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Mignemi: "Playoff? Brescia, Ascoli, Catania e Salernitana si giocano la B"

Mignemi: "Playoff? Brescia, Ascoli, Catania e Salernitana si giocano la B"TMW/TuttoC.com
Davide Mignemi
© foto di Federico Serra
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di Valeria Debbia

Davide Mignemi, esperto direttore sportivo con esperienze tra Sicula Leonzio, Gubbio e Campobasso, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, attraversando le emozionanti fasi dei playoff di Serie C. 

È una giornata importante in ottica playoff: si disputano cinque gare. Ricordo velocemente il programma: alle 20 Lecco-Pianese, Ravenna-Cittadella e Renate-Casarano; alle 20:45 Salernitana-Casertana; alle 21 Potenza-Campobasso. Direttore, non possiamo non concentrarci su queste partite. Che cosa si aspetta da questo turno? Sappiamo che chi passerà affronterà poi le teste di serie (le seconde classificate dei gironi), quindi si comincia a fare davvero sul serio.

"Sì, si sta entrando nella fase clou di questi playoff. Domani, dopo i sorteggi, entreranno in gioco anche le seconde e si inizierà a delineare il percorso verso la Serie B. Le partite dell’andata di questo turno sono state interessanti. Ci sono state conferme importanti, come quella della Salernitana che, a prescindere dal valore della Casertana, ha fatto una vera prova di forza. Una piacevole sorpresa è stata il Renate, che è andata a vincere su un campo difficile, in un’atmosfera molto festosa, contro un Casarano che ha disputato comunque una grande stagione. Tutte partite avvincenti. Forse quella più in bilico è Ravenna-Cittadella, anche se Ravenna parte con i favori del pronostico grazie al doppio risultato. Però sono tutte ancora aperte, tranne Potenza-Campobasso, dove il pronostico, dopo il 3-0 dell’andata, appare abbastanza chiuso, salvo clamorose sorprese. Potenza sta conducendo una grandissima stagione".

Queste sono le squadre che si giocano il passaggio del turno e l’accesso ai quarti di finale. Nel prossimo turno entreranno anche le seconde: Brescia nel girone A, Ascoli nel girone B e Catania nel girone C. Secondo lei c’è già una favorita tra queste o è ancora troppo presto?

"Credo che le seconde partano comunque con un vantaggio, proprio per il doppio risultato nel turno che andranno ad affrontare. Detto questo, penso che la volata per la Serie B se la giocheranno Brescia, Ascoli, Catania e Salernitana, che diventerà una vera protagonista degli ultimi turni. Si tratta di quattro grandi piazze, con club gloriosi alle spalle. Credo che tra queste quattro uscirà la squadra che salirà in Serie B".

Anche perché abbiamo visto squadre con organici di alto livello, come il Catania, che non hanno nulla da invidiare a molte già promosse. Le chiedo ora delle sue ex piazze. Chi è ancora in corsa e chi ha già concluso la stagione? Partiamo dal Gubbio: ottavo posto nel girone B, accesso ai playoff e poi eliminazione al primo turno contro il Pineto su un campo difficile. Può comunque essere considerata una stagione positiva?

"Sì, assolutamente. Per una piazza come Gubbio il raggiungimento dei playoff è sempre un risultato ben accolto. Conosco molto bene il presidente: è una persona ambiziosa ed esigente. Negli anni in cui abbiamo lavorato insieme abbiamo ottenuto risultati inaspettati, grazie a tanto lavoro e alla valorizzazione di tanti giovani che poi si sono imposti anche in categorie superiori. Gubbio deve essere una squadra frizzante, che ogni anno deve puntare alle prime dieci posizioni e lanciare giovani per creare plusvalenze. Questa è la cosa più importante per la società, e anche quest’anno credo l’abbia fatto molto bene. La sostenibilità e la competenza della società non sono più una novità: la piazza si è ormai stabilizzata nel professionismo".

