Ciofani: "Spero che Trieste riveda presto un barlume di speranza"

Ciofani: "Spero che Trieste riveda presto un barlume di speranza"TMW/TuttoC.com
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Ieri alle 23:20Altre news
di Laerte Salvini

Dall'estate 2022 a Trieste, quattro anni vissuti da giocatore, poi da vice di Marino in Primavera e in prima squadra nell'ultima, grottesca, stagione. Una città entrata nel cuore della famiglia. Matteo Ciofani, nel concedersi un po' di tempo nel suo Abruzzo natale (è di Avezzano), ha conseguito da alcune settimane il patentino di allenatore UEFA A, distinguendosi tra i migliori dell'ultima sessione, come Simone Benecchi (110 e lode al corso responsabili settori giovanili). Ora attende il suo momento. Ai microfoni de Il Piccolo, l'ex vice allenatore commenta il traguardo appena raggiunto: "Un altro traguardo nell'aver intrapreso questa strada. Non so dove porterà, ma intanto sto andando avanti con le qualifiche e sono contento: un bel percorso concluso a giugno con l'esame".

Sono passati due mesi dalla fine della stagione, coincisa con la retrocessione della Triestina, che sul campo ha comunque sempre onorato al meglio la maglia. "Abbiamo ereditato una situazione disastrosa, era una sentenza già quasi scritta, sarebbe servito un miracolo sportivo e non ci siamo riusciti. Nonostante tutto abbiamo avuto un gruppo di ragazzi fantastico, uno staff tecnico professionale dall'inizio alla fine, eravamo consapevoli fosse un'opportunità per noi di fare bene". Sull'esperienza vissuta, Ciofani sottolinea soprattutto la crescita umana: "Abbiamo sempre cercato di trovare il meglio nelle situazioni. Come prima esperienza è stata buona, ho avuto la possibilità di confrontarmi con i giocatori, alcuni dei quali erano miei compagni. Sul piano della gestione dei rapporti umani mi è servito molto, ed essere stato apprezzato per il lavoro fatto ha regalato enorme soddisfazione". Sul piano tecnico, invece, racconta un percorso di crescita anche filosofico rispetto alle idee di Marino: "Quando ho cominciato non ero molto vicino alle sue idee, da giocatore ero pur sempre un difensore, ma è stato un bene aver conosciuto l'opposto del mio passato. Impari sul campo che non puoi solo speculare sull'avversario e pensare solo a difenderti. Ho capito che è importante imporsi, ma una identità difensiva forte e chiara resta necessaria".

Sul nuovo corso societario, con l'arrivo di D'Aniello, Ciofani si mostra fiducioso: "D'Aniello sa fare il suo mestiere, nel calcio è fondamentale saper mettere i tasselli giusti. La sua nomina dà stabilità e continuità, si delinea qualcosa di migliore rispetto al passato". Sulla categoria che attende la Triestina, la Serie D, l'ex vice allenatore condivide un'esperienza personale: "La difficoltà è trovare gli under giusti, sono obbligatori e giocano tre a partita. Devi trovarli mentalizzati, ed è altrettanto fondamentale una forte ossatura over. La D l'ho fatta nel 2008 con l'Angolana, avevamo Delli Carri come ds: partimmo tra le favorite, una squadra forte, con alle spalle la famiglia De Cecco, eppure arrivammo settimi". Un rammarico riguarda anche i giovani della Primavera che hanno scelto altre strade: "Spiegare ai ragazzi che un campionato di D può essere per loro molto costruttivo è difficile oggi, perché magari sentono dal procuratore la possibilità di andare in una società professionistica. Legittimo, ma la D per i giovani è sempre una buona palestra. Peccato, perché avrebbero potuto essere utili, ma bisogna anche comprendere che avendo visto tutte queste incertezze negli anni avranno preferito soluzioni più stabili".

Sul proprio futuro professionale, Ciofani non nasconde l'attesa di una nuova opportunità, ma senza forzare la mano: "Con la mia famiglia abbiamo deciso di vivere a Trieste. Ho avuto qualche proposta ma troppo lontana: ad oggi, con i bimbi, non me la sento di allontanarmi troppo da qui. Speravo in qualcosa nella Triestina, ma le scelte sono state altre. Aspetto un'opportunità che possa collimare con le esigenze familiari". Un ultimo pensiero, carico di affetto, va alla tifoseria alabardata: "Spero si possa intravedere un barlume di speranza. Sono quattro anni che sono a Trieste e ho vissuto solo situazioni turbolente. La città non lo merita, la tifoseria è da riconquistare: auguro che possa tornare dove la Triestina deve stare. La D per Trieste non esiste".