Renate, il dg Crippa: "Il bello deve ancora venire"

E sul suo futuro svela: "Resterò a Renate perché ci sto bene. Lavoro in un club sano e tranquillo, che fa le cose usando la testa".
24.03.2011 09:45 di Valeria Debbia  articolo letto 882 volte
Fonte: Ufficio Stampa AC Renate
© foto di Alberto Mariani/Tutto Atalanta.com
Renate, il dg Crippa: "Il bello deve ancora venire"

Da direttore sportivo a direttore generale. Cambia la forma ma non la sostanza: Massimo Crippa è sempre un perno fondamentale del Renate e continua a rivestire in seno al club un incarico di alto livello. Grande uomo di calcio, apprezzatissimo da tutti i membri della società nerazzurra, Crippa ci mette l'anima ogni giorno per consentire al Renate di farsi largo nel vasto mondo della Lega Pro: è lui ad aver costruito la squadra per la stagione 2010/2011, per cui se oggi il Renate si trova cosi in alto in classifica gran parte del merito è proprio dell'ex bandiera di Torino, Napoli e Parma.

Il Renate è reduce dal successo sulla Pro Patria: come ti senti a pochi giorni da quella vittoria?
"Ovviamente sono contento. Per la prima volta il Renate ha battuto una formazione cosi blasonata, si è trattato di un bel traguardo per una società come la nostra al primo anno tra i professionisti. Nessuno si sarebbe mai aspettato risultati di questo genere".

E tu ci avresti mai pensato ad inizio anno?
"A dire la verità no: sapevamo di aver costruito una squadra di buon livello, ma non avremmo mai immaginato di salire cosi in alto. Il merito è del mister e dei giocatori, sono tutti bravi: hanno saputo rimediare ad una partenza ad handicap, ad inizio stagione i ragazzi facevano fatica, tant'è vero che siamo stato costretti ad effettuare un cambio alla guida tecnica".

La scelta di Boldini si è rivelata vincente.
"Si, con lui le cose sono cambiate, tuttavia sarebbe ingeneroso dare delle colpe a Giuliano Dell'Orto: ricordiamo che la campagna acquisti ad inizio anno è stata fatta insieme a lui, molti giocatori sono arrivati dopo una sua segnalazione. Evidentemente ci avevamo visto giusto".

E ora la squadra è a ridosso dei playoff.
"Ce la giocheremo fino alla fine, il bello deve ancora venire. Raggiungere i playoff sarebbe per noi un grandissimo risultato, un po' come vincere il campionato".

Qual'è in base alla tua esperienza la forza di questa squadra?
"Indubbiamente il gruppo: tutti i ragazzi danno il proprio contributo ogni volta che vengono chiamati in causa. A differenza della Tritium, che ha confermato gran parte della rosa dello scorso anno, il Renate ha cambiato molto rispetto alla serie D, per questo ci sono state delle difficoltà ad inizio anno: nonostante tutto, si è creato un gruppo molto consolidato. Boldini poi ha saputo tirare fuori il meglio da ogni calciatore".

Non manca molto alla fine del campionato: ci sono già delle strategie per il futuro?
"Non ancora, è presto. Valuteremo il da farsi con calma, tra quindici giorni inizieremo a discutere con tutti i calciatori ed il mister".

Appunto, il mister: resterà anche l'anno prossimo?
"Vedremo. Boldini si è trovato bene qui a Renate, ma se arriveranno richieste per lui o per qualche giocatore le valuteremo".

Il prossimo avversario si chiama Casale, una squadra in crescita. Quanto sarà difficile questa trasferta?
"Sicuramente non sarà una partita facile, ma il Renate si trova in un momento decisivo della propria stagione. Se vogliamo i playoff dobbiamo puntare sempre al massimo risultato. Loro sono in forma, ma stanno lottando per la salvezza per cui non saranno tranquilli al 100%. Noi invece possiamo permetterci di scendere in campo con la mente più libera, consapevoli della nostra forza: dovremo approfittare della nostra maggiore tranquillità. Il Casale è una buonissima squadra, li rispettiamo molto ma non abbiamo paura. Nel girone di ritorno il Renate ha ottenuto più punti di tutti per cui saranno loro a doverci temere".

All'andata finì 2-0 per il Renate.
"Sì, ma domenica conterà poco. All'andata affrontammo il Casale nel suo peggior momento, la squadra era allo sbando, tant'è vero che poi fu esonerato l'allenatore. Questa volta sarà un'altra storia, non dobbiamo commettere l'errore di sottovalutarli: dovessimo farlo, diventeremmo una squadra normale".

Sei stato un grande giocatore, come ti trovi nelle vesti di dirigente?
"Sono due ruoli completamente diversi. Da calciatore fai parte di un gruppo che cerca di vincere sul campo, quando sei dirigente devi dare tranquillità alla squadra e risolvere le problematiche. Ora vivo le partite con più tensione, mi sento molto coinvolto: contro la Pro Patria, dopo i gol di Mazzini e Gavazzi, ho esultato in modo incredibile".

C'è un giocatore del Renate che assomiglia a Massimo Crippa?
"Non so, ogni calciatore ha le sue caratteristiche. A me non piace fare singoli nomi. Piuttosto sono contento di un fatto: qui a Renate tanti giocatori si sono presi la rivincita, dopo che da altre parti li avevano dati per finiti".

In conclusione: Massimo Crippa resterà a Renate anche in futuro?
"Sicuramente, a Renate sto bene. Lavoro in un club sano e tranquillo, che fa le cose usando la testa".