Passiamo al Campobasso. È arrivata una sconfitta pesante all’andata contro il Potenza (0-3), difficile da recuperare. Che progetto ha la società? Anche se lei è rimasto pochi mesi, c’è la volontà di puntare a obiettivi importanti in futuro?

"È una società in ascesa, molto ambiziosa, che ha voglia di crescere anno dopo anno. L’anno scorso, da neopromossa, l’obiettivo primario era la salvezza e l’ha raggiunto soffrendo. Quest’anno, a prescindere dal risultato di stasera, l’annata è abbondantemente positiva. È un popolo che merita tanto: trasmette un fortissimo senso di appartenenza ed è una delle tifoserie più belle della Serie C. Si sta godendo il consolidamento nella categoria e ha tutte le carte in regola per puntare più in alto".

A proposito di Campobasso, le chiedo di un calciatore che lei ha portato a gennaio 2025: Alfredo Bifulco. Quest’anno ha vissuto una stagione fantastica con 14 gol. Si aspettava che diventasse così decisivo?

"Assolutamente sì. L’anno scorso, nel mercato di gennaio (che è sempre complicato), siamo riusciti a portarlo nonostante la situazione di incertezza che c’era a Trapani. Tutto quello che sta facendo se lo merita. Sono strafelice di averlo portato a Campobasso. È un giocatore che, secondo me, nella sua carriera ha avuto un percorso un po’ inferiore rispetto alle sue qualità. Ha trovato finalmente continuità e la sua dimensione a Campobasso. Sono contentissimo per lui, perché è un ragazzo che merita davvero tanto".

Ha segnato addirittura quattro doppiette quest’anno. Un vero bomber. Le chiedo anche di un altro attaccante che ha avuto sia al Gubbio sia al Campobasso: Lorenzo Di Stefano. Quest’anno ha raggiunto la doppia cifra con la Torres (che lotta per i playout). A 23 anni, nella gara d’andata contro il Bra ha segnato il gol decisivo. Che cosa si aspetta da lui?

"In un’annata un po’ disgraziata per la Torres, lui ha dato un apporto sostanziale ed è stato determinante nella partita più importante della stagione. Lorenzo ha qualità tecniche molto importanti, tra le migliori della Lega Pro. Deve continuare a lavorare tanto: solo attraverso il lavoro potrà fare il salto successivo, magari in Serie B. Glielo auguro, perché le sue qualità possono stare tranquillamente anche in categorie superiori".

Ultima domanda, sempre legata al Campobasso. Il tecnico Fabio Prosperi ha lasciato a fine aprile 2025 e quest’anno ha raccolto la sfida della Cavese nel girone C, riuscendo a mantenere la categoria con una delle rose più giovani di tutta la Lega Pro. Che cosa si può aspettare da lui nel prosieguo di carriera?

"Credo abbia dimostrato ottime qualità, valorizzando tantissimi giovani. Un esempio è Amerighi, che dopo pochi mesi è stato venduto all’Inter Under 23. Il lavoro con i giovani si è visto chiaramente ed è stato uno dei protagonisti della salvezza della Cavese, che non era per niente scontata vista l’età media bassissima e i tanti esordienti. È un tecnico molto preparato, meticoloso, con tante esperienze nonostante la giovane età. Questo dimostra carattere e grande competenza. Ha davanti a sé un futuro importante".

Ultima domanda, direttore, sul suo futuro professionale. Nelle prossime settimane cosa si aspetta?

"Quest’anno non ho avuto l’opportunità di dimostrare sul campo il mio valore, ma ho lavorato tantissimo: ho visto centinaia di partite e osservato tantissimi calciatori. Voglio farmi trovare pronto nel caso arrivasse una chiamata. Ho sempre dimostrato il mio valore a livello di risultati e di crescita del progetto, e spero che questo venga notato da qualche club. Attendo con fiducia".