Modena, l’ex Novellino: “Che ricordi in Emilia. Unico neo a Catania”

01.06.2020 11:45 di Anna Catastini   Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Modena, l’ex Novellino: “Che ricordi in Emilia. Unico neo a Catania”

L’ex allenatore di Modena, Avellino e Catania, Walter Alfredo Novellino, è stato intervistato dal portale “Modena Sportiva”, dove ha fatto il punto sulla sua esperienza in gialloblu: “Sono stati anni splendidi ed indimenticabili quelli passati a Modena, dove trovai persone che mi hanno voluto bene, Modena è un ambiente ideale per chi lavora nel mondo del calcio, io sono stato molto fortunato, alloggiavo all’Hotel le Ville, da Walter dove ero trattato in maniera fantastica, abbiamo ottenuto degli ottimi risultati, grazie sopratutto all’ottimo lavoro di Cannella. Portò tantissimi giovani che abbiamo fatto crescere, arrivando a un passo dalla serie A, in quelle due partite di playoff con il Cesena purtroppo non riuscimmo a vincere, ma io ho tuttora un ricordo indelebile di Modena. Sicuramente anche l’ambiente ti porta a fare bene, erano ragazzi giovani che avevano appena iniziato la carriera di giocatori, bisogna anche avere della fortuna, Molina ha avuto un grave infortunio, la stessa cosa per Rizzo, e lo stesso Babacar ha spesso avuto dei problemi nella sua carriera, diciamo che un allenatore con certi giocatori non deve essere semplicemente un sergente di ferro, ma quasi un padre severo, che sappia aiutare i ragazzi nei momenti di difficoltà. La mia fortuna fu pure quella di avere una società importante insieme a me con Cannella e Taibi, mi aiutarono tantissimo nei rapporti con i giocatori, durante la settimana li portavamo fuori a cena, per stargli vicino nei momenti di difficoltà”.

Altre piazze dove ha lavorato bene: “Sinceramente mi sono trovato bene direi dappertutto, Modena senza dubbio è stata una delle piazze migliori, ma posso senza dubbio dire che mi trovai benissimo a Genova con la Sampdoria, come pure a Venezia, diciamo davvero dappertutto, unico neo è stato a Catania, dove sapete quello che sta succedendo. Ci andai per aiutare un mio amico, che poi invece non mi ha lasciato fare i play off, si voleva fare giocare la squadra in un modo in cui non potevo concordare, mi piace fare il mio lavoro con serenità e tranquillità e questo non mi è stato permesso”.