Reggiana, Nardini: “La serie B? Io ci credo”

28.04.2010 10:50 di Damiano Reverberi  articolo letto 863 volte
L’esterno granata confida nel recupero degli infortunati per dare l’assalto ai playoff
 
Un look nuovo, con i capelli tagliati più corti rispetto al passato, per festeggiare la nascita della piccola Greta, venuta alla luce il 19 marzo scorso: Riccardo Nardini, neo papà, ha il sorriso e la tranquillità che solo il diventare genitori ti sanno dare, anche in un momento dove, per i colori granata, le cose non sembrano girare per il verso giusto. L’esterno destro della Reggiana, però, crede che la squadra abbia le carte in regola per entrare nei playoff e, una volta centrato l’obiettivo stagionale, per tentare di dare la scalata alla serie B.
 
La Spal si è confermata vostra bestia nera: che cosa rimane della sfida di domenica?
“Il gol subito dopo 19” è da imputare ad una mancanza di concentrazione; nella ripresa, invece, siamo tornati in campo carichi e ci abbiamo provato, ma la gara era diventata quella che volevano loro, con undici avversari oltre la linea della palla”.
 
Lei ed Anderson andate meno alla conclusione, come mai?
“Al limite dell’area arriviamo comunque abbastanza facilmente, ma è difficile tirare quando davanti ci sono cinque avversari. In questo momento ci manca la profondità che ci dava Rossi, gli altri hanno caratteristiche diverse e Ingari, dopo uno stop di cinque mesi, non può essere al meglio”.
 
Il mister ha ricevuto parecchie critiche. Che ne pensa?
“Io non credo che le meriti: Dominissini avrà chiesto a Temelin se se la sentiva e “Teme”, di certo, avrà risposto di sì. Poi gli infortuni ci possono stare, peccato perché un uomo d’area come lui, in quel genere di partita, ci serviva parecchio”.
 
E non si può certo gettare la croce addosso a Morelli, che era praticamente all’esordio.
“Ha dato quello che è riuscito a dare, lottando, ma era fermo da un po’. Io rimango della mia teoria: dobbiamo continuare ad allenarci al massimo, i risultati saranno la naturale conseguenza”.
 
Come vede il futuro?
“La Reggiana può arrivare dappertutto o da nessuna parte: se noi avessimo perso 4-0 a Marcianise (come la Ternana domenica – ndr) sarebbe stato un massacro. Dobbiamo guardare solo a noi stessi, riuscendo a fare più punti possibili, poi si vedrà”.


Vincere a Pescina vi darebbe la spinta giusta verso gli spareggi promozione: i vostri avversari sono certi dei playout, troverete la strada in discesa?
“Nessuno ci farà regali, lo abbiamo già visto a Potenza, per cui non ci aspettiamo favori: rivedremo un caro amico come Stefano Dall’Acqua, che saluterò molto volentieri, ma per il resto dovremo farci valere”.
 
La Reggiana, se si andasse ai playoff, ha qualche possibilità di andare in B?
“I playoff sono un discorso a parte, chi ha più birra in corpo vince. Noi possiamo essere delusi per non essere riusciti ad arrivare primi, ma non lo sarà più di noi una tra Verona e Pescara, che non hanno lesinato sforzi per vincere il campionato”.


Certo è che gli infortuni vi stanno facendo penare parecchio, specie in attacco.
“Qualche mese fa si diceva che c’erano troppe punte, ora è rimasto il solo Morelli e comunque, se non avessimo preso gol dopo 19”, domenica non avremmo perso: io credo nella B, specie se riusciremo a recuperare chi è fuori ed è recuperabile”.
 
C’è rammarico per non aver potuto lottare con tutti gli effettivi per il primo posto?
“L’ho detto anche in altre interviste: con Paolo Rossi potevamo pensare alla B già lo scorso anno. Comunque ora siamo a buon punto, e credo che a Reggio si faccia la firma per arrivare ancora ai playoff: io ci credo”.
 
Un’ultima battuta: che ne sarà di lei il prossimo anno?
“Sono in scadenza, ma non per questo tiro indietro la gamba. L’ho detto con chi di dovere: io faccio il mio fino in fondo, poi si vedrà".
 
Offerte?
"Nessuna, qui mi sono sempre trovato bene”.