Il Coni a gamba tesa sulla Figc? E’ il “tormentone estivo del Collegio di Garanzia. Format a 60 squadre? E’ l’ultima chiave del mazzo quella che apre la porta…
Il Collegio di Garanzia esce dalla porta e rientra dalla finestra. Bisogna, con grande rammarico, ammettere che all’interno del sistema calcio regna una grande confusione. E non solo in Lega Pro.
Il Coni sospende sino al prossimo 23 settembre le gare di Teramo (vittima di una estate stravolgente) e Savona in Lega Pro e quelle del Forlì tra i dilettanti. Solo quelle di queste tre squadre? No. Perché anche Vigor Lamezia e Torres hanno chiesto ed ottenuto, il posticipo delle loro gare. Mentre il Gubbio ha esordito con una vittoria e domenica scende regolarmente in campo, in serie D.
Ma che razza di campionati si stanno giocando? Di cosa stiamo parlando! Già dal prossimo turno ci potrebbero essere distanze abissali di classifica. Dovute magari a penalizzazioni ed a partite ancora da giocare. Con il pericolo incombente di dover, a breve, stravolgere tutto di nuovo.
Sempre tutti contro tutti in attesa, poi, del deposito, imminente, di altri ricorsi. Confusione che si aggiunge a confusione. Il codice di giustizia sportiva che, con frequenza sempre maggiore, si presta a mille interpretazioni diverse. Giudici che smentiscono altri giudici.
La Federcalcio sotto tiro? Sembrerebbe proprio di si. Le banane di Tavecchio, il Belloli pensiero, gli scandali delle partite truccate, le multiproprietà, la crisi della Lega Pro, non è che tutto fili per il verso giusto.
Ai piani alti di via Allegri non si vuole far arrivare, entro il 31 ottobre prossimo, all’elezione della nuova governance in terza serie. Il sintomo evidente del timore, palese, di perdere voti alla prossima tornata di elezioni in Figc. Dove Carlo Tavecchio considera di ricandidarsi.
Sicuri, però, che la poltrona di quella presidenza abbia ora tutte le “zampe” della stessa lunghezza?
Il Coni non poteva smentire Tavecchio in maniera eclatante. Si stanno percorrendo strade diverse. Lo stanno facendo rientrando da una finestra posta dietro l’angolo. Che il contendere sia proprio quel format a 60 squadre della Lega Pro?
Le sensazione è forte. Non si può ballare sulla pancia di Teramo e Savona. Di Messina e Pro Patria. Di Gubbio e Forlì. Di Vigor Lamezia e Torres.Del Seregno. Non si può più ballare sul sistema calcio italiano. Non si può ballare sulla pancia di imprenditori che sacrificano loro risorse per non far saltare il banco.
Ed allora, cosa ci si potrebbe aspettare?
Una bella soluzione. Confezionata all’italiana maniera. Tutti, di nuovo, in Lega Pro. Appassionatamente. Di nuovo tutti a 60, magari con l’aggiunta di qualche new entry. Del resto gli articoli 49 e 50 delle norme federali, questo prevedono.
Utopia? Può accadere di tutto. La dimostrazione? Il premier che sorvola l’Atlantico per una partita di tennis disdettando, all’ultimo momento, un impegno istituzionale in Puglia.
Questa è l’Italia che va…a ramengo.
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