campi di squadre teoricamente di secondo piano come il Pineto. Nel girone C abbiamo tre grandi decadute come Bari, Catania e Salernitana ma nessuna delle tre sta facendo un mercato roboante come fece il Benevento lo scorso anno. Non posso pensare che, piazza del genere, non facciano mercati di un certo tipo. Poi ci sono squadre come Casertana, Cosenza o Crotone che alla fine daranno fastidio e faranno il loro campionato".
Tra le neopromosse, quella che si è mossa di più è il Treviso. Può ripetere quanto fatto dal Mantova qualche stagione fa?
"Pur essendo una neopromossa, è una piazza storica e di grande importanza. Sicuramente può disputare un campionato di livello. Nella costruzione dell'organico e nella conoscenza della categoria vedo più avanti il Trento, ma il Treviso ha fatto un mercato importante come la Scafatese nel girone C, che ha rinnovato i giocatori giusti tra under e over e ora si sta muovendo con i nuovi arrivi. Avere una rosa già quasi completa all'inizio del ritiro è importante, oggi tante squadre si presentano ai nastri di partenza della stagione con tanti giocatori in uscita e tante caselle ancora da riempire. Questa situazione la paghi a lungo andare e rischi di perdere punti importanti per strada. Non sottovalutiamo il fatto che questo è il primo anno con il salary cap e posso dire che nessuno ci sta capendo niente. I direttori stanno facendo il mercato con la calcolatrice in mano, non so se perché le norme siano complicate o perché, come al solito, arriviamo sempre impreparati a gestire le novità. Vedremo se anche questa si rivelerà un'altra regola che non aiuta il calcio italiano, soprattutto la Serie C. Chi sa fare un calcio sostenibile lo fa anche senza queste regole, penso a realtà come il Cittadella per fare un esempio. Il fatto di chiudere le rose, imporre i giovani in rosa, è un qualcosa che limita il mercato e la crescita stessa dei giovani".
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