Il fatto della settimana - Il valzer delle panchine: in Serie C si cambia tutto perché nulla cambi

Il fatto della settimana - Il valzer delle panchine: in Serie C si cambia tutto perché nulla cambiTMW/TuttoC.com
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Oggi alle 00:00Il Punto
di Laerte Salvini

"Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi". La frase che Tomasi di Lampedusa mette in bocca a Tancredi nel Gattopardo sembra scritta apposta per le panchine della Serie C. Si cambia, e si cambia tanto: ma a girare, quasi sempre, sono gli stessi nomi. Il coraggio di cambiare rotta non manca a nessuno. Quello che manca è il coraggio di cercare nuove idee, nuove soluzioni, nuovi spazi. Nel solo girone C, tra Scafatese, Casertana, Giugliano, Casarano, Picerno e Salernitana, le panchine saltate sono già una lunga lista. E la giostra non sembra intenzionata a fermarsi.

Ci ha provato, a uscire dal solito giro, soltanto il Giugliano, che dopo l'esonero di Raffaele Di Napoli e la breve parentesi ad interim di Luca Tulino ha scelto Massimo Agovino, preferito a Ezio Capuano. Cinquantanove anni, una carriera costruita nei dilettanti, l'ultima esperienza alla Gelbison in Serie D chiusa da pochissimo: per lui è un premio alla carriera e la voglia di lasciare il segno in Serie C in una piazza che gli è cara, quella che tra il 2018 e il 2020 aveva portato dall'Eccellenza alla Serie D e poi al terzo posto in quarta serie. Sfida non facile, però. Il Giugliano è terzultimo con 10 punti e ha mostrato troppe lacune difensive: la peggior difesa del girone, i quattro gol presi dall'Inter U23, i sei incassati a Catania. Lo sa anche lui, che in conferenza ha messo tutto sul tavolo: «Qui mi gioco una carriera».

Ma non sarà l'unico a raccogliere una patata bollente in Campania. La Salernitana ha scelto di ripartire da Vito Di Bari, sì, l'eroe di Casarano: arrivato nel dicembre 2024, ha riportato i salentini tra i professionisti dopo 27 anni, conquistando la Panchina d'Oro di Serie D, e la scorsa stagione li ha condotti fino al secondo turno della fase nazionale dei playoff. Un'intera piazza a sognare, prima in D e poi in C. Quest'anno, però, qualcosa si è inceppato: squadra rinforzata, l'arrivo di Patierno, aspettative alte e poi tanti piccoli errori, fino al 5-2 di Cava de' Tirreni del 18 ottobre che gli è costato l'esonero. Dodici giorni dopo, la nuova chiamata.

A Salerno, che dire, c'è stato tanto movimento. Serse Cosmi è saltato dopo il 3-0 subito a Picerno, sullo sfondo restano le ipotesi di un cambio di proprietà e sulla scrivania del direttore sportivo Faggiano sono passati Toscano, Prosperi, Troise, perfino le voci su un ritorno di Capuano. Tanti, troppi nomi. L'idea è che proprio Di Bari, per caratteristiche e per la disponibilità ad accettare un contratto fino a giugno, con il rinnovo legato a determinate condizioni, fosse la soluzione ideale per il dopo Cosmi. A lui ora il compito di riportare in alto la Salernitana, a cominciare da domenica contro il Savoia.

E che dire di Vinicio Espinal? Sempre la Campania come epicentro della nostra storia. A Caserta era arrivato a inizio luglio, dopo una stagione da protagonista con la Giana Erminio, per aprire un ciclo. È durato tre mesi: esonerato il 5 ottobre dopo il 2-0 di Cava, con la squadra quinta a quota 12 punti dopo otto giornate. Un fulmine a ciel sereno, in una Casertana costruita per stare in alto, con una rosa di qualità e un potenziale offensivo importante, nella quale però l'impronta dell'ex Giana non si è vista. Al suo posto Roberto Stellone, altro nome che la categoria conosce bene. E dunque eccoci di nuovo punto e a capo: Espinal si appresta a ripartire dal girone A, a lui tanto caro, sulla panchina della Dolomiti Bellunesi, che il 24 ottobre ha esonerato Andrea Bonatti. Annotazione a margine: la Cavese, quest'anno, è diventata la giustiziera delle panchine altrui.

Un via vai di allenatori, dicevamo. Il Picerno il 20 ottobre ha esonerato Claudio De Luca per la seconda volta in un anno, dopo averlo già sollevato nell'ottobre 2025 e richiamato a marzo per centrare la salvezza. Prima ha sondato nomi di peso per la categoria come Ezio Capuano e Mirko Cudini, poi ha promosso il vice, Guido Di Deo, classe 1981, ex calciatore proprio della Salernitana. Il suo esordio? Il 3-0 che ha mandato a casa Cosmi. Il calcio, a volte, ha un senso dell'ironia tutto suo.

In tutto ciò, il dato non cambia: sempre più esoneri, sempre più panchine che girano. Dalla stagione 2023/24, con la modifica all'articolo 8 dell'accordo collettivo tra FIGC, Lega Pro e AIAC, l'allenatore esonerato prima del 20 dicembre può recedere dal contratto e firmare per un'altra squadra nella stessa stagione, anche nello stesso girone. Una possibilità che prima era espressamente vietata. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un valzer dei soliti noti, in cui chi viene esonerato a ottobre torna in pista a novembre, e chi aspetta da mesi una chance resta fuori dalla porta. È un bene? È un male? Lasciamo un interrogativo.

Intanto questo weekend di Serie C darà le prime indicazioni: l'esordio di Agovino nel derby con la Casertana, quello di Di Bari contro il Savoia, il possibile debutto di Espinal contro il Lecco. E novembre sarà il mese della verità, per capire se queste scelte avranno pagato o se, come insegna il Gattopardo, tutto sarà cambiato perché nulla cambiasse davvero.