FVS non sei perfetto ma servi. Magari senza telecamere dalla piccionaia o episodi davvero indecifrabili
Chi vi scrive ha un'idea limpida e semplice che, magari, si scontra con quelli di dirigenti che conosce da tempo e stima da altrettanti anni: l'FVS è una grande novità e fa bene al calcio di Serie C. Sostanzialmente per due motivi: il primo, lapalissiano, è che aiuta a combattere gli errori. Il secondo, più nascosto ma evidente a chi, un minimo, segue le dinamiche del nostro calcio, è che consente alla terza serie di essere più simile alla Serie A e alla B che ai dilettanti. Di essere, insomma, un pizzico più professionistica. Le critiche, però, non possono essere nascoste sotto il tappeto del "meglio avercelo che no". Perché un sistema, se migliorabile, va migliorato.
Chi vi scrive ha assistito dal vivo a diversi episodi di FVS ai limiti del paradossale: tocchi di mano millimetrici o contatti più che leggeri ma meno che forti, da 50 e 50, per intenderci, in cui un direttore di gara deve decidere cosa fare. E tutti, mettendoci nei suoi panni, non vorremmo metterci nei suoi panni. Nessuno, infatti, vorrebbe prendere una decisione in cui la verità sta, realmente, nel mezzo e, ovviamente, finirà per scontentare l'altra metà che non verrà scelta.
Chi vi scrive, sempre dopo aver assistito ad alcune gare, si è chiesto che senso abbia montare un paio di videocamere similari a quelle dei centri commerciali o delle stazioni di servizio, collocate a decine e decine di metri di distanza. Certo, la conformazione di alcuni stadi non aiuta. Però un arbitro, già in difficoltà, non può decidere guardando delle immagini ultrazoomate, con frame che ricordano le prime macchine digitali di vent'anni fa.
Chi vi scrive, insomma, pensa che se bisogna fare una cosa bisogna farla bene. Ben venga l'FVS, che in alcuni casi, soprattutto concettualmente, è anche meglio del VAR. Ma non basta l'idea, serve anche un'applicazione razionale e professionale della stessa. Per evitare, incredibilmente, di falsare campionati con uno strumento nato per evitare di falsare campionati.
